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venerdì 13 aprile 2012

Todo Cambia



“Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.
Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore,
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti.
Cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia.
Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste,

cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.
Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi,
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.
E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.
Cambia, tutto cambia…”.

giovedì 12 gennaio 2012

Leave

La verità è che non voglio partire. Non vorrei prendere quell'aereo e ritornare alla Base.
Vorrei che un aereo lo prendessero mamy, papy e nonna.... e si trasferissero tutti in blocco qui  (che a dir il vero anche mamy lo vorrebbe proprio tanto!).
Purtroppo non si può e mi tocca.
Mi tocca riprendere la valigia.
Mi tocca riempirla di tutte la marea di cose che mi porto dietro ogni volta che parto.
Mi tocca lasciare il marziano per l'ennesima volta.
Mi tocca ritornare a dormire nel mio lettino, nella cameretta viola con le tende viola.

Non ho voglia, non ho nessuna voglia di tutto questo.
Ma domenica sera si vola, si dovrà volare, che le mie cose attendono.

Ritornerò presto però, perchè è qui casa mia.

giovedì 22 dicembre 2011

Se Natale è Natale

Io non andrò a messa. Io non festeggio mai la ricorrenza dal punto di vista cattolico, che credente non lo sono. Per me Natale è soltanto un'occasione, un momento in più da dedicare alla famiglia, alle persone che più amo.

Quest'anno avrà un sapore diverso: sono lontana dai miei, sono lontana da nonna, e sono soprattutto lontana da chi troppo presto è volato via. Allora il mio pensiero va a loro...
Riderò... scherzerò... siederò a tavola... condividerò un pezzetto del mio tempo con tante altre persone che mi vogliono bene e nel cuore, nel profondo del mio cuore, cullerò l'idea di averli tutti accanto a me, perchè Natale se è Natale diventa magia e tutto diventa possibile.


Con queste parole auguro a tutti voi, vecchi e nuovi amici, un magico Natale, di quelli che non ti fanno ricevere una montagna di regali, ma che ti fanno parlare la lingua dell'amore sincero, vero e onesto; ed infine, auguro a tutti vuoi un Nuovo Anno scintillante, ricco di grandi emozioni, ricco di tanta forza e tanto coraggio, ricco di tanta voglia di viverli questi nuovi giorni...




p.s. ci si rilegge l'anno prossimo... ;-)

lunedì 5 dicembre 2011

Lontano

Ci sono momenti in cui un abbraccio è tutto quello che vorresti.
E non da parte di "braccia a caso".

C'è un volto, ci sono degli occhietti che  stanotte ho sognato. E allora viene a galla quel pizzico di nostalgia, quella mancanza che come vetro acuminato si pianta nella carne e fa male, fa tanto male.
E il pensiero che possa accadere qualcosa mentre tu non ci sei...
E il pensiero che "tranquilla è tutto ok, ha avuto solo qualche giornata no, ma adesso sta meglio.. ." sia soltanto una bugia detta per farmi stare serena...

Vorrei soltanto vederla con i miei occhi, capire che sono le solite esagerazioni di mia madre, controllarle la pressione, i battiti, chiamarla e vedere che mi risponde con il solito sorriso e poi sentire le sue mani che mi afferrano e non mi mollano più.

Vorrei poter aprire una porta e controllare come sta; ma a 1300 km di distanza mica è facile...

Non mi resta che parlare col cuore: nonnina, lo senti che ti dice il mio cuore?

Vero che lo senti?


lunedì 31 ottobre 2011

Andare avanti

Sembra banale, ma è l'unica frase che si dice in questi momenti.

Andare avanti... Riprendere tutto quello che avevi accantonato in questi giorni e andare avanti, anche se non ne avresti voglia, anche se ti senti del tutto svuotata, anche se ti senti una "canna al vento", anche se i tuoi occhi continuano a vedere quel viso che non c'è più.
Bisogna vivere. Io, noi che lo possiamo fare, dobbiamo vivere: abbiamo l'obbligo di rendere onore al dono che ci è stato fatto, perchè la vita è un autentico dono, è la meraviglia della natura...
Basta con le lacrime.
Da oggi in poi voglio regalare a M. soltanto sorrisi.
Io che posso, sorriderò anche per lei.


P.S. Grazie a tutti coloro che, con un commento , mi sono stati vicini in questo bruttissimo momento... Grazie di cuore!!

sabato 22 ottobre 2011

Shame and guilt

Sono stanca... gli esami sono alle porte e io sono a pezzi...
Mi prende male ultimamente.
Vado in facoltà e mi sento fuori posto, mi sento inadeguata e incapace.
Avrei soltanto voglia di scappare.
Se penso al mio primo giorno di lezione....  Chimica generale col prof. Guglielmo.
Ero entusiasta, ero ottimista, sapevo quello che volevo e niente mi demoralizzava.
Sembravo un caterpiller: la mia migliore amica, che si era anche lei iscritta alla stessa facoltà, mi guardava meravigliata. "Come ca22o fai a non farti buttare a terra... ci trattano di merda... spiegano pochissimo e dobbiamo fare tutto da sole..."
E io "Qualunque cosa fai nella vita devi lottare, devi insistere e non demordere, devi credere che ce la puoi fare nonostante tutto".
Ro, la mia amica, mollò a febbraio e io continuai. Feci il primo esame e arrivò un bel 27, poi 28 e poi 30 e poi ancora 30 e poi 30  e lode... e poi... e poi il buio...
Il crollo inaspettato e tremendo che ha terribilmente  segnato la mia vita.
E mi guardo oggi. Mi vedo "ancora" seduta alla scrivania, navigare tra testi, appunti, schemi e riassunti e... e mi vergogno.
Provo una vergogna che forse nessuno sa.
Perchè non dovrei essere dove sono adesso, perchè sento il peso di un fallimento, perchè laurearmi con così tanto ritardo ormai per me è solo un fallimento, non  una gioia.
Sto male perchè so di aver distrutto il mio sogno, so che ho fatto tutto io, che è solo colpa mia di nessun altro, e soprattutto la cosa che pù di tutte mi distrugge , è di aver condizionato la vita di chi mi ama più di qualsiasi cosa...
Amore mio... quanto vorrei poter rimediare ai miei errori e regalarti la vita che abbiamo sognato...
Ho voluto io tutto questo.
Sarà il più grande rimpianto della mia vita e per questo mi odio profondamente.

lunedì 26 settembre 2011

Bisturi & Identità

C’è una canzone che da un po’ non mi stanco di ascoltare e dice così….

“All of these lines across my face
Tell you the story of who I am
So many stories of where I've been
And how I got to where I am…”

Tutti questi segni sul mio viso
 Raccontano la storia di chi sono
Cosi tante storie di dove sono stata
 E come sono arrivata dove sono….”

E funziona proprio così… Ogni piccola ruga sul nostro volto ha o avrà un significato, racconterà una storia.
E noi stupide che le temiamo, che tentiamo in tutti i modi di evitarle, che facciamo di tutto per nasconderle. E perché? Per l’eterna giovinezza “esteriore”, per “l’apparire perfetta e bella”…
Ah… sapeste quanto ho lottato nella mia vita con il concetto di perfetto e bello, mi guardo ieri e sorrido e penso a quanto ero stupida e fragile allo stesso tempo, a quanto mi sono fatta del male per niente!!

E oggi mi accorgo che la mia fragilità di ieri è il pane quotidiano di molte ragazzine. Ragazzine che lottano contro l’anoressia e la bulimia, ragazzine che a 16 anni bramano di diventare maggiorenni non per prendere la patente, ma per poter avere due tette così, o un nasino così
Tanto c’è la chirurgia estetica che risolve tutto!
Perché se non sei come vorresti essere, non sei felice, non puoi vivere la tua vita al 100%, perché come sei non va bene, perché le altre invece sono “ tutte perfette a differenza tua”.
Perché non devi invecchiare: anche se gli anni passano il tuo viso deve restare ingabbiato in un volto da bimba.
Quanto è stata stupida e superficiale la nostra società… Invece d’insegnare l’amore per se stessi, ha servito su un piatto d’argento un bel  bisturi e… taglia e cuci e tutto si aggiusta!
Come se la felicità fosse racchiusa “solo” in un bel volto o in un bel fisico!

In verità, credo che rimanga nascosto sotto un volto tirato, un mare in tempesta, un mare d’insicurezza che solo apparentemente va via, perché oggi sono le rughette intorno agli occhi, domani saranno quelle del collo, dopodomani il seno ormai cadente… E tu ti trasformerai, diventerai l’idea di te e non sarai di certo quel riflesso nello specchio.
Avrai cancellato un pezzo della tua persona, un qualcosa che di te raccontava. La tua storia, la tua vita, il tuo percorso.

Sapete una cosa? Io adoro questa donna e non sopporto quest’altra.

Vedete anche voi la differenza tra le due?

lunedì 30 maggio 2011

Un vaso di terracotta

Qualche mese non avevo voglia di parlarmi.
Oggi lo faccio, oggi mi parlo, perchè quelle metastasi iniziano a far male.

Sono sempre stata lenta nella mia vita, soprattutto quando si è trattato di pensare a me stessa.
"Per il mio bene", non sono state parole molto presenti nel mio vocabolario: mi sono fatta male per tanto tempo, ma con fatica, riscoprendo tutta la voglia di vivere che ho, sono riuscita a riemergere dall'abisso.
Non sono stata mai sola: ho avuto tutto l'amore di questo mondo a farmi da paracadute durante i miei lanci folli.
Soprattutto il suo. L'amore del marziano.
C'è sempre stato, è sempre stato presente: mi ha sostenuta, incoraggiata, desiderata, amata, come io stessa desideravo.
Siamo cresciuti insieme, abbiamo imparato ad amarci a conoscerci, ad accettarci con i nostri limiti e i nostri difetti.
E' stato tutto perfetto, sempre. Fino a poco tempo fa.

Ci siamo comodamente seduti su un'altalena: io e lui. Continuiamo a fare su e giù... Continuiamo a toccare il cielo con un dito, a sentire il paradiso intorno a noi, per poi piombare nell'inferno, nel buio dell'incomprensione, nella paura della diversità.
Qualcosa si è rotto e io guardo quei cocci... Provo a riattaccarli, roverò per sempre a riattaccarli, perchè la mia vita è lui, nonostante gli scazzi, nonostante le paure e i timori.
Io sono così.
Sono fragile, perchè sono un "vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro", perchè se non sono felice non posso farcela, e basta poco per non essere felice, basta non avere più il mio marziano...



...Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono,
scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni
in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile,
privo di senso e irraggiungibile per me,
succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo....

 


martedì 3 maggio 2011

Odi et amo


Non sopporto  la sua presunzione.
Non sopporto la sua permalosità.
Non sopporto quando sbraita contro gli automobilisti indisciplinati.
Non sopporto la sua maniacale precisione.
Non sopporto il suo essere rancoroso in certi casi.
Non sopporto la sua testardaggine.
Non sopporto la sua gelosia.
Non sopporto quando mette becco nelle cose di casa.
Non sopporto quando guarda le altre.
Non sopporto quando mi giudica a priori.
Non sopporto quando non si fida di me.
Non sopporto quando perde il controllo.
Non sopporto la sua diffidenza.

Ma…

Amo il suo coraggio illimitato.
Amo la sua sensibilità.
Amo il suo humor.
Amo la sua generosità disinteressata.
Amo la sua curiosità.
Amo il suo spiccato senso civico.
Amo il suo essere diretto nelle cose.
Amo i suoi occhi blu.
Amo il suo senso di protezione.
Amo la sua creatività.
Amo la sua smisurata passionalità.
Amo le sue mani.
Amo le sue labbra.
Amo la consapevolezza delle sue capacità.
Amo la sua onestà.
Amo la tenerezza nei suoi occhi quando guarda la nipotina.
Amo la sua allegria.
Amo le sue battute.
Amo le sue braccia che quando mi stringono mi fanno sentire viva.
Amo  la sua forza.
Amo il suo essere Uomo.
Amo l’amore che nutre per me.


Sono tante le cose del marziano che mi danno fastidio, che mi fanno stare anche male, ma sono molto di più le cose che amo di lui. Alla fine è una sorta di equilibrio Amore-Odio, con il tutto spostato in favore del  primo elemento…
Funziona così quando ami: riesci a convivere con tutto quello che ti dà noia dell’altro, perché  sai che la perfezione non esiste, e perchè ricevi tanto nonostante i se e i ma...
Perché l’Amore può tutto, soprattutto quell’Amore "che move il sole e l'altre stelle"… e il marziano è l'unico che..."move il mio sole e le mie stelle"... Ti amo amore mio...

martedì 1 marzo 2011

Piccole donne ieri... Piccole donne oggi...

E poi capita che, dopo tanto tempo, in un pomeriggio piovoso, ci si ritrova tutte e quattro insieme, sedute attorno a un tavolo, davanti a caffè fumanti e dolcetti fatti in casa. Ed è come se il tempo si fosse fermato, come se tanti anni non fossero mai passati, come se tutto quello che ci ha unito sin dalle elementari, fosse stato sempre lì in un angolo ad attenderci.
Sono occhi, voci e gestualità che conosco a memoria…
Siamo cresciute insieme, abbiamo giocato, abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo innamorate, siamo diventate donne… Insieme sempre insieme… Almeno fino a quando la vita, con i suoi percorsi, ti porta a scegliere, a decidere per il tuo futuro e a prendere strade diverse, che ti portano lontano da quel piccolo mondo fatto di complicità, di amicizia, d'intesa, di condivisione.

E adesso, dopo  tanto tempo ti rendi conto che alla fine erano pezzi di un puzzle che credevi aver perso e invece erano lì nel fondo della scatola ad attenderti.

E’ stato un pomeriggio di risate, di racconti, di abbracci, di lacrime…

      “…ma ti ricordi quella volta che siamo scappate al castello e ci cercava mezzo paese…”

             “…e le lacrime dopo la tua prima volta...”

                                                                          “… e quando ho avuto l’aneurisma…” 
“…e quando mi hai preso per i capelli…”

                                 “… e quando non ci siamo parlate per un mese…”

“… e ti ricordi di quando eravamo tutte e due innamorate di S. …” 
                                                           
        “… e quando vi ho detto di aspettare Jenny…”

Ricordi… emozioni… che ci hanno travolte come un fiume in piena, parole che non smettevano più di venire fuori ...due ore  volate via veloci e repentine come un lampo. Il tempo non può mai cancellare l’affetto che lega i veri amici. Basta solo stare insieme, anche dopo non essersi visti o sentiti per anni, e tutto è come prima, e tutto non è mai cambiato: tra i ricordi del passato e gli aggiornamenti sulle recenti vicissitudini è solo un felice ritrovarsi….
Quella complicità, quella profonda conoscenza non è mai andata persa, perché l’affetto che rende solido quel sentimento ha radici profonde, e nel mio caso è gelosamente custodito da quattro bimbe che vive nei nostri ricordi giocano ancora a rincorrersi libere e spensierate.

Alle mie amiche, che anche se non leggeranno questo post sanno già tutto…

martedì 22 febbraio 2011

Gamble

Ahhhhhhh… la gelosia.. è un tarlo che ti consuma, che s’insinua tra i pensieri, che ti fa perdere l’obiettività del pensiero. E’ difficile riuscire ad instaurare un rapporto sano con una persona morbosa, con una persona che controlla ogni tuo passo, che passa al vaglio ogni tuo respiro, ogni singola parola pronunciata. E’ un suicidio, è la fine della libertà di essere  quel che si è.
Il marziano è geloso, non possessivo e morboso per carità, che sotto chiave non mi tiene, però è geloso e certi giorni se ne esce con certe favole che ti lasciano lì a bocca aperta e ti chiedi, ma è così insicuro?
Ma forse è colpa mia? Sono io che non riesco a fargli capire quanto lo amo?
In realtà non sono mai stata una di quelle “cicci, cocco, amorino di qua e amorino di là”, non sono per niente appiccicosa, non è nella mia natura…. E forse risulto distaccata…

Ieri pomeriggio abbiamo discusso furiosamente, perché così dal niente, anzi da cazzate, vengono fuori tutte le sue paure…
 Basta poco, perché perda il lume della ragione, perché veda me in un modo che non corrisponde alla realtà. Alla fine riesco a riportarlo sulla strada giusta, riesco a strappargli un “mi fido di te”, però… però...  Quanto mi fa male tutto questo…. Quante lacrime…

La fiducia è la base dell’amore. Non è una frase fatta, ma una condizione sine qua non. Non esiste rapporto a due se non c’è fiducia e non esiste fiducia “certa”. Nessun mio comportamento può regalare la certezza di un amore eterno, la certezza di assoluta fedeltà, perché il domani è solo incertezza.
E’ una lotteria, è un rischio da correre se si ama… Solo se si ama…

Io amo e da tempo ho deciso di rischiare, vorrei solo essere ricambiata allo stesso modo…
 

martedì 14 dicembre 2010

Full

"E’ l’alba, guardo fuori dal finestrino e vedo le luci di una città che a poco a poco si risveglia dopo il riposo notturno.
Un cielo terso, un rosso che a poco a poco cede il passo a un azzurro intenso.
Un azzurro che sospesa in aria, col naso appiccicato al finestrino dell’aereo, ti sembra di vivere…
Una lacrima scivola giù per morire poi su labbra serrate in un sorriso appena accennato. Sì perché alla fine non è il caso di piangere: non è stato l’ultimo bacio, non è stato l’ultimo abbraccio, non è stata l’ultima carezza.
E’ solo un attimo, un momento che passerà, che sarà ricordo tra non molto.
I giorni volano, così come sono volati questi due mesi trascorsi tra le braccia del mio uomo, che tante volte avrei voluto strozzare, ma che altrettante volte avrei voluto amare ancora di più…ma avrò il tempo per farlo, perché c’è una grande distesa davanti a me, è verde, è riccamente colorata come un prato fiorito: è il mio futuro, è la mia vita tutta da vivere."




Laila era sull'aereo quando ha appuntato su un angolino della sua agenda questo pensiero.
Laila adesso picchietta i suoi ditini sulla tastiera del suo pc, seduta alla sua scrivania.
Eh sì sono a casa da mammà e sono ancora in fase di... in fase di... oh non mi viene la parola... Insomma mi sento con un piede di là e uno di quà.. avete capito no?
E' bello ritornare a casa, è bello vedere il tuo papà che all'aeroporto ti accoglie con un sorriso grande grande e le braccia aperte, è bello vedere che la tua mamma aspetta affacciata al balcone di vederti arrivare, è bello abbracciare la tua nonna è vedere svanita come una bolla di sapone la paura che non ti riconoscesse più...
Minchia quanto sono fortunata! L'amore che ho è unico!!!

E comunque (che se no poi mi dite che son sempre la solita sdolcinata ;-), ma ce lo sapete che tutti mi han detto che mi vedono più bella? Son soddisfazioni eh...
L'ho raccontato al marziano e mi ha detto: "tutto merito mio!".
Del resto è il mio marziano!

venerdì 3 dicembre 2010

Di qua o di là ?

La settimana volge al termine e non si tratta di una settimana qualsiasi, ma della  mia penultima settimana, il che significa che quella che sta facendo capolino è l’ultima settimana… Cioè… uno.. due… tre… cinque…sette… NOVE… Ecco mi restano solo nove giorni…
Ma noooo, ma non di vita, che non sto mica per schiattare….
Mi restano nove giorni di soggiorno in Polentonia…
Cioè, ma vi rendete conto? Due mesi sono passati eh… Due mesi sono due mesi, mica due giorni o due settimane… Uffa… Mi scoccia proprio l’idea, anche se il marziano mi raggiungerà quasi subito (tempo dieci giorni e avrà le sue meritate ferie natalizie),e quindi non avrò manco il tempo di sentire la sua mancanza… Però… Uffa… Io sto bene qui e ancora avevo delle cose da fare… Tipo un altro pochetto di shopping (poco, poco, giuro…),  tipo finire di spiegare pH e pOH alla nipote del marziano impaurita dalla chimica, tipo invitare gli zii del marziano a pranzo, tipo trovare le tende giuste per la sala…
Uno dice… Ma cosa cavolo hai fatto in due mesi? Che ho fatto? Ho studiato come una matta (il 17 ho esami… P A U R A A A), ho dormito pochissimo (colpa dell'amore mio che mi ama troppo), ho lavato, stirato e cucinato (cazzarola se ho cucinato!), mi sono relaxata nei fine settimana girando di casa in casa tra cognate, nipoti e parentame vario, girando per centri commerciali cercando tappeti, tende e copridivani…
Ecco che ho fatto… e i due mesi sono volati… e io ci ho il magone, perché mi sono proprio scocciata di fare la trottolina… Su e giù senza dimora fissa….
Che adesso che mi sono abituata a infilare i miei piedi (sempre freddi) sotto quelli del marziano (sempre caldi), nel lettone, durante la notte, io come faccio?

Certo c’è qualcuno che sta sprizzando gioia da tutti i pori (mia madre), che da due settimane mi dice “Hai fatto la valigia?” Sì come no, già che mi trovavo, non la disfacevo nemmeno quando sono arrivata… Mia madre è sempre la solita non c’è niente da fare…
Comunque l’idea di rituffarmi tra le braccia di nonnina… beh quello mi consola…
Chissà che farà, che dirà appena mi vedrà…
E Anna… e Sabrina… Ho voglia di stringermele forte forte tra le braccia, di sentire le nuove paroline che Sabrina ha imparato, di vedere Anna sorridere dopo che ha pianto tanto per la mia mancanza…. Ma avrei anche voglia, tanta voglia,  di restare qui e continuare a spupazzarmi il marziano…

Cazzarola sono una donna divisa a metà, contesa tra Nord e Sud !!

HELP ME !!


P.S. Buon week end... anzi buon ponte a tutti !!!

lunedì 25 ottobre 2010

Cronaca di un fine settimana

Capita che un sabato mattina, in compagnia del marziano ti perdi tra gli scaffali del Carrefour, cercando i limoni made in Sicily e soprattutto le marmellate con la percentuale più alta di frutta.

Capita che un sabato pomeriggio, dopo ore di ragù fumanti e padelle che friggono, non sai più di figa stratosferica, ma di cotoletta impanata, e allora succede che  il marziano si gode la sua donna versione “cuoca per amore”, in silenzio, seduto in un angolo della cucina, tentato dal mordere la sua personalissima cotoletta.

Capita che un sabato sera, non hai voglia di uscire, ma solo di startene con il marziano sul divano e guardare per l’ennesima volta il film di Checco Zalone.

Capita che una domenica mattina ti alzi alle sette anche se è domenica, perché a pranzo ti arrivano ospiti, e devi pensare a dare la giusta soddisfazione alla altrui gola.

Capita che dopo un’oretta, il marziano si svegli e ti raggiunga, spalancando la porta e gridando BUUUUUUUUU, e tu che stavi tagliando a dadini la mozzarella da mettere nella pasta rischi di condirla ulteriormente con una falange tua.

Capita che il marziano ti dica: “Hai bisogno di una mano?”. E tu: “No, ho quasi finito in cucina, devo solo passare l’aspirapolvere in sala, e dare una pulitina in bagno… Se proprio vuoi.. rifai il letto!”. Il marziano sparisce dietro la porta. Tu senti l’aspirapolvere che va, che va… e senti pure lo sciacquone del water. E allora lo raggiungi e ti ritrovi con l’amore tuo intento a far tutte le cosine che dovevi far tu!

Capita che arrivano i tuoi ospiti, che vi sedete a tavola, iniziate a mangiare e cominci a sentire “Buono.. buonissimo.. Poi mi dai la ricetta….”. E allora ti senti soddisfatta, e ancor di più quando l’uomo tuo, nel mentre condisci l’insalata, si avvicina e ti sussurra all’orecchio “Sei fantastica!”, stampandoti un bacio a fior di labbra sulla guancia sinistra.

Capita che una domenica sera, un po’ stanchina per le fatiche del giorno trascorso, nel mentre sonnecchi sul divano tra le braccia del marziano, dici “Amò io non gliela fò a vedere tutta la puntata di Report… ho sonno e mi infilo sotto le coperte…Notte!”. E Morfeo ti accoglie dolcemente fra le sue braccia.

Capita che una domenica notte, sei svegliata da un dolcissimo bacio, da un TI AMO appena bisbigliato, da braccia forti che ti stringono così tanto da farti perdere il fiato, e allora ti senti viva, ti senti donna in tutto il tuo essere, e vorresti fermarlo quell’attimo, fissarlo nel tempo, per riviverlo ogni secondo della tua vita futura.

Perché sono momenti, sono attimi, piccole cose che ti danno la giusta dimensione, che ti danno “un senso”, che danno le risposte a tutti i tuoi perché. E allora capisci che vale la pena viverla questa vita, vale la pena lottare, vale la pena soffrire, vale la pena tentare con tutte le forze di oltrepassare muri apparentemente insormontabili… Per quegli attimi, per quei piccoli e intensi momenti di felicità, per quelle  cose semplici che sanno di vita vera.

giovedì 7 ottobre 2010

Fatemi scendere

Stavo per scrivere un post  frizzante...per dire a tutti  "A PRESTO" , visto che ormai manca pochissimo alla mia partenza, e il tempo è quello che è.
Ero allegra e felice, fino a quando ho aperto i giornali e letto di Sarah Scazzi, la ragazzina quindicenne scomparsa ad Avetrana nell'agosto  scorso.

Sarah non tornerà più a casa sua, Sarah non potrà mai più rivedere la luce del sole, Sarah non potrà mai più riabbracciare la sua mamma, perchè Sarah non c'è più. Un animale, un mostro l'ha portata via, le ha tolto il dono prezioso della vita, e tutto questo per soddisfare un istinto crimale, violento e assassino.
Il mostro non è uno sconosciuto, ma è un uomo che ha visto nascere e crescere, diventare donna, la piccola Sarah. Il mostro è lo zio.
La tormentava da tempo, voleva abusare di lei. Dopo l'ennesimo rifiuto, dopo le minaccie di questa piccola donnina di rivelare tutto, l'ha uccisa. Sì l'ha strangolata e uccisa. E poi violentata. Da morta.

Ha violato quel corpo ormai privo di vita.

Di fronte a tutto questo male non riesco a frenare il senso di vuoto, di paura che mi assale. Sento il corpo invaso da mille brividi all'idea di quello che deve aver subito Sarah, di quello che deve aver provato...
Perchè accade tutto questo? Perchè gli uomini devono essere così crudeli e malvagi?
Come si può... era solo una ragazzina...
Basta, tutta la psicologia di questo mondo a spiegare una violenza simile?

Cosa si meriterebbe quest'uomo capace di compiere un gesto così atroce ed efferato?
Io vorrei che soffrisse... vorrei che patisse tutti i giorni lo stesso dolore che ha inflitto a Sarah e ai suoi cari. La morte no, perchè in certi casi può anche essere un sollievo. Lui deve invece vivere e soffrire.

Maledetto.

E la stessa cosa vale per chi magari sapeva e ha coperto tutto, per chi invece di parlare, di raccontare tutto e  aiutare Sarah ha firmato per la sua condanna a morte. A quanto pare la cugina Sabrina, sapeva delle attenzioni che suo padre aveva verso Sarah.
Una donna... come può una donna.. non capire il dramma di Sarah... In nome di cosa? Forse in nome dell'amore di una figlia verso un padre? Perchè è forse possibile amare un padre di cui conosci le perversioni?


Io questo mondo non lo capisco più... Vorrei scendere perchè ho paura....


Sarah... piccolo angelo... riposa in pace, ovunque tu sia adesso....


P.S. Un bacione a tutti quanti e... a presto!!!

martedì 28 settembre 2010

Go away

Ehmm... che lo masticate per caso l'inglese? Se la risposta e sì allora avete capito.
Se non lo masticate ma direttamente lo vomitate ve lo dico io.
Go away...
Andar via....
Cioè io, la sottoscritta, me medesima... Va.. Parte...
Volevo ancora lasciarvi con la suspance alle stelle dopo il post questo qua, ma qualcuno già lo sa, quindi mò lo dico a tutti: il profumo delle novità è diventato certezza. Una certezza che si è tradotta in una data: 9 ottobre.

Che è sto silenzio? Ma avete capito?
Io parto, faccio la valigia, vado a romper le balle al marziano per due mesi...
Si parte.
Si abbozza una sorta di convivenza insomma.

Mizzica ma sapete che non pensavo mica di sentirmi così ansiosa? Ci ho l'ansia..  una cavolo di ansia che mi fa andare in panico: penso alle cose che devo sistemare qui prima di andare, alle cose che devo necessariamente portare con me (come cavolo faccio a non superare i 20 kg di bagaglio in stiva e gli 8 kg di bagaglio a mano? Mi toccherà fare qualche pacco e spedirlo, perchè a momenti li supero quando parto per 15 giorni, figuratevi adesso... eheheheh).

Anyway... Credo che l'ansia non sia legata a queste cosucce...
La verità è che penso soprattutto  ai miei: non sono stata mai lontano da casa per più di 20 giorni... O cappero... mi viene il magone solo se ci penso... anzi è proprio un nodo in gola... porca trota... Non posso mica far così io eh...
Che la  mia mamma mi sa che mi ha pure sgamata, perchè mi sta ripetendo in continuazione che è felice della mia partenza, che è stanca di vedermi soffrire per la mancanza del marziano, che gli girano le balle quando me ne sto rintanata nel bunker (camera mia :D)...bla bla bla... Uhmm... Tutta sta felicità mi puzza proprio...
La conosco troppo bene e so benissimo cosa accadrà non appena chiuderà la porta ed io sarò dall'altro lato....
E poi nonna... nonnina mia che in questi giorni mi chiama in continuazione, mi vorrebbe sempre lì attaccata a lei, al suo lettuccio.... Sembra quasi che avverta qualcosa nella sua totale incoscienza...

Ma s'adda fà. Io voglio andare, perchè la mia vita è lì. La mia vita è il marziano.

Solo per una cosa NON partirei: mio fratello ha minacciato d'impadronirsi della MIA camera in mia assenza. Penso che passerò dal falegname prima di partire: dovrò prendere delle tavole da inchiodare alla porta della MIA stanza che ovviamente chiuderò a chiave, ma sapete com'è la prudenza non è mai troppa.... :D

domenica 26 settembre 2010

Magari se scrivo passa

Perchè è tutto il santo giorno che mi sento così.

Vuota.
Incapace.
Stupida.
Sola.

Oggi autostima zero.
Perchè in verità sono fragile e non faccio altro che nasconderlo dietro grandi sorrisi.
Perchè mi basta poco per cadere, per dubitare.
Perchè sto male quando non sono capita.
Perchè mi fa rabbia non ricevere quella carezza che mi farebbe stare subito meglio.


Passerà... dovrà passare...




...E' pur sempre bellissima un'emozione
con le cadute e tutto il male

come una musica, come un dolore lascia il suo segno e non si fa scordare
l'anima in ogni sua imperfezione

ti fa cadere e rialzare
seguire logiche senza ragione

prendere e andare nel nome
.
Anche se non trovi le parole
hai girato il mondo dentro a un cuore intero...
Nessuna replica, poco potere

mentre decidi se ti puoi fidare
il tuo momento ti viene a cercare puoi solo credere

forse saltare
come un elastico senza pensare non c'è più tempo forse fa male
...


Aggiornamento ore 21.53: mi sono fatta fuori mezza tavoletta di cioccolato al latte... ORA mi sento meglio !!! Per la serie... "A mali estremi estremi rimedi".

giovedì 2 settembre 2010

Il profumo delle novità

Eccola.... è arrivata... Sento il suo piacevole ticchettio sui tetti delle case... e soprattutto quel profumo...
Quello tipico delle prime pioggie...
Sto con lo sguardo rivolto verso una delle finestre della mia camera; la lascio aperta.
Mi piace il venticello fresco che entra...

Una serata così, dopo le caldi notti estive, mi sa di nuovo, mi sa di cambiamento.
Io ho voglia di un cambiamento.
E probabilmente all'orizzonte c'è!

Quanto significato e importanza possono avere una piccola valigia (piccola? ho qualche dubbio) e un biglietto aereo.? Direi tanto se rappresentano una vita da condividere; sogni, speranze, gioie e dolori da leggere quotidianamente negli occhi di chi ti capisce al volo, di chi sa come renderti felice, di chi ti fa battere il cuore a mille anche con una semplice carezza....

E' un sogno che si realizza, è una nuova avventura per me!!



E' quello che voglio !!!
E quello che conta di più è oggi, è il mio presente... Domani sarà domani e accadrà quello deve accadere....

Se le cose si metteranno per il verso giusto, farò quel biglietto e quella valigia.




lunedì 21 giugno 2010

Io mi sposo così !!!


Certe volte mi sento diversa, ma un pò troppo diversa al punto tale da credere che forse qualche rotella fuori posto io ce l'abbia sul serio!!
Lo spunto per questa profondissima autocritica, partorita stanotte nel mentre che mi rigiravo nel lettuccio mio, completamente rapita da una delle mie notti bianche (in parole povere....stanotte non ho dormito!..grrrr)...Dicevo, lo spunto per la riflessione viene come conseguenza di un dopo-partita (benedetta Italia, ma così si gioca? A casa che è meglio! ) passato a guardare le foto del matrimonio di una mia amica.

Quando ero piccolina, come tutte le bimbe, lo sognavo quel giorno: chilometri di coda bianca, fiori in ogni dove, carrozza e cavalli bianchi. Il quadretto era perfetto non mancava proprio nulla... E adesso?
Credo di essermi cinizzata un pò troppo sull'argomento....MA ANCHE NO!

Io non voglio feste galattiche con effetti speciali tipo gli sposi che magicamente escono dal centro di una piscina; non voglio bomboniere, perchè per me sono soldi buttati; non voglio fotografi di mestiere per le foto e per il mitico filmino, che io non sono Naomi Campbell e non devo mica fare un book fotografico e tanto meno sono un' attrice che deve girare un film; non voglio il prete; non voglio i chilometri di coda; non voglio baciare tremila volte gli invitati; non voglio tremila invitati (tipo il parentado, che da una vita non frequenti più, ma chissà perchè al matrimonio lo devi invitare); non voglio giurare cose eterne che quello che mi passerà per la capa domani, io oggi non lo so.



E' un giorno importante..ho capito... ma non si esagera un tantinìn?

Ma forse non si è standardizzato troppo sto benedetto giorno?

Io il giorno del mio matrimonio voglio il sindaco, voglio solo gli affetti più cari e sinceri vicino a me,voglio una festa nuziale senza rituali da seguire, voglio foto "vere" non pose artificiali e suggerite da qualche esperto di turno, e cosa importantissima, quella che conta di più,voglio porre la firma su un pezzo di carta per dire che  desidero con tutta me stessa dare vita a un nuova famiglia, per dire che io il mio impegno, il mio amore, ce lo metto al di là di quello che sarà domani, senza chiedermi cosa sarà domani, perchè PER SEMPRE a priori non possiamo dirlo, nemmeno il giorno del nostro matrimonio!

P.S. Che se poi devo dirla tutta e devo dare sfogo al top della mio essere cinica...
Ma non avrebbe più senso festeggiare, fare la pompa magna, dopo almeno 30 anni che stai con una persona? Quando puoi dire "Cavolo ce l'abbiamo fatta...siamo riusciti ad alimentare il nostro amore quotidianamente, a non farlo spegnere, nonostante i casini della vita"?

mercoledì 26 maggio 2010

I love.... me !!!!


[...] Più tardi quel giorno pensai a lungo alle relazioni.
Ci sono quelle che offrono sensazioni nuove ed esotiche.
Quelle che sono vecchie e familiari.
Quelle che sollevano un sacco di domande.
Quelle che ti  portano in posti inaspettati.
Quelle che ti portano lontano dal punto di partenza e …
quelle che ti riportano indietro.
Ma la relazione più importante, difficile ed emozionante
è quella che si ha con se stessi…
E se trovi qualcuno che ti ama e che ami,
beh allora è davvero FANTASTICO !!! [...]


Carrie Bradshaw – Sex and the city

Alla fine è così che funziona.
Per dare amore, per riceverne, prima di ogni cosa bisogna amare se stessi.
Instaurare col proprio io la giusta relazione.
Sapersi capire.
Sapersi accettare.
Sapersi dire “Cretina/o che stai combinando!”
Rispettarsi per quello che si è e cercare sempre di fare il massimo per dare un senso a tutte le qualità che ognuno di noi possiede.
Non è impossibile, ci vuole solo tanta pazienza, tanta voglia di vivere, tanto coraggio;  perché talvolta siamo così complicati, che trovare la chiave giusta per la toppa giusta, è veramente un’impresa, piuttosto ti verrebbe voglia di mollarti in un triplo salto mortale senza rete nè paracaduti anziché stare lì a dare risposte ai tanti perché.

Io sono complicatissima, sempre incasinatissima, ma mi amo, o meglio ho imparato ad amarmi per quella che sono…o almeno ci provo...


P.S. Adoro Sex and the city, fossi un uomo sposerei Carrie seduta stante !!!!!