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venerdì 13 aprile 2012

Todo Cambia



“Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.
Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore,
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti.
Cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia.
Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste,

cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.
Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi,
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.
E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.
Cambia, tutto cambia…”.

giovedì 12 gennaio 2012

Leave

La verità è che non voglio partire. Non vorrei prendere quell'aereo e ritornare alla Base.
Vorrei che un aereo lo prendessero mamy, papy e nonna.... e si trasferissero tutti in blocco qui  (che a dir il vero anche mamy lo vorrebbe proprio tanto!).
Purtroppo non si può e mi tocca.
Mi tocca riprendere la valigia.
Mi tocca riempirla di tutte la marea di cose che mi porto dietro ogni volta che parto.
Mi tocca lasciare il marziano per l'ennesima volta.
Mi tocca ritornare a dormire nel mio lettino, nella cameretta viola con le tende viola.

Non ho voglia, non ho nessuna voglia di tutto questo.
Ma domenica sera si vola, si dovrà volare, che le mie cose attendono.

Ritornerò presto però, perchè è qui casa mia.

giovedì 15 dicembre 2011

Letterina a Babbo Natale

Onde evitare il traffico dei giorni più prossimi al Natale, mi porto avanti e scrivo la mia letterina a Babbo Natale.

Caro Babbo Natale, anche quest'anno è volato via con la velocità di uno shuttle che lascia la sua rampa di lancio, e mi ritrovo a riscriverti quattro parole quattro, come ogni Natale. Dirti che sono stata buona è cosa di poco conto, giacchè una santa, a mio cospetto, è pari a Lucifero; indi preparati che la lista dei regali che mi spettano di diritto è molto lunga.
Anzi, tenendo conto delle richieste di qualche anno addietro, che in modo ingiustificato non sono state accolte e manco per niente soddisfatte, io te le ripropongo,infilate qua e là, tra le richieste nuove di pacca, fosse che fosse, a sto giro ti riesce di fare centro.
 Procedo con ordine:

1. Mandami sei numeri vincenti da giocare al superenalotto e se ti viene facile pure il superstar, che così arrotondiamo.
2. Vedi di acquistare una farmacia a mio nome che a breve dovrebbe servirmi. (In culo alla casta dei farmacisti d'eredità... Io figlia di un barbiere siculo, riuscirò ad avere la MIA farmacia col mio cognome gigntesco e sberluccicante posizionato sulla porta d'ingresso, alla faccia di tutti gli addobbi natalizi).
3. Prenotami una vacanza a New York, e l'albergo mi raccomando dev'essere locato in quel di Manhattan,  come insegna Carrie.
4. Fammi trovare sotto la stella di natale (l'albero non l'ho fatto, quindi accontentati di quella) una shopping card da 10 o 20 mila eurozzi, vedi tu fin dove puoi spingerti.
5. Sempre sotto la stella di natale, parcheggia il contratto per una nuova casa, che mi raccomando dovrà avere queste caratteristiche: ampia cucina super abitabile con il lavello sotto le finestre, gigantesco salone con mega divani (che noi di famiglia siamo assai e abbisognamo di molto spazio) e con mega vetrata (con ante scorrevoli mi raccomando) che dà direttamente sul giardino (ce lo vogliamo mettere il giardino con piscina, no?); tre, anzi quattro camere da letto, una delle quali (la mia mi pare logico) dotata di bagno in camera con vasca/piscina, sauna e mega doccia (che io e il marziano lì dentro dobbiamo far cose turche), e ovviamente mega cabina armadio tutta per me che riempirò con la velocità di un neutrino (tunnel-gelmini permettendo); aggiungici poi altri due o tre bagni, un ripostiglio e una stanza-lavanderia... Ah! Anche un'ampio studio mi raccomando!!
6. Mi servirebbero poi due auto da regalare alle nipotastre in odore di maggiore età, che così le faccio contente assai assai.
7. La planetaria KitchenAid, che mi diverto tanto tanto a cucinare, impastare e sporcare mille cose.
8. L'asciugatrice per i panni, che a Milano asciugare i panni in naturemode è impresa assai ardua.
9. Paga tu il matrimonio prossimo di mio fratello (eh sì... quello lì pare si voglia sposare ad agosto ), che così tolgo un pensiero ai miei che stanno già pensando a quale rene vendere per pagare il festone.
Cos'altro...

Mumble... mumble...
Aspè....
Ah!
10. Un giro di valzer (chiamiamolo così) con Roul Bova per me e uno con l'Arcuri per il marziano amore mio, che se lui non va con l'Arcuri a me non mi ci manda con Bova.


E con questo è tutto. Almeno credo.


Mi raccomando non ti confondere eh... Dii agli elfi che non sono mica in Sicilia adesso ... Il tutto dev'essere recapitato a Polenton-City!!!


Datte na mossa, che se ti ti sbrighi prima del 25 non mi offendo!!!

mercoledì 16 novembre 2011

Il blogger-post numero uno

Questo post diventerà prezioso, come la famosa numero uno di Zio Paperone?
A dir il vero, non lo so, so soltanto che questo è il primo post che scrivo da questa nuova piattaforma, dopo aver tribolato (non poco vi assicuro) per adattare il mio template targato splinder al linguaggio completamente diverso di blogger.

Anyway, ci sono... Ci sono con un pizzico di nostalgia.



Boh... sto primo blogger-post sta diventando una lagna, meglio darci un taglio il prima possibile!

mercoledì 9 novembre 2011

Le parole che aspettavi da una vita



"MI DIMETTO E NON MI RICANDITO PIU'"

08-11-11 Silvio Berlusconi



In attesa di sapere che ne sarà della splinder comunità, sono felice di poter pubblicare in questo blog, in questo posto, un post simile!!

lunedì 20 giugno 2011

Una farfalla dalle ali spezzate

C’era una volta una bimba, una bimba che mangiava patatine e cioccolata fregandosene dei rotolini di ciccia, che allegramente si depositavano sul suo corpo. La ragazzina era piccola e credo fosse normale il suo atteggiamento, perché quando sei una bimba non devi preoccuparti del tuo aspetto esteriore, ma devi semplicemente crescere, sperimentare, giocare e imparare.
Crescendo, quando qualcuno le diceva “Ma perché non mangi di meno?”, i suoi occhi si riempivano di strafottenza, come se la cosa non le interessasse, come se essere rotondetta per lei non fosse un problema.

Ma io quegli occhetti li leggevo. Sapevo cosa celavano.
Sapevo il disagio, il dolore e il dispiacere che nascondevano.
Oggi quella bimba è un’adolescente.
Una ragazzina di 17 anni veramente in gamba: frequenta il liceo classico e ha la media dell’otto, aiuta continuamente la sua mamma facendo i mestieri e cucinando come una cuoca provetta; è corteggiatissima perché i suoi occhi verdi sono accompagnati da un sorriso splendido.
Non le manca niente.
Quasi niente.
Le mancano solo dodici chili.
Dodici chili che segnano il confine tra la vita e la morte, perché V. oggi è una diciassettenne che pesa quanrant'uno chili, è una diciassettenne che in soli venti giorni ha perso sei chili, è una diciassettenne che dovrà ricoverarsi perché i suoi battiti cardiaci sono troppo bassi, perché sviene in continuazione, perché non riesce più a mangiare.

La solita storia che ormai oggi sentiamo continuamente, come un disco rotto che s’inceppa e che resta sempre lì, fermo su uno stesso punto. Lo chiamano il male del nuovo millennio e solo chi ha avuto a che fare, direttamente o indirettamente,  con questa malattia può realmente capire quanto sia un male che ti travolge, che ti comanda, che ti riduce in uno stato di schiavitù mentale, che non ti fa vedere più i colori della vita, un male che ha pochi perchè.

Io mi auguro che ce la faccia.
Io mi auguro che la sua famiglia trovi il modo giusto per starle accanto, per abbracciarla senza soffocarla…
Io mi auguro che ci sia qualcuno accanto a lei che le insegni che prima bisogna “sentirsi” e poi “vedersi”…

Mi auguro che tu ce la possa fare piccola V. , mi auguro che tu possa ritrovare la forza per riparare le tue ali spezzate, per ritornare a volare libera, leggera e felice,  come una farfalla persa tra i mille fiori della vita…

martedì 14 giugno 2011

Sì, Sì, Sì e ancora Sì !!!!


Poche parole solo....







GRAZIEEEEEEEEE.....

di cuore, a tutti  gli italiani che stanno lottando per riconquistare quella dignità che politici di comodo hanno ormai da troppo tempo rubato!!!!!!

martedì 31 maggio 2011

La svolta

Mettendo da parte i casini del momento, posso dire... Io c'ero !!!!


L'entusiasmo della piazza milanese mi ha letteralmente travolta.
Ieri sera insieme al mio amore ho urlato a scuarciagola il nome di Pisapia.
Ho applaudito Fassino, Boeri e Vinicio Capossela.
Da donna, ho esultato quando Lella Costa, Susanna Camusso e Ottavia Piccolo hanno ricordato che le donne il 13 febbraio scorso hanno dato una sferzata notevole e importante al percorso di cambiamento.
Ieri sera ho visto una marea di sorrisi tappezzare i volti dei milanesi, volti speranzosi per un radicale mutamento che trasformi il nostro paese.
Perchè la schiacciante vittoria della sinistra non è altro che questo: è la richiesta di aria nuova, è la volontà del popolo italiano che non vuole più un omuncolo del genere Berlusconi alla guida del proprio Paese. Non abbiamo più bisogno di barzellette, di starlette che passano dal palo della lap dance alla poltrona di deputato e nel peggiore dei  casi alla poltrona di ministro; non vogliamo più le cricche che si spartiscono il potere, che si arricchiscono sulle spalle di chi con fatica lavora e non riesce ad arrivare alla fine del mese, non vogliamo più essere derisi da mezzo mondo per colpa della sua (del nano) inettezza, non vogliamo più parlare di Ruby, di Noemi e della D'Addario.
Basta.
E' arrivato il momento.
Lui potrà trincerarsi dietro il suo finto governo fatto di spudorati mercenari, ma per quanto?
Fin quando il giocattolino, troppe volte rotto e incollato, reggerà l'urto degli italiani che non vogliono più essere rappresentati dal Nerone dei nostri tempi?
E' la fine.

E' la sua fine e il nostro inizio!!


lunedì 30 maggio 2011

Un vaso di terracotta

Qualche mese non avevo voglia di parlarmi.
Oggi lo faccio, oggi mi parlo, perchè quelle metastasi iniziano a far male.

Sono sempre stata lenta nella mia vita, soprattutto quando si è trattato di pensare a me stessa.
"Per il mio bene", non sono state parole molto presenti nel mio vocabolario: mi sono fatta male per tanto tempo, ma con fatica, riscoprendo tutta la voglia di vivere che ho, sono riuscita a riemergere dall'abisso.
Non sono stata mai sola: ho avuto tutto l'amore di questo mondo a farmi da paracadute durante i miei lanci folli.
Soprattutto il suo. L'amore del marziano.
C'è sempre stato, è sempre stato presente: mi ha sostenuta, incoraggiata, desiderata, amata, come io stessa desideravo.
Siamo cresciuti insieme, abbiamo imparato ad amarci a conoscerci, ad accettarci con i nostri limiti e i nostri difetti.
E' stato tutto perfetto, sempre. Fino a poco tempo fa.

Ci siamo comodamente seduti su un'altalena: io e lui. Continuiamo a fare su e giù... Continuiamo a toccare il cielo con un dito, a sentire il paradiso intorno a noi, per poi piombare nell'inferno, nel buio dell'incomprensione, nella paura della diversità.
Qualcosa si è rotto e io guardo quei cocci... Provo a riattaccarli, roverò per sempre a riattaccarli, perchè la mia vita è lui, nonostante gli scazzi, nonostante le paure e i timori.
Io sono così.
Sono fragile, perchè sono un "vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro", perchè se non sono felice non posso farcela, e basta poco per non essere felice, basta non avere più il mio marziano...



...Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono,
scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni
in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile,
privo di senso e irraggiungibile per me,
succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo....

 


martedì 8 febbraio 2011

Siamo donne

E niente, non è che sia sparita eh, ho solo un casino di cose da fare e soprattutto da studiare ahimè, quindi il tempo per bloggare si riduce tanto tanto e comunque ci sono, barcollo ma non mollo insomma.
Che a dir il vero più che bloggare a me vien voglia di prendere la bici e via andare in giro, che giornate così belle non s’erano ancora viste! Ad ogni modo andiamo al dunque….
 
C’è una cosa che DOVETE firmare, per forza, perché la sottoscritta ve lo impone e non accetta repliche. Il sei febbraio per chi non lo sapesse è stata la Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili.
Sì perché ancora, nonostante ci definiamo evoluti uomini del nuovo millennio, c’è gente che decide che una donna nella sua vita non debba sapere cosa significhi avere una vita sessuale “normale”, solo perché è donna. Ogni anno, secondo l’OMS,  circa 2 milioni di bambine  (anche neonate) rischiano di essere sottoposte alla infibulazione.

In cosa consiste l’infibulazione?
Consiste nell'asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale. (cit. Wikipedia)
Foto
(bisogna vedere per capire di quale incivile e crudele pratica stiamo parlando).

I devastanti traumi che tale pratica infligge sono  di natura fisiologica e psicologica come è facile intuire: una donna infibulata non conoscerà mai il piacere sessuale, una donna infibulata correrà il rischio di non poter dare alla luce un bambino sano.
Tutto ciò perché una donna deve essere “PURA”, tutto ciò perché se una donna non è più pura, può essere rifiutata dal marito e allontanata dalla propria società, tutto ciò perché SIAMO DONNE.
 
E allora firmate la petizione che proprio in quest’anno verrà presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, perché questa consuetudine venga definitivamente bandita in qualsiasi angolo del mondo, perché non c’è uso e costume, non c’è legittimazione religiosa che possa spiegarla e quindi giustificarla.
 
Firmate, fate sentire la vostra voce, è un obbligo morale soprattutto per noi donne.



Clicca QUI, per firmare l'appello e clicca QUI, per leggere il testo dell'appello.

 



P.S. E comuqnue io lo sfizio me lo leverei…. Tante piccole Lorena Bobbit… Giusto per ricambiare e per fare capire meglio a quei padri a quei mariti cosa significhi non avere più una propria sessualità…. 

lunedì 22 novembre 2010

Mancu li cani !!

Orca pupazza… levataccia stamattina, nonostante abbia raggiunto Morfeo alle ore tre e dico alle ore  T R E…. E ora sto con un occhio aperto e l’altro chiuso manco fossi guercia :D
Adesso sto facendo pausina caffè, scrivo il post e ascolto musica, che dovreste vedermi… i miei diti sulla tastiera si muovono seguendo il ritmo di questa canzone qui….


Alejandro
Ale-Alejandro
Ale-Alejandro-e-ro 


E così mi sveglio…. che credete voi….
 
Piuttosto senza star li a pettinar bambole, andiamo al dunque. Ci ho da mandare a quel paese  Eleonora Brigliadori, che ieri sera cazzeggiando su feisbuck mi è caduto l’occhio sul post di una amica che invitava a leggere un’ intervista rilasciata un bel po’ di tempo fa dalla Very Important Person, Made in Italy, in questione.
Il titolo dell’intervista è: Eleonora Brigliadori “Ho sconfitto il cancro senza curarmi"

"Ciumbia", mi dico "sarà mica un E.T., la tipa? Vuoi vedere che a sto giro mi danno le prove che DIO esiste veramente?.." Leggo l’articolo…. E…

Letto l’articolo, rispolvero il mio repertorio di male parole, inserendoci dei neologismi personalmente creati ad hoc dalla sottoscritta, tipo vigliaccapercinqueminutidipopolarità, tipo cretinadimerda, stupidaconlerotelleparalizzate... cose carine del genere insomma…
 
Invitare la gente e non curarsi per sconfiggere il cancro…  Una cosa proprio intelligente, in barba a quei santi paesi che investono fior di quattrini nella ricerca contro il cancro,(in Italia no.. per carità ste cose non le facciamo, piuttosto rendiamo pubblici gli sproloqui di una deficiente di turno) in barba a chi mette la propria intelligenza, le proprie capacità a servizio del prossimo, lavorando nei laboratori di ricerca, ma soprattutto in barba a chi lotta quotidianamente contro questa malattia guardandola in faccia tutti i santi giorni, a chi il male cerca di sconfiggerlo magari da anni, a chi ci è riuscito CURANDOSI, e a chi non ce l’ha fatta.
 
Insensibile di emme come non regalarti un sonoro vaffa? Per cinque minuti di notorietà gente come la signora in questione farebbe e direbbe  qualsiasi cosa.
Che poi a chi legge l’articolo, la furbona, offre su un piatto d’argento la chiave che sputtana tutto il suo strampalato discorso.
Se state attenti noterete che la tipa dice di essersi rifiutata non solo di farsi curare con la chemio, ma anche di aver rifiutato “esami invasivi”. Che significa ciò?
Significa che probabilmente una biopsia, la novella Marie Curie, non l’ha mai fatta, dunque come caxxo (scusate,ma mi infervoro) ha saputo di avere un tumore maligno al pancreas? Come glielo hanno diagnosticato questo male incurabile che in sei mesi le avrebbe tolto la vita?
 
La finisco qui, perchè potrei esagerare.

P.S. Dopo aver letto qualche blog amico è spuntato 
Ottima iniziativa, per dire che su questa terra c'è gente che lotta e lotta col cuore!

P.P.S. Per l'occasione ho aggiunto la tag "Manculicani" (che poi è pure il titolo del post), espresione sicula per dire che in certe situazioni nemmeno i cani si comporterebbero in un certo modo

lunedì 25 ottobre 2010

Cronaca di un fine settimana

Capita che un sabato mattina, in compagnia del marziano ti perdi tra gli scaffali del Carrefour, cercando i limoni made in Sicily e soprattutto le marmellate con la percentuale più alta di frutta.

Capita che un sabato pomeriggio, dopo ore di ragù fumanti e padelle che friggono, non sai più di figa stratosferica, ma di cotoletta impanata, e allora succede che  il marziano si gode la sua donna versione “cuoca per amore”, in silenzio, seduto in un angolo della cucina, tentato dal mordere la sua personalissima cotoletta.

Capita che un sabato sera, non hai voglia di uscire, ma solo di startene con il marziano sul divano e guardare per l’ennesima volta il film di Checco Zalone.

Capita che una domenica mattina ti alzi alle sette anche se è domenica, perché a pranzo ti arrivano ospiti, e devi pensare a dare la giusta soddisfazione alla altrui gola.

Capita che dopo un’oretta, il marziano si svegli e ti raggiunga, spalancando la porta e gridando BUUUUUUUUU, e tu che stavi tagliando a dadini la mozzarella da mettere nella pasta rischi di condirla ulteriormente con una falange tua.

Capita che il marziano ti dica: “Hai bisogno di una mano?”. E tu: “No, ho quasi finito in cucina, devo solo passare l’aspirapolvere in sala, e dare una pulitina in bagno… Se proprio vuoi.. rifai il letto!”. Il marziano sparisce dietro la porta. Tu senti l’aspirapolvere che va, che va… e senti pure lo sciacquone del water. E allora lo raggiungi e ti ritrovi con l’amore tuo intento a far tutte le cosine che dovevi far tu!

Capita che arrivano i tuoi ospiti, che vi sedete a tavola, iniziate a mangiare e cominci a sentire “Buono.. buonissimo.. Poi mi dai la ricetta….”. E allora ti senti soddisfatta, e ancor di più quando l’uomo tuo, nel mentre condisci l’insalata, si avvicina e ti sussurra all’orecchio “Sei fantastica!”, stampandoti un bacio a fior di labbra sulla guancia sinistra.

Capita che una domenica sera, un po’ stanchina per le fatiche del giorno trascorso, nel mentre sonnecchi sul divano tra le braccia del marziano, dici “Amò io non gliela fò a vedere tutta la puntata di Report… ho sonno e mi infilo sotto le coperte…Notte!”. E Morfeo ti accoglie dolcemente fra le sue braccia.

Capita che una domenica notte, sei svegliata da un dolcissimo bacio, da un TI AMO appena bisbigliato, da braccia forti che ti stringono così tanto da farti perdere il fiato, e allora ti senti viva, ti senti donna in tutto il tuo essere, e vorresti fermarlo quell’attimo, fissarlo nel tempo, per riviverlo ogni secondo della tua vita futura.

Perché sono momenti, sono attimi, piccole cose che ti danno la giusta dimensione, che ti danno “un senso”, che danno le risposte a tutti i tuoi perché. E allora capisci che vale la pena viverla questa vita, vale la pena lottare, vale la pena soffrire, vale la pena tentare con tutte le forze di oltrepassare muri apparentemente insormontabili… Per quegli attimi, per quei piccoli e intensi momenti di felicità, per quelle  cose semplici che sanno di vita vera.

venerdì 1 ottobre 2010

Trinacria grida, ma nessuno l'ascolta...

Un anno. E' esattamente passato un anno da quel maledetto
1 Ottobre
che ha distrutto e devastato un territorio e la sua gente.
Trentadue morti e cinque dispersi.
Trentasette persone che non hanno più visto la luce del sole, e oggi, a distanza di un anno, mi chiedo ancora perchè.
E' stato facile puntare il dito contro l'abusivismo...."Costruite le case dove non le dovete costruire..."
Sarei quella che non sono se dicessi che l'abusivismo non c'entra nulla: l'abusivismo c'entra, lo vedo coi miei occhi tutti i santi giorni, ma non è solo quello. E' la totale incuria, è la totale assenza dello Stato che non s'interessa, che non vigila, affinchè la vita di chi abita questo pezzo di terra, non sia una roulette russa.
E oggi? Sapete qual'è la situazione oggi?
Oggi io apro i giornali locali e leggo di un sindaco che dichiara di dover metter mano ai fondi pro-alluvionati, per poter fornire lo scuolabus ai bimbi della propria comunità, perchè soldi non ce ne sono.
Incontro una signora in un negozio e mi dice che nonostante la sua casa sia stata parzialmente danneggiata e lei lì dentro non ha più potuto metterci piede, ha dovuto continuare a pagare la fornitura del gas nonostante tutto. E mi dice: "Perchè a L'Aquila lo Stato ha agito diversamente? Perchè noi siamo stati abbandonati al nostro destino?"
Leggo di una moglie che oggi, col viso scavato dal dolore, ha affidato al mare la foto di suo marito, un marito che non ha più visto dal 1° Ottobre, nè vivo nè morto.
E tutto questo dolore perchè? Forse perchè ci dia la forza per cercare e ottenere una svolta decisiva? Un cambiamento radicale che coivolga tutti, dai semplici cittadini alle autorità politiche?
A un anno di distanza dico NO, perchè NIENTE è stato fatto, NIENTE è cambiato.
E quando dico niente, mi riferisco alla REALE messa in sicurezza dell'intero territorio, un territorio la cui popolazione alla prime goccie d'acqua inizia a sdrotolare rosari  pregando che nessuno ci rimetta le penne.

Sono stati spesi 140 milioni di euro per far fronte alle prime fasi dell'emergenza e ora?
Pare ne servano altri 170 di milioni per ultimare la messa in sicurezza del territorio.
Ultimare? Cioè terminare? Ma perchè la messa in sicurezza è iniziata?
Forse buttare giù i resti delle case sventrate significa mettere il territorio in sicurezza?
E mi tocca pure stare  a sentire un imperatore che nel pieno del suo declino, ormai incapace di discernere, promette la costruzione del Ponte sullo Stretto, per risollevare le sorti di gente che deve lottare quotidianamente, per avere ciò che gli spetterebbe di diritto.

Guardo dalla finestra della mia camera: vedo la montagna e un pezzetto di mare.
Questa è la mia terra. La mia terra che si ribella e che chiede aiuto. Chi l'ascolterà?

martedì 28 settembre 2010

Go away

Ehmm... che lo masticate per caso l'inglese? Se la risposta e sì allora avete capito.
Se non lo masticate ma direttamente lo vomitate ve lo dico io.
Go away...
Andar via....
Cioè io, la sottoscritta, me medesima... Va.. Parte...
Volevo ancora lasciarvi con la suspance alle stelle dopo il post questo qua, ma qualcuno già lo sa, quindi mò lo dico a tutti: il profumo delle novità è diventato certezza. Una certezza che si è tradotta in una data: 9 ottobre.

Che è sto silenzio? Ma avete capito?
Io parto, faccio la valigia, vado a romper le balle al marziano per due mesi...
Si parte.
Si abbozza una sorta di convivenza insomma.

Mizzica ma sapete che non pensavo mica di sentirmi così ansiosa? Ci ho l'ansia..  una cavolo di ansia che mi fa andare in panico: penso alle cose che devo sistemare qui prima di andare, alle cose che devo necessariamente portare con me (come cavolo faccio a non superare i 20 kg di bagaglio in stiva e gli 8 kg di bagaglio a mano? Mi toccherà fare qualche pacco e spedirlo, perchè a momenti li supero quando parto per 15 giorni, figuratevi adesso... eheheheh).

Anyway... Credo che l'ansia non sia legata a queste cosucce...
La verità è che penso soprattutto  ai miei: non sono stata mai lontano da casa per più di 20 giorni... O cappero... mi viene il magone solo se ci penso... anzi è proprio un nodo in gola... porca trota... Non posso mica far così io eh...
Che la  mia mamma mi sa che mi ha pure sgamata, perchè mi sta ripetendo in continuazione che è felice della mia partenza, che è stanca di vedermi soffrire per la mancanza del marziano, che gli girano le balle quando me ne sto rintanata nel bunker (camera mia :D)...bla bla bla... Uhmm... Tutta sta felicità mi puzza proprio...
La conosco troppo bene e so benissimo cosa accadrà non appena chiuderà la porta ed io sarò dall'altro lato....
E poi nonna... nonnina mia che in questi giorni mi chiama in continuazione, mi vorrebbe sempre lì attaccata a lei, al suo lettuccio.... Sembra quasi che avverta qualcosa nella sua totale incoscienza...

Ma s'adda fà. Io voglio andare, perchè la mia vita è lì. La mia vita è il marziano.

Solo per una cosa NON partirei: mio fratello ha minacciato d'impadronirsi della MIA camera in mia assenza. Penso che passerò dal falegname prima di partire: dovrò prendere delle tavole da inchiodare alla porta della MIA stanza che ovviamente chiuderò a chiave, ma sapete com'è la prudenza non è mai troppa.... :D

domenica 26 settembre 2010

Magari se scrivo passa

Perchè è tutto il santo giorno che mi sento così.

Vuota.
Incapace.
Stupida.
Sola.

Oggi autostima zero.
Perchè in verità sono fragile e non faccio altro che nasconderlo dietro grandi sorrisi.
Perchè mi basta poco per cadere, per dubitare.
Perchè sto male quando non sono capita.
Perchè mi fa rabbia non ricevere quella carezza che mi farebbe stare subito meglio.


Passerà... dovrà passare...




...E' pur sempre bellissima un'emozione
con le cadute e tutto il male

come una musica, come un dolore lascia il suo segno e non si fa scordare
l'anima in ogni sua imperfezione

ti fa cadere e rialzare
seguire logiche senza ragione

prendere e andare nel nome
.
Anche se non trovi le parole
hai girato il mondo dentro a un cuore intero...
Nessuna replica, poco potere

mentre decidi se ti puoi fidare
il tuo momento ti viene a cercare puoi solo credere

forse saltare
come un elastico senza pensare non c'è più tempo forse fa male
...


Aggiornamento ore 21.53: mi sono fatta fuori mezza tavoletta di cioccolato al latte... ORA mi sento meglio !!! Per la serie... "A mali estremi estremi rimedi".

lunedì 20 settembre 2010

Tra miracoli e perchè

I napoletani possono dormire sonni tranquilli. Il sangue di San Gennaro si è sciolto, pertanto il presagio è positivo: tante belle cose riserva il futuro per i pulcinella d'Italia.

Sì perchè sapete tutti del Miracolo di San Gennaro vero? Il sangue del martire Gennaro (di cui non è accertata l'esistenza però) a cui nel lontano 305 venne tagliata la testa, sangue che venne raccolto  in delle ampolline (sono tre) da una pia donna e che misteriosamente tre volte l'anno passa dallo stato solido a quello liquido e poi di nuovo a quello solido, lasciando a bocca aperta milioni e milioni di fedeli... Quello lì insomma...
Ora da sempre, il fatto che il sangue diventi liquido in tempi più o meno brevi (dopo che il cardinale di turno  capovolge  e scuote la teca) viene considerato di buon auspicio. Però c'è una cosa che non mi torna. Se il sangue ieri si è liquefatto, perchè mai il cardinale Sepe ha poi parlato di napoletani senza "Nè pane, nè speranza"? Come mai tutto questo catastrofismo se il miracolo è avvenuto?
Boh... Vallo a capire uno come Monsignor Sepe... Uno che pare ci abbia un cuore grande così, tanto da regalare case a MisterCiPensoIoBertolaso...
Mah... io mi sforzo, ma non riesco proprio a capirlo...

Ad ogni modo, la cosa che conta è che ha parlato San Gennaro. Ipse dixit.

Poco importa se studi scientifici hanno dimostrato che con molta probabilità il fenomeno a cui assistiamo si chiama TISSOTROPIA. (Per farla breve e soprattutto comprensibile  a tutti, alcuni fluidi hanno la capacità di  divenire liquidi se sottoposti a colpi repentini o vibrazioni, nonostante si presentino allo stato solido e soprattutto sono in grado di ritornare allo stato solido se lasciati immobili. Vi faccio un esempio? Il ketchup... quello è il classico esempio di tissotropia. Ora il cardinale prima di mostrare la teca ai fedeli che fa? La scuote bene, la muove su e giù...e  tadàà.. la magia è fatta).

Poco importa se la Chiesa non ha MAI permesso a qualsiasi struttura scientifica di effettuare degli studi in merito (nascondendosi dietro  la banale scusa di non voler rischiare il danneggiamento delle teche stesse).

Poco importa se la Chiesa non ha MAI parlato di MIRACOLO in relazione al sangue di San Gennaro, ma soltanto di prodigio e nonostante tutto sia i prelati (alti e bassi), sia il popolo fedele continuano a usare impropriamente questo termine.

La cosa che conta è che la gente ci creda nonostante tutto; la cosa che conta è che nessuno si ponga mai un perchè, ma accetti tutto passivamente come dogma. In un modo o nell'altro giocare con la sensibilità e in alcuni casi la debolezza umana è diventato un sistema infallibile con il quale si riescono  a sfondare muri invalicabili.
Ma io mi chiedo: qualora Dio esistesse e quindi pure San Gennaro, per manifestare la sua enorme potenza o meglio la sua onnipotenza, invece di far sanguinare statue e reliquie varie, invece di parlare con pochi eletti mandandoli in estasi, non potrebbe manifestarsi un un modo più diretto per farci capire che realmente non siamo soli a questo mondo? Che so fare in modo per esempio che nessun bambino muoia di fame, o per esempio far sparire malattie dolorose come il cancro?
No vero? Queste son cose che non può fare... Chissà perchè poi...

P.S. Non voglio risultare blasfema, rispetto chi è capace di credere in Dio: il mio intento è solo quello di confrontarmi con chi la pensa diversamente da me.
P.P.S. Per chi volesse approfondire il tema del miracolo di San Gennaro dal punto di vista scientifico clicchi QUI

giovedì 2 settembre 2010

Il profumo delle novità

Eccola.... è arrivata... Sento il suo piacevole ticchettio sui tetti delle case... e soprattutto quel profumo...
Quello tipico delle prime pioggie...
Sto con lo sguardo rivolto verso una delle finestre della mia camera; la lascio aperta.
Mi piace il venticello fresco che entra...

Una serata così, dopo le caldi notti estive, mi sa di nuovo, mi sa di cambiamento.
Io ho voglia di un cambiamento.
E probabilmente all'orizzonte c'è!

Quanto significato e importanza possono avere una piccola valigia (piccola? ho qualche dubbio) e un biglietto aereo.? Direi tanto se rappresentano una vita da condividere; sogni, speranze, gioie e dolori da leggere quotidianamente negli occhi di chi ti capisce al volo, di chi sa come renderti felice, di chi ti fa battere il cuore a mille anche con una semplice carezza....

E' un sogno che si realizza, è una nuova avventura per me!!



E' quello che voglio !!!
E quello che conta di più è oggi, è il mio presente... Domani sarà domani e accadrà quello deve accadere....

Se le cose si metteranno per il verso giusto, farò quel biglietto e quella valigia.




lunedì 12 luglio 2010

Da Nord a Sud.... Da Sud a Nord...

A Radio Padania un emerito imbecille è intervenuto in merito ai fatti di Hannover, affermando che....

"Quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare,noi li conosciamo bene i sudisti. Quindi posso capirlo. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze".

Condannare  queste parole sarebbe il minimo che chi ha un pizzico di sale in zucca dovrebbe fare: non c'è un'ideologia politica, non c'è destra e non c'è sinistra che possa servire da paravento per affermazioni del genere. C'è soltanto odio e ignoranza.

Non dovrei essere soltanto io, da meridionale, da ragazza siciliana, da sudista, a ritenermi offesa, ma anche qualsiasi cittadino che capisce il senso della parola rispetto. La mia amica-blogger Artemisia di fronte a uno schifo simile ha reagito in maniera forte e provocatoria (leggi qui), io magari in modo più soft, ma vi assicuro che lo sdegno è il medesimo.

Mi chiedo perchè in una società civile come la nostra (in teoria a quanto pare) debbano ancora esistere pregiudizi del genere. Guardate che siamo sullo stesso livello degli anni in cui in certi locali si esponevano quei cartelli con le famose frasi... VIETATO AI CANI E AI MERIDIONALI... Non c'è tanta differenza il concetto è quello...

Ma veramente c'è gente che pensa che noi meridionali siamo la palla al piede del nostro paese?
Ma veramente c'è gente che crede che noi meridionali sappiamo solo essere mafiosi e disonesti?
Ma veramente c'è gente che crede che noi meridionali non sappiamo cosa significhi lavorare?

Ma questa gente ha così tanto paura delle diversità?
Perchè diversi siamo diversi, sarei una folle a non ammettere che esistono delle enormi diversità culturali tra il Nord Italia  e il Sud Italia: ma essere diverso non significa essere nè meglio nè peggio.

Ad ottobre sono stata in Val Camonica, in un paesino delizioso di nome Borno. Eravamo all'incirca una ventina tra amici e parenti (siciliani e milanesi doc) e dopo aver visitato il paese ci siamo fermati in un ristorante; finito il pranzo ci siamo trattenuti al tavolo  parlando di lavoro. Accanto alla nostra tavolata c'era seduta una famigliola: quello che credo fosse il padre sentendoci parlare e intuendo la provenienza di alcuni di noi (il nostro accento è inconfondibile!) ha pensato bene di regalarci un perla di pensiero che ricorderò finchè campo...

"Nemmeno sanno cosa significa lavorare questi siciliani ... che parlano a fare!"


Queste sono le testuali parole che l'individuo in questione ha detto alla moglie, parole che  abbiamo sentito chiaramente quasi tutti. Secondo voi i siciliani  cosa hanno fatto?
Hanno imbracciato la lupara e lavato l'onta col sangue...certo sono siciliani....
E invece no... i siciliani  hanno fatto finta di nulla, hanno stretto i denti, mandato giù il boccone amaro e insegnato cosa significa essere civili a chi la civiltà crede di possederla solo perchè la vita ha regalato meno difficoltà.
Perchè nascere meridionali non è facile: è tutto in salita, è tutto da conquistare, è tutto da costruire.

Mi dite quando smetteremo di definire le persone, di giudicarle, in base alla loro provenienza, in base al colore della pelle, in base alle preferenze sessuali, in base a cosa mangiano a pranzo, in base a come si vestono, in base a come parlano...
Da Nord a Sud e da Sud a Nord... Siamo diversi, ma siamo persone.. solo persone...

martedì 29 giugno 2010

Vd... Il mio Vaffanqloday

Sono stanca e mi girano le scatoline e ho pure un fortissimo mal di testa che a quanto pare non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca e smammare… Ecco , quando sto così divento antipaticissima, e acida, che io acida non lo sono mai!
Con qualcuno devo prendermela e allora invece di romper le balle a chi mi sta vicino faccio il mio personalissimo vaffanqlo day e nell’ordine fanculizzo:

1. Berlusconi che in Brasile, non perde l’occasione per sparare una delle sue ca22ate quotidiane (che se non ne dice una al giorno va in crisi di astinenza!): il nano ha detto che gli italiani per colpa dei giornalisti che scrivono minchi4te, sono vittima di una sistematica disinformazione e che dovrebbero scendere in piazza e manifestare. La vedrai il 1° luglio la manifestazione tranquillo (porca pupazza come vorrei essere a Roma quel giorno!). Io dico che se c'è uno in Italia che fa disinformazione è il signor Premier che possedendo le principali televisioni italiane  manipola a suo piacere i tg (fonte d'informazione per la stragrande maggioranza dei cittadini) punto primo, per poi non parlare dei giornali che indirettamente gestisce grazie a i lecchini che si porta dietro (vedasi il signor Feltri) punto secondo.

2. Dell'Utri, la vergogna della mia terra: gli hanno ridotto la condanna da 9 a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Fanculo! Ad ogni modo se in cassazione verrà nuovamente condannato per 7 anni (speriamo!) vedrà il cielo a quadretti. Sprezzante di ogni logicità di pensiero, lungi da lui il possedere un minimo di coscienza, nella conferenza stampa ha ribadito  che "Mangano è il suo eroe". Chi non sapesse chi era Vittorio Mangano leggesse qui. E leggete, la fretta mettetela da parte che è dovere di ogni cittadino informarsi! (ve l'ho detto che sono acida stasera!).

3. Fanculizzo la maggioranza del Parlamento Italiano, che dopo la sentenza ha fatto quadrato intorno al mafioso Dell'Utri, ribadendo la propria solidarietà nei confronti del collega. Maledetti! Il quadratelo fatelo per bene.... a marcire in carcere insieme a lui! Collusi che non siete altro! Non vi bastano due sentenze eh... E' un povero innocentello da difendere... Nel quadretto spiccano nel verso opposto, i giovani del pdl siciliano che prendono le distanze dal vertice del partito e da Dell'Utri, ribadendo che eroi sono stati Borsellino e Falcone (qualche neurone funzionante pare ci sia nella marmaglia pidiellina).

4. Quelli che post mortem, fanno delle persone dei modelli di virtù e di laboriosità. Mi riferisco alla morte di Taricone. Non metto in dubbio che dispiaccia, il fatto mi ha tristemente colpito e certe cose non è giusto che accadano a questo mondo. E' giusto che se ne parli perchè si trattava di un personaggio noto, ma la cosa che mi disturba è l'osannarlo come non è mai stato osannato quando era in vita. Anzi era additato come uno spocchioso, uno che se la tirava, uno che non si concedeva ai giornali. Ora che non c'è più tutto questo è diventato un pregio per l'uomo Taricone. E sì lui non faceva il prezzemolino, lui ce l'aveva fatta a sdoganarsi dal clichè del gieffino di turno che gioca a fare il personaggio famoso. Sì ora che è morto pure l'Oscar pare che gli volessero dare. E' un meccanismo che si ripete ogni volta e che mi dà il voltastomaco. Un'ipocrisia subdola.
Ad ogni modo... Riposa in pace... Come tutte le altre vite che vengono prematuramente e ingiustamente spezzate.

5. Fanculizzo quelli che ricordano Ustica tanto per far cambiare aria alla cavità orale... C'è poco da "cerimoniare"! Dopo 30 anni diteci cosa diavolo è successo a quell'aereo e perchè 158 persone sono morte.

6. Quelli che ancora fanno della prematura uscita dell'Italia calcistica dai mondiali il nuovo dramma per la collettività nazionale.

7. Il mio vicino, che se la piantasse di bere come una spugna per poi nel cuore della notte cantare a squarciagola, mi farebbe un grosso favore!

8. Fanculizzo con tutto il cuore Bossi che ha minacciato che se non nascerà  la Padania come stato ci  fa neri... Così ha detto eh.... "Sono pronto a usare la violenza". Che non lo sa che c'è gente che forse non aspetta altro che prenderlo a pedate li dove non batte il sole?

9. Fanculizzo chi ancora firma l'otto per mille alla Chiesa cattolica. Ma siete orbi? Ma siete sordi? Dell'intera cifra che ogni anno cardinali e vescovi intascano solo un misero 20% (o 25 non ricordo, ma poco importa) viene effettivamente destinato ad opere di carità. Il resto serve ai preti per il loro sostentamento e cose affini. In rapporto il Vaticano sborsa di più per la fallace pubblicità che mandano in tv in relazione ai miracoli che dicono che fanno con sti benedetti soldi, che per le famose "opere pie"!!

10. Infine fanculizzo chi non mi capisce, che se non mi capisce peggio per lui!

P.S. Chi avesse da aggiungere altro faccia pure.....

venerdì 11 giugno 2010

Giudicare


"E' una scelta a cui ho diritto e non permetto a nessuno di giudicarmi"


Dopo tre parti cesarei non potevo affrontare un´altra gravidanza Ma in questa decisione mi sono sentita sola.

«La pillola abortiva è una scelta a cui ho diritto». Parla con un filo di voce Chiara (è un nome di fantasia) mentre si lascia alle spalle il reparto "Interruzione gravidanze" dell´ospedale Grassi di Ostia.
È lei la prima donna nel Lazio a cui è stata somministrata la pillola abortiva RU486: «Appena ho scoperto di essere rimasta incinta - racconta - sapevo che non avrei potuto tenere il bimbo perché ho subìto già tre parti cesarei e un intervento all´utero. Così, sono andata al consultorio ma ho capito subito che avrei incontrato delle difficoltà. Per le mie condizioni - prosegue - l´aborto chirurgico era altamente sconsigliato e per quello farmacologico molti ospedali non sono ancora pronti. Mi hanno suggerito di andare al San Camillo, dove però nessuno era disposto ad assumersi la responsabilità. A quel punto ho contattato anche un ospedale di Siena dove già da tempo dispongono della pillola abortiva. Poi una conoscente mi ha detto di provare qui al Grassi, dove hanno accolto la mia richiesta».
Si interrompe per un attimo Chiara, ha gli occhi lucidi. Poi si fa forza e prosegue: «Questa mattina, quando ho attraversato l´ingresso dell´ospedale, ho pensato di tornare indietro, di non farlo più. Ma fisicamente non potrei sopportare un´altra gravidanza. E inoltre, non possiamo permetterci un altro figlio. La verità - continua - è che da quando ho saputo che aspettavo un bambino, mi sono sentita sola. Non l´ho potuto dire neanche a mio marito. Lui non approverebbe. Ho dovuto lottare fino alla fine: per me, perché venissero rispettati i miei diritti. E adesso non permetto a nessuno di giudicarmi. Appena mi hanno somministrato la pillola - conclude - ho deciso di non restare in ospedale nonostante l´insistenza dei medici. Voglio solo tornare a casa dai miei figli, stare con loro. E pensare a domani».
E intanto, mentre Chiara decideva del destino del suo bambino, all´uscita dell´ospedale si sono scatenate le prime polemiche, le associazioni Unicuique Suum, CMO e Gandalf hanno distribuito volantini: "Kill pill, punto di non ritorno. Come possiamo rimanere indifferenti a tutto ciò?".



Giudicare… il verbo di oggi è questo.
Stamattina facendo il mio giretto quotidiano sui giornali ho letto l’articolo di cui sopra ho riportato uno stralcio, e dopo averlo letto mi sono chiesta: cosa spinge un uomo a giudicare le scelte di un altro uomo?
Vale la frase “Nel tuo caso farei così, qualora mi ci trovassi io…” oppure vale di più la frase “Quello che hai fatto è giusto, quello che hai fatto è sbagliato” ??
Di quale intelligenza superiore credono di essere investiti certi individui, quando puntano il dito contro una decisione così sofferta, contro una scelta privata che riguarda quella persona, la sua vita, e l’eventuale vita della sua creatura…
Io non dico di essere né a favore né contro l’aborto, perché non so come mi comporterei. Sono scelte che secondo me non è possibile preventivare…
Di una cosa sono certa : ogni donna deve essere messa in condizioni di scegliere liberamente e autonomamente, ogni donna dovrebbe essere supportata in maniera adeguata sia nel caso in cui mette al mondo una vita, sia nel caso in cui decide di non mettere al mondo una vita. Perché è un suo sacrosanto diritto.
La nostra società non ha bisogno di certi paladini ,che magari preoccupandosi di garantire la vita a un embrione, non vedono la sofferenza di chi gli sta a fianco, non si accorgono che solo con una carezza potrebbero fare del bene, invece di conficcare spine dolorose nel cuore di chi compie una scelta simile, con il loro vomitevoli giudizi.