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lunedì 26 settembre 2011

Bisturi & Identità

C’è una canzone che da un po’ non mi stanco di ascoltare e dice così….

“All of these lines across my face
Tell you the story of who I am
So many stories of where I've been
And how I got to where I am…”

Tutti questi segni sul mio viso
 Raccontano la storia di chi sono
Cosi tante storie di dove sono stata
 E come sono arrivata dove sono….”

E funziona proprio così… Ogni piccola ruga sul nostro volto ha o avrà un significato, racconterà una storia.
E noi stupide che le temiamo, che tentiamo in tutti i modi di evitarle, che facciamo di tutto per nasconderle. E perché? Per l’eterna giovinezza “esteriore”, per “l’apparire perfetta e bella”…
Ah… sapeste quanto ho lottato nella mia vita con il concetto di perfetto e bello, mi guardo ieri e sorrido e penso a quanto ero stupida e fragile allo stesso tempo, a quanto mi sono fatta del male per niente!!

E oggi mi accorgo che la mia fragilità di ieri è il pane quotidiano di molte ragazzine. Ragazzine che lottano contro l’anoressia e la bulimia, ragazzine che a 16 anni bramano di diventare maggiorenni non per prendere la patente, ma per poter avere due tette così, o un nasino così
Tanto c’è la chirurgia estetica che risolve tutto!
Perché se non sei come vorresti essere, non sei felice, non puoi vivere la tua vita al 100%, perché come sei non va bene, perché le altre invece sono “ tutte perfette a differenza tua”.
Perché non devi invecchiare: anche se gli anni passano il tuo viso deve restare ingabbiato in un volto da bimba.
Quanto è stata stupida e superficiale la nostra società… Invece d’insegnare l’amore per se stessi, ha servito su un piatto d’argento un bel  bisturi e… taglia e cuci e tutto si aggiusta!
Come se la felicità fosse racchiusa “solo” in un bel volto o in un bel fisico!

In verità, credo che rimanga nascosto sotto un volto tirato, un mare in tempesta, un mare d’insicurezza che solo apparentemente va via, perché oggi sono le rughette intorno agli occhi, domani saranno quelle del collo, dopodomani il seno ormai cadente… E tu ti trasformerai, diventerai l’idea di te e non sarai di certo quel riflesso nello specchio.
Avrai cancellato un pezzo della tua persona, un qualcosa che di te raccontava. La tua storia, la tua vita, il tuo percorso.

Sapete una cosa? Io adoro questa donna e non sopporto quest’altra.

Vedete anche voi la differenza tra le due?

venerdì 29 aprile 2011

De cappello

Giuro che non lo faccio per curiosità eh. E' solo uno studio sociologico.
Sì perché voglio capire quanto sia sociologicamente diffuso l'uso del cappello piumato nella cultura inglese.
Solo per questo in questo momento non ho come al solito la musica spaccaorecchie a farmi da sottofondo, ma la voce di una simpatica giornalista di sky, che si accinge a fare la cronaca dell'evento "mondiale" dell'anno (il primo che dice qual'è si becca un vaffa, ecco).
Al momento l'abbazia di Westminster inizia ad essere popolata dagli invitati. Una sfilata vera e propria.
Inizio ad osservare.

Cappellini.
Cappelloni.
Cappellucci.
Cappellino con piume rosa.
Cappello con mega fiocco nero.
(meno male che il marziano ci ha il mega televisore led hd, che così posso notare tutti i particolari...)
Uh... cappellino rosso...
Uh... niente cappellino ma un mega fiore fucsia che fa da cappellone...
Cappelluccio con veletta...
Cappello con piume di pavone? Sì sembrano proprio piume di pavone...
Oh... niente cappello ma un cerchietto con una cosa sopra fatta di penne di non so cosa, veli e fiocchi....
Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.... ammasso di piume bianche (credo sia l'uccello intero), da cui partono due cose lunghe, che potrebbero sembrare corna...
(valuterò il singolo caso).
Cappellone con piume sparse che coprono il viso a mò di veletta.
Cappello-carciofo fosforescente.

Studio sociologico concluso; tenendo conto del fatto che non si registra uno e dico uno soggetto di sesso femminile sprovvisto di un qualsiasi cappello di dimensioni e colori vari o di una qualsiasi struttura/impalcatura che funga da capricapo, ritengo di poter formulare il seguente assioma:


Tutte le donne inglesi ci hanno il complesso della scarsa altezza, ergo usano montare in capa delle autentiche impalcature con lo scopo di acquistare cm in lunghezza.




P.S. Uh.. sono appena arrivati i Beckham... La Vittoria (sempre fredda e impassibile da confonderla con la Vittoria  di Madame Tussauds) ci ha un cappellino sulla fronte con una cosa tipo ramo che scende davanti... Lui... beh...lui... il solito figo stratosferico... (sbav)...

lunedì 18 aprile 2011

Mio e solo mio

Riflettevo. Riflettevo e mi chiedevo: ma solo io sono fatta così?
Si dice che un rapporto tra due persone perché sia solido, stabile, con buone prospettive, deve necessariamente essere caratterizzato da un’apertura totale, dalla capacità di dirsi realmente tutto, ogni pensiero, ogni desiderio, ogni fobia, senza alcuna remora, senza alcun paletto mentale.
Io ci credo fermamente, ma  in realtà, qualcosa che il marziano non sa di me c'è.

Mi riferisco al blog, perchè Lui non sa che ho un blog.
Perchè non lo sa?
Forse perché mi piace avere qualcosa che sia solo mio, un angolino interiore, un diario virtuale mio e solo mio? No... è solo paura... paura che lui non capisca... ( lo so che sono contorta e complicata nei miei pensieri!)
Tante volte mi ritrovo sul punto di volergli raccontare qualcosa del blog, perchè vorrei condividerlo con lui...
Mi piacerebbe che commentasse quando parlo di lui, con la spiccata ironia che lo caratterizza, con la sua originale simpiatia che conquista tutti...
Ora mi chiedevo se sono io ad essere fatta male…
Perché a dir il vero, ogni tanto tra un “mio e solo mio” e “lui non lo capirebbe”, mi prende l’ansia del “ma lui non lo sa…” , " ma io parlo di lui, della nostra vita e lui non lo sa" !!
Ma voi ce l’avete il vostro angolino, chiuso a doppia mandata, dove non entra nessuno tranne voi ?

venerdì 18 marzo 2011

Nail art dipendente

Che la sottoscritta l’altro ieri ha speso 25 eurozzi tra smalti, strass e pennelli vari per nail art, ne vogliamo parlare? No dico, ne vogliamo parlare? Perché io con qualcuno ne devo parlare per forza, perché credo di essere entrata nel tunnel della nail art dipendenza….
Come faccio io ora ad uscirne?
Voi fedelissimi lettori del blog mio  lo sapete di cosa parlo (soprattutto i masculi… sarete informatissimi) vero? Beh per quei pochi che non lo sanno ancora, per nail art s’intende l’arte (oddio arte mi pare esagerato) di pittarsi le unghie in modo originale, colorato, fantasioso e anche bizzarro in certi casi (cliccare per credere).

Ora io non sono una di quelle che sta con le mani pittate e non fa un cavolo dalla mattina alla sera…
Io lavo i piatti (rigorosamente senza guanti che li odio, che altrimenti non sento se lo sporco va via…), io stiro, lavo per terra, rifaccio i letti, cucino… Che le unghie belle smaltate e perfette sapete quanto  mi durano? Due giorni ecco solo due giorni… al massimo tre!
E mica posso star lì ogni due giorni a pittar le unghie… e quanto cavolini di smalti dovrei consumare?
E’ un dramma questo….

Ho guardato più di 100 tutorial sul tubo e ad ognuno di questi… Uh che bello lo provo, uh che simpatico lo provo, uh che belli i glitter li provo, uh andrebbe bene per sabato sera lo provo, uh che figata sta tecnica la provo…
Cioè così non posso andare avanti!
Cioè non faccio in tempo a decidere per un tipo di nail art che mi verrebbe subito la voglia di provarne un’altra…
Come ci si disintossica da tutto questo eh?

Mia madre l’altro ieri “Tu ci stai avvelenando con sti smalti, altro che nucleare, ogni volta che entro in camera tua rischio la vita!
E io. “ Ma dai che uso pure l’acetone profumato quello della cadey !!!”
Mia madre “lkuaslfh… jaiefuhnkujfv… ndkafvujnsjimg !!!!!! aorikhlhkmp… ohkapokhpo… khoaspkh!!!!??!!!
Ecco.
E comunque provo a fare questa la prossima volta....


Anzi no... faccio questa...




HELP ME !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

martedì 1 marzo 2011

Piccole donne ieri... Piccole donne oggi...

E poi capita che, dopo tanto tempo, in un pomeriggio piovoso, ci si ritrova tutte e quattro insieme, sedute attorno a un tavolo, davanti a caffè fumanti e dolcetti fatti in casa. Ed è come se il tempo si fosse fermato, come se tanti anni non fossero mai passati, come se tutto quello che ci ha unito sin dalle elementari, fosse stato sempre lì in un angolo ad attenderci.
Sono occhi, voci e gestualità che conosco a memoria…
Siamo cresciute insieme, abbiamo giocato, abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo innamorate, siamo diventate donne… Insieme sempre insieme… Almeno fino a quando la vita, con i suoi percorsi, ti porta a scegliere, a decidere per il tuo futuro e a prendere strade diverse, che ti portano lontano da quel piccolo mondo fatto di complicità, di amicizia, d'intesa, di condivisione.

E adesso, dopo  tanto tempo ti rendi conto che alla fine erano pezzi di un puzzle che credevi aver perso e invece erano lì nel fondo della scatola ad attenderti.

E’ stato un pomeriggio di risate, di racconti, di abbracci, di lacrime…

      “…ma ti ricordi quella volta che siamo scappate al castello e ci cercava mezzo paese…”

             “…e le lacrime dopo la tua prima volta...”

                                                                          “… e quando ho avuto l’aneurisma…” 
“…e quando mi hai preso per i capelli…”

                                 “… e quando non ci siamo parlate per un mese…”

“… e ti ricordi di quando eravamo tutte e due innamorate di S. …” 
                                                           
        “… e quando vi ho detto di aspettare Jenny…”

Ricordi… emozioni… che ci hanno travolte come un fiume in piena, parole che non smettevano più di venire fuori ...due ore  volate via veloci e repentine come un lampo. Il tempo non può mai cancellare l’affetto che lega i veri amici. Basta solo stare insieme, anche dopo non essersi visti o sentiti per anni, e tutto è come prima, e tutto non è mai cambiato: tra i ricordi del passato e gli aggiornamenti sulle recenti vicissitudini è solo un felice ritrovarsi….
Quella complicità, quella profonda conoscenza non è mai andata persa, perché l’affetto che rende solido quel sentimento ha radici profonde, e nel mio caso è gelosamente custodito da quattro bimbe che vive nei nostri ricordi giocano ancora a rincorrersi libere e spensierate.

Alle mie amiche, che anche se non leggeranno questo post sanno già tutto…

martedì 8 febbraio 2011

Siamo donne

E niente, non è che sia sparita eh, ho solo un casino di cose da fare e soprattutto da studiare ahimè, quindi il tempo per bloggare si riduce tanto tanto e comunque ci sono, barcollo ma non mollo insomma.
Che a dir il vero più che bloggare a me vien voglia di prendere la bici e via andare in giro, che giornate così belle non s’erano ancora viste! Ad ogni modo andiamo al dunque….
 
C’è una cosa che DOVETE firmare, per forza, perché la sottoscritta ve lo impone e non accetta repliche. Il sei febbraio per chi non lo sapesse è stata la Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili.
Sì perché ancora, nonostante ci definiamo evoluti uomini del nuovo millennio, c’è gente che decide che una donna nella sua vita non debba sapere cosa significhi avere una vita sessuale “normale”, solo perché è donna. Ogni anno, secondo l’OMS,  circa 2 milioni di bambine  (anche neonate) rischiano di essere sottoposte alla infibulazione.

In cosa consiste l’infibulazione?
Consiste nell'asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale. (cit. Wikipedia)
Foto
(bisogna vedere per capire di quale incivile e crudele pratica stiamo parlando).

I devastanti traumi che tale pratica infligge sono  di natura fisiologica e psicologica come è facile intuire: una donna infibulata non conoscerà mai il piacere sessuale, una donna infibulata correrà il rischio di non poter dare alla luce un bambino sano.
Tutto ciò perché una donna deve essere “PURA”, tutto ciò perché se una donna non è più pura, può essere rifiutata dal marito e allontanata dalla propria società, tutto ciò perché SIAMO DONNE.
 
E allora firmate la petizione che proprio in quest’anno verrà presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, perché questa consuetudine venga definitivamente bandita in qualsiasi angolo del mondo, perché non c’è uso e costume, non c’è legittimazione religiosa che possa spiegarla e quindi giustificarla.
 
Firmate, fate sentire la vostra voce, è un obbligo morale soprattutto per noi donne.



Clicca QUI, per firmare l'appello e clicca QUI, per leggere il testo dell'appello.

 



P.S. E comuqnue io lo sfizio me lo leverei…. Tante piccole Lorena Bobbit… Giusto per ricambiare e per fare capire meglio a quei padri a quei mariti cosa significhi non avere più una propria sessualità…. 

lunedì 17 gennaio 2011

Tutte le donne del presidente

Che Veronica Lario possa essere considerata la Pandora dei giorni nostri, voi lettori affezionati del mio blog (e anche quelli non affezionati) lo sapevate? Perché come Pandora scoperchiò il vaso contenente tutti i mali del mondo, allo stesso modo la signora Lario tempo addietro ha scoperchiato un vaso, che non contiene però tutti i mali destinati a noi comuni mortali, bensì una serie di mali che stanno letteralmente distruggendo Santo Silvio da Arcore, tenendo conto del fatto che  proprio l’ex first lady, è stata la pioniera degli scandali sessuali che vedono come primo attore l’imperatore d’Italia.
Vi ricordate la famosa letterina spedita a LaRepubblica con la quale scaricava il maritino? E quando parlò di “vergini che si offrono al drago” ve lo ricordate? E adesso? Beh adesso dopo le varie Noemi Letizia, dopo le varie D’Addario con lettone di Putin annesso, dopo le varie Nadia Macrì e soprattutto dopo Ruby Rubacuori e il Bunga Bunga, diciamo che riusciamo a capire un po’ meglio cosa intendeva dire l’ormai ex consorte. Il quadro è così ben definito che i giudici milanesi hanno deciso di dare fiato alle trombe chiedendo il giudizio immediato. Tiè.
 
Già i giudici… porca paletta porca… di comunisti in giro proprio i giudici dovevano restare… che nemmanco in Parlamento ci sono più… mannaggia…giusto nei tribunali …
 
Eh ma ora ci pensa lui a chiarire tutto. Sta trepidando all’idea di andare dai magistrati che credete! Non vede l’ora di spiegare il perché la allora minorenne Karima, in arte Ruby, ha soggiornato per sei notti a Villa San Martino, e soprattutto il perché le ha dato tanti soldini, il perché ha telefonato in questura per toglierla dai casini in maggio. Che credete, i giudici lo aspettavano per il prossimo fine settimana, ma lui voleva andarci subito... E’ stato il fido Ghedini a fermarlo… a fatica ma ci è riuscito!!!
(In verità, ma che rimanga tra di noi eh, perché di spetteguless si tratta, pare che Fede e Mora gli abbiano portato  tre nuove ancelle e l’idea di un Bunga Bunga inaspettato lo ha fatto desistere dall’intento di recarsi immediatamente dalla magistratura…
“Eh cribbio ogni tanto il piacere, prima del dovere…”  E ci ha pure ragione eh.. lavora tanto lui… un po’ di svago glielo si può concedere.. mica ci chiamiamo tutti Marchionne!!!)
 
Che poi, notizia fresca fresca, lui ci ha pure una relazione stabile… Sì sì così ha detto: “chiuso il matrimonio, ho avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona che ovviamente era assai spesso con me, anche in quelle serate e che certo non avrebbe consentito che accadessero a cena, o nei dopo cena, quegli assurdi fatti che certi giornali hanno ipotizzato".
Quindi uno che ha una relazione stabile non va  a puttane ne manco organizza bunga bunga nei suoi palazzi. Oh!
 
Ma poi chi sarà mai questa donna segreta? Casting per donne attempate (stavolta le minorenni saltano il turno) in vista? Chi vivrà vedrà.
 
Fosse la volta (buona) che il moderno Nerone veda (finalmente) il resto del mondo a quadretti? Nel caso inizio a  preparare i Kleneex, per le povere sventurate che perderanno il posto di premier-escort, che come ha detto la Littizzetto stasera, sarebbe pure ora che qualcuno dia vita a un sindacato che protegga ste povere donne... tipo FIOM...
Fighe
Impiegate
Occasionalmente a 
Macherio!!!

giovedì 14 ottobre 2010

Il ciclone

Secondo voi una donnina che si appresta a prender possesso della casa del proprio fidanzato da dove inizia? Scontato… Dalla cucina…. E quindi ieri mattina…

R E V O L U T I O N….

Ad onor del vero, tutto posso dire del marziano tranne che non sia ordinato e preciso nelle cosuccie sue, anzi direi che è proprio pignolo.. Eh sì pignolo lo è (ma non di quelli pesanti eh…), dicevo che essendo lui un precisino, non ho mica trovato un bordello nella cucina per carità, la revolution non era per niente necessaria, ma che siccome the kitchen è il regno di ogni santa figliuola di casa e necessariamente deve essere uguale e precisa alla figliola in questione, vi pare che la sottoscritta non metteva in atto un piano d’attacco vero e proprio per assoggettare il territorio al proprio dominio? E certo che sì…
E quindi una volta notificato l’esproprio ai vecchi abitanti di stipiti e cassettoni (padelle, pentole, ciotole e ciotoline, pane, biscotti, pasta e scotolame vario), una volta bonificato il territorio, sono partita con l’assegnazione del nuovo domicilio per gli abitanti della cucina MIA (uh quanto mi piace questo MIA)

Dunque giusto per rendere l’idea… Se prima era così



                 

Ora è così….


 

Ecco lo sapevo… Non notate la differenza… Ma dico non vedete che prima c’era una confusione generale? Che i biscotti stavano con la pasta e che le tazzine e le caffettiere occupavano abusivamente uno spazio troppo esagerato per loro che si possono benissimo accontentare di un angolo nello scolapiatti? Non notate?

Ad ogni modo il marziano ha apprezzato il cambiamento...

Del resto mi aveva detto fai tutto quello che vuoi e io ho fatto….

venerdì 11 giugno 2010

Giudicare


"E' una scelta a cui ho diritto e non permetto a nessuno di giudicarmi"


Dopo tre parti cesarei non potevo affrontare un´altra gravidanza Ma in questa decisione mi sono sentita sola.

«La pillola abortiva è una scelta a cui ho diritto». Parla con un filo di voce Chiara (è un nome di fantasia) mentre si lascia alle spalle il reparto "Interruzione gravidanze" dell´ospedale Grassi di Ostia.
È lei la prima donna nel Lazio a cui è stata somministrata la pillola abortiva RU486: «Appena ho scoperto di essere rimasta incinta - racconta - sapevo che non avrei potuto tenere il bimbo perché ho subìto già tre parti cesarei e un intervento all´utero. Così, sono andata al consultorio ma ho capito subito che avrei incontrato delle difficoltà. Per le mie condizioni - prosegue - l´aborto chirurgico era altamente sconsigliato e per quello farmacologico molti ospedali non sono ancora pronti. Mi hanno suggerito di andare al San Camillo, dove però nessuno era disposto ad assumersi la responsabilità. A quel punto ho contattato anche un ospedale di Siena dove già da tempo dispongono della pillola abortiva. Poi una conoscente mi ha detto di provare qui al Grassi, dove hanno accolto la mia richiesta».
Si interrompe per un attimo Chiara, ha gli occhi lucidi. Poi si fa forza e prosegue: «Questa mattina, quando ho attraversato l´ingresso dell´ospedale, ho pensato di tornare indietro, di non farlo più. Ma fisicamente non potrei sopportare un´altra gravidanza. E inoltre, non possiamo permetterci un altro figlio. La verità - continua - è che da quando ho saputo che aspettavo un bambino, mi sono sentita sola. Non l´ho potuto dire neanche a mio marito. Lui non approverebbe. Ho dovuto lottare fino alla fine: per me, perché venissero rispettati i miei diritti. E adesso non permetto a nessuno di giudicarmi. Appena mi hanno somministrato la pillola - conclude - ho deciso di non restare in ospedale nonostante l´insistenza dei medici. Voglio solo tornare a casa dai miei figli, stare con loro. E pensare a domani».
E intanto, mentre Chiara decideva del destino del suo bambino, all´uscita dell´ospedale si sono scatenate le prime polemiche, le associazioni Unicuique Suum, CMO e Gandalf hanno distribuito volantini: "Kill pill, punto di non ritorno. Come possiamo rimanere indifferenti a tutto ciò?".



Giudicare… il verbo di oggi è questo.
Stamattina facendo il mio giretto quotidiano sui giornali ho letto l’articolo di cui sopra ho riportato uno stralcio, e dopo averlo letto mi sono chiesta: cosa spinge un uomo a giudicare le scelte di un altro uomo?
Vale la frase “Nel tuo caso farei così, qualora mi ci trovassi io…” oppure vale di più la frase “Quello che hai fatto è giusto, quello che hai fatto è sbagliato” ??
Di quale intelligenza superiore credono di essere investiti certi individui, quando puntano il dito contro una decisione così sofferta, contro una scelta privata che riguarda quella persona, la sua vita, e l’eventuale vita della sua creatura…
Io non dico di essere né a favore né contro l’aborto, perché non so come mi comporterei. Sono scelte che secondo me non è possibile preventivare…
Di una cosa sono certa : ogni donna deve essere messa in condizioni di scegliere liberamente e autonomamente, ogni donna dovrebbe essere supportata in maniera adeguata sia nel caso in cui mette al mondo una vita, sia nel caso in cui decide di non mettere al mondo una vita. Perché è un suo sacrosanto diritto.
La nostra società non ha bisogno di certi paladini ,che magari preoccupandosi di garantire la vita a un embrione, non vedono la sofferenza di chi gli sta a fianco, non si accorgono che solo con una carezza potrebbero fare del bene, invece di conficcare spine dolorose nel cuore di chi compie una scelta simile, con il loro vomitevoli giudizi.

domenica 7 marzo 2010

La libertà di essere donna


8 marzo uguale mimose…
8 marzo uguale locali pieni zeppi di donne “in libera uscita”…



La Festa della Donna non è solo questo, e dal 1908 ad oggi ha subito non una evoluzione ma una involuzione, perdendo di vista il senso del suo essere e trasformandosi in puro “business”. Anni di lotte ridotte  a uno strep tease con orde di donne che urlano e strepitano alla vista di un fico...
E ci sentiamo libere così?


NO GRAZIE


Io mi sentirò una donna libera solo quando in ambito lavorativo le discriminazioni sessuali non esisteranno più; mi sentirò una donna libera solo quando non esisteranno più pregiudizi di ogni genere intorno a noi; mi sentirò una donna libera solo quando una donna coprirà la propria testa con un velo perchè è lei che lo vuole; mi sentirò una donna  libera solo quando saprò che nessuna bambina a 7 anni diventerà una moglie; mi sentirò una donna libera solo quando  nessuna donna sarà oggetto di qualsiasi tipo di violenza; mi sentirò una donna libera solo quando  nessuna donna, attraverso le mutilazioni genitali, verrà privata della libertà di vivere la propria sessualità...

Di strada ne è stata fatta... Ma ancora c'è molto da fare... Chi ci ha preceduto e ha lottato per noi è stato capace di regalarci un futuro e tante possibilità. Mi chiedo se siamo noi oggi in grado di capire ciò, e se sappiamo dare  un senso a quel rametto di mimosa che quasi meccanicamente ci viene donato in questo giorno.

La mia Festa della Donna sarà questo : ricordare chi ha lottato anche per me e pensare che non è mica finita quì...





Dedicato alla Donna della mia vita...

mercoledì 25 novembre 2009

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne







Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata contro la violenza sulle donne. In Italia, secondo dati Istat, una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata, almeno una volta, vittima di violenza o maltrattamenti. Sono sei milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica o sessuale.Tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata, quasi mezzo milione nei 12 mesi precedenti all'intervista. Ai danni di mogli e fidanzate i reati gravi: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti.

Estratto da  Rainews24.it

 




Mi auguro solo che queste giornate diano un reale contributo a chi vive sulla propria pelle questa sofferenza.
Mi auguro che qualsiasi donna che viva nella violenza trovi il coraggio di chiedere aiuto e che soprattutto trovi una mano sicura a cui aggrapparsi.
Troppe volte l'aiuto fornito è stato vano e superficiale.
Ogni donna deve sapere con certezza che in qualsiasi momento troverà una via di uscità, troverà chi può portarla via dall'inferno. Nel mio piccolo chiedo alla nostra società, al nostro Stato, un aiuto concreto, non solo proclami e belle parole, per tutte quelle donne che trovano il coraggio di parlare, abbattendo le barriere della vergogna e dell'umiliazione.