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mercoledì 23 novembre 2011

L'Italia del fango, tra incuria e abusivismo.

Quando giorni fa una tremenda alluvione colpì Genova, portando via con se la vita di sei innocenti persone, evitai di scrivere anche mezzo rigo sulla vicenda per paura di essere indelicata.
Oggi però rompo il silenzio. Oggi, alla luce dell'ennesima catastrofe che ha colpito la provincia Messinese, no dico oggi, faccio la matta e spedisco vaffanculo&maledizioni, come se niente fosse.
Perchè il nostro non è un Paese civile, perchè in nessun paese civile esistono morti di serie A e morti di serie B.Ieri sono morte quattro persone (e forse di più ancora non si sa con esattezza), anche un bimbo di 10 anni.
Per il fango. Per la pioggia. E non si può morire per la pioggia.
E voglio vedere se qualche porco maledetto osa parlare di abusivismo, così tanto per prendere aria alla bocca.Che la differenza sta tutta lì.
Alluvione Genova. Morte 6 persone. Cause: incuria territorio.
Alluvione Scaletta e Giampilieri. Morte 37 persone e ancora oggi disperse 5. Cause: Abusivismo.
Alluvione Barcellona, Saponara, Milazzo, Terme Vigliatore. Morte 4 persone (al momento). Cause: ????

Io scommetto sull'abusivismo. Io do per certo che nei pochi giornali e telegiornali, che racconteranno della tragedia, la causa di quanto accaduto starà tutta lì.
Perchè noi siamo meridionali, perchè noi siamo bestie incivili che meritano di morire, perchè noi costruiamo dove non dobbiamo costruire, perchè noi invece di spendere quattrini per sistemare la terra che scappa con violenza sotto i nostri piedi, ci diamo alle sagre di Paese (cit. del grandissimo ex capo della Protezione Civile Bertolaso, allorchè venne a fare la sua sfilata tra le macerie di Scaletta).

E allora signori miei mi sono letteralmente frantumata le palle per questa situazione assurda e surreale.
Non si può per partito preso, affermare che tutto ciò che accade da Napoli in giù sia mafioso o abusivo, senza avere alcuna cognizione di causa.
Due anni fa, a Scaletta, delle 23 casa distrutte e travolte dal fango, soltanto 3 risultarono irregolari.
Qualcuno lo disse? Qualcuno si scusò per le affermazioni offensive?
Qualcuno attivò per caso numeri speciali, raccolta fondi, per dare aiuto alla popolazione travolta dal dramma, come accadde invece all'indomani della tragedia in Liguria?

Basta. Sono letteralmente schifata da tutta qesta storia, dal pregiudizio che travolge noi meridionali, proprio come un fiume in piena.
La verità è che l'Italia sta franando tutta, sta crollando pezzo per pezzo, da Nord a Sud: il fango non ha ragioni, non ha preferenze, colpisce indistintamente. E' il fango della casse politica, della casta che ha rovinato e sta rovinando il nostro Paese, pensando esclusivamente all'arricchimento personale e non al bene comune.
Siete delle merde politici italiani, siete degli assassini...

giovedì 22 settembre 2011

Delle conseguenze

T’aspettavo al varco io, perché lo sapevo che sarebbe accaduto (lo scrissi pure dal sciur Benza)! E non ci voleva certo Einstein per capirlo. Bastava aprire gli occhi !!
Ora dunque andiamo al fatto senza perdere tempo.

In data 30 marzo 2011, quello che tutti si ostinano a chiamare il Presidente del Consiglio , ma che per la sottoscritta da oggi in poi sarà soprannominato PDPS (Presidente Della Patatonza Sfigata*, che le patatonze intelligenti non vendono la propria patatonza in cambio di qualsiasi “cosa”), si recò in quel di Lampedusa, da mesi sotto assedio per il continuo sbarco di extracomunitari, con il solito “One Man Show”:
“Cari Lampedusani, sono corso qui per dirvi che sette navi libereranno Lampedusa dall’occupazione extracomunitaria (applausi), per dirvi che proporrò Lampedusa per il Nobel della Pace (applausi, applausi), per dirvi che Lampedusa sarà zona franca (applausoni), per dirvi che io me medesimo diverrò Lampedusano, avendo acquistato Villa Due Palme a Cala Francese (super applausoni), per dirvi che costruiremo un Casinò (iper-mega-super applausoni)…”
Il tutto accompagnato dal solito barzelletta-time:
“A un campione di donne viene chiesto se vuol fare l’amore con Berlusconi; il 30 % risponde NO, il 70% risponde: ancora una volta?”… (applausi, mega-super applausoni, risate, tarantelle e felicità!).



Per chi non avesse visto un telegiornale e nemmeno letto un giornale, nella giornata di ieri a Lampedusa è accaduto questo.



 Che dunque adesso penserete che la sottoscritta ce l’abbia come al solito col PDPS, che dice minchiate, che non mantiene le promesse, che è un corrotto, etc... etc… E invece no. A sto giro nessuna filippica diretta al solito bersaglio, ma solo un gigantesco mega infinito super galattico VAFFANCULO per i miei conterranei lampedusani, o almeno per una parte di essi.

  Per essere precisi, il mio Vaffa è diretto in primis al Sindaco di Lampedusa, in secondis alle “pecore” che hanno applaudito, acclamato, esaltato, bramato Berlusconi, ma che soprattutto quel giorno hanno impedito (quasi con la forza), a una parte della cittadinanza di manifestare il loro sdegno nei confronti di un governo assente, che in modo superficiale ha da sempre trattato il problema di Lampedusa, e che mai ha mostrato l’intenzione di aiutarla a diventare la straordinaria perla del Mediterraneo che dovrebbe essere**. Perché a Lampedusa, quel giorno, c’era gente che aveva capito l’urgenza di  una dura contestazione nei confronti dello Stato, che nessun Berlusconi di turno era da applaudire.




E allora il mio sostegno, la mia solidarietà morale per quanto sta accadendo, va solo ed esclusivamente a chi il 30 marzo voleva manifestare la propria indignazione, a chi non voleva piegarsi al potente di turno, a chi non voleva spegnere la propria intelligenza; mentre per la restante popolazione solo commiserazione e tanta voglia di dire : dovete stare zitti, non dovete lamentarvi di niente… le manganellate non dovrebbero certo prenderle gli extracomunitari, che oggi il vostro sindaco chiama delinquenti. Avete creduto alle fandonie di un pagliaccio, lo avete osannato come un eroe… E oggi? Oggi parlate di governo assente, a distanza di sei mesi? Oggi il sindaco si rivolge in maniera oscena al Capo dello Stato, chiedendo il suo intervento, quando ieri stendeva prati di fiori al passaggio del PDPS, e ordinava di cacciare e allontanare i manifestanti?

 E no cari miei… che ognuno si assuma le proprie responsabilità! Nessun cittadino onesto e coerente, può oggi (e nemmeno sei mesi fa) dare credibilità alle parole del PDPS, in nessun modo, non c’è se e non c’è ma, perché il tutto*** è diventato così tristemente palese…
 Nel momento in cui lo fa, se ne assume le responsabilità e si becca, in silenzio, tutte le conseguenze del caso.

Quando impareremo, soprattutto noi siciliani, che lo Stato siamo NOI?
Quando impareremo che lo Stato è quello che NOI scegliamo?
Quando accadrà?


*QUI un esempio illustre di Patatonza Sfigata
** Chi non c’è stato non può nemmeno immaginarle le meraviglie di quella piccola isoletta, di quel fazzoletto di mare, a parole è difficile spiegarlo…
*** La corruzione, il malaffare, il puttanaio che caratterizza l'attuale governo è sotto gli occhi di tutti, nessuno lo può negare.

venerdì 25 marzo 2011

Aliena io?

Pare che sia festa dalle parti mie oggi. In verità anche ieri era festa, servono due giorni per festeggiare la patrona. Ecco in questo momento le campane della chiesa ci stanno dando giù duro eh, che mica sono le campane moderne quelle tutte elettroniche. Ci sono i tipi che tirano le corde e vai… din don dan... din don dan…
PPPUMMMMM….  i botti… Mi sono spaventata… (dev’essere arrivato il vescovo).
No che anche io dovrei essere in giro, col vestito buono, col capello fresco di parrucchiere, che oggi è festa, che tutti vanno a messa, che pomeriggio poi c’è la processione per le vie del paese con la banda e la statue dell’Arcangelo Gabriele e della Madonna. E invece sto qui a casina con la musica a palla, con l’occhio da triglia che mi sono svegliata un’oretta fa, con la tuta, il felpone e la ciabattone e soprattutto con nessuna intenzione di partecipare all’evento mondano. Che lo sapete che io non ci vado molto d’accordo con ste cose.
Che mi guardano strano a casa mia che a differenza mia son tutti cattolici.
Papi mio era figo davvero stamane eh, ed è già uscitio.
Mio fratello è andato a prendere la girlfriend e anche loro santificheranno.
E io sto a casa ecco. E ascolto i Muse a palla. Ecco.
Che pare che quella anormale sono io, ma mica fanno cose normali alcuni cattolici eh.
Che dovete sapere che ieri sera si è tenuto un rito che fanno da secoli e che per farvela breve… Le pie donne e i pii uomini con tanto di cerone in mano, partendo da una chiesa secondaria, percorrono in ginocchio all’incirca 500m di strada per arrivare alla chiesa principale che ci ha una gradinata di almeno 30 scalini e che abbisogna salire pure in ginocchio, che tutti arrivano in pratica stravolti e con le ginocchia sbucciate…
Tutto ciò per devozione, per chiedere una grazia e cose del genere…. Che vengono a flotte a vederli e che anticamente come ci raccontava la maestra alle elementari, che siccome pare poco camminare in ginocchio per strada, strisciavano pure la lingua per terra….
Tò il tocco magico quello.
Che uno che fa ste cose, invece di finire direttamente all’inferno (fine che spetterà al 100% alla sottoscritta), andrà dritto dritto in paradiso e pare che gli spetti di diritto pure un mega attico con vista celestiale. Una volta morto però eh, che mica ti danno un’anticipo quando sei vivo e vegeto, le cose belle tutte quando schiatti.
Amen.

venerdì 18 febbraio 2011

Delle api... di quelle che non volano...

Metto le mani avanti, come si suol dire. Voi lo sapete che io non ce l’ho coi veccchieti vero? Lo sapete quanto adoro nonnina mia vero? Ebbene nonostante ciò, oggi mi tocca parlar male della categoria, che poi in realtà non è che voglia parlar male, si tratta solo della constatazione (un pochetto incazzata) di un fatto che riguarda il mio vicino ottantenne.
 Pertanto… Il suddetto signore chiamasi compare Pippino. Compare Pippino, ha ottant’anni (forse pure 82 o 83 addirittura di preciso non lo so) è vedovo e deve badare (da solo) a una figlia quasi sessantenne che in capa tiene poche rotelle. Vita stressante la sua eh, le urla e i casini tra padre e figlia sono ormai pane quotidiano!Ora mi pare giusto che il poveretto possa in qualche modo svagarsi e prendere un attimino di fiato, sicchè plaudo alla sua iniziativa  di recarsi, ogni pomeriggio, al bar e farsi un bel tressette coi colleghi vecchietti. Allo stesso modo mi fa piacere che si tenga vivo e attivo andando tutti i santi giorni (domenica inclusa) nell’orto a piantare e spiantare. Bene. Molto bene. Direte voi… Addò sta la fregatura? Addò sta la sola?
 La sola sta nel fatto che compare Pippino non abita vicino al bar e tantomeno ha l’orto sotto casa, che la sua casa è situata nella parte più alta del paese (i migliori stanno lì, mica trattasi di spicciola simbologia…). Ora dunque per recarsi al bar a piedi, l’ottantenne, che per quanto possa essere arzillo sempre 80 anni ci ha, deve fare un sacco di strada ( va beh... un sacco per lui), strada che si traduce in tante scalinate e tante salite che all’andata sono tutte discese e tutti i santi t’aiutano, ma al ritorno sono salite e arrivi a casa che fiato più non hai.

Siete fuori strada. No dico siete fuori strada… Fuoristrada perché lo so cosa state pensando…. L’ottantenne che prende la macchina per far due passi.. alla sua età… fa casini in giro con l’auto e Laila si lamenta… e il post è letto. E invece no ! Sbagghiu ci fu !
Compare Pippino la patente non ce l’ha, non l’ha mai presa ! Può uno che non ha la patente guidare l’auto? No… quindi siete fuori strada…e vi tocca leggervi tutto il pistolotto se volete sapere come ci va al bar, perché l’avete capito che non ci va a piedi ….

Vi svelo l’arcano vah…

Compare Pippino tutte le mattine alle sei va nell’orto ( e alle undici spaccate ritorna) e tutti i pomeriggi alle 14 va al bar (e alle diciassette spaccate ritorna) con questa, e ripeto compare Pippino  non ha mai guidato un’auto in vita sua e manco una vespa, ma oggi guida questa. Che secondo voi come guida il suddetto mezzo il vecchietto?
Vi dico soltanto che fortunatamente ancora e dico ancora non ha ammazzato nessuno… Sta solo a poco a poco scavando un buco nel muro di casa mia perché puntualmente durante le manovre di parcheggio ci va a sbattere, sta solo a poco a poco frantumando i timpani di chi gli abita vicino perché il suddetto mezzo fa un casino infernale. Voi per quanto mi vogliate bene, non potete capire il mio dramma. Io l’ho scritto dal sciur Benza che uno di questi giorni faccio un video mentre lui parcheggia e lo metto sul tubo e voi neanche lo immaginate come schizzerebbe tra i video più visti. Che voi non potete capire cosa succede quando lui arriva… ecco vi faccio pure il disegnino che così forse capite…..



se non riuscite a leggere cliccate qui


E ora trovatemi pure una soluzione... ecco...

martedì 14 dicembre 2010

Full

"E’ l’alba, guardo fuori dal finestrino e vedo le luci di una città che a poco a poco si risveglia dopo il riposo notturno.
Un cielo terso, un rosso che a poco a poco cede il passo a un azzurro intenso.
Un azzurro che sospesa in aria, col naso appiccicato al finestrino dell’aereo, ti sembra di vivere…
Una lacrima scivola giù per morire poi su labbra serrate in un sorriso appena accennato. Sì perché alla fine non è il caso di piangere: non è stato l’ultimo bacio, non è stato l’ultimo abbraccio, non è stata l’ultima carezza.
E’ solo un attimo, un momento che passerà, che sarà ricordo tra non molto.
I giorni volano, così come sono volati questi due mesi trascorsi tra le braccia del mio uomo, che tante volte avrei voluto strozzare, ma che altrettante volte avrei voluto amare ancora di più…ma avrò il tempo per farlo, perché c’è una grande distesa davanti a me, è verde, è riccamente colorata come un prato fiorito: è il mio futuro, è la mia vita tutta da vivere."




Laila era sull'aereo quando ha appuntato su un angolino della sua agenda questo pensiero.
Laila adesso picchietta i suoi ditini sulla tastiera del suo pc, seduta alla sua scrivania.
Eh sì sono a casa da mammà e sono ancora in fase di... in fase di... oh non mi viene la parola... Insomma mi sento con un piede di là e uno di quà.. avete capito no?
E' bello ritornare a casa, è bello vedere il tuo papà che all'aeroporto ti accoglie con un sorriso grande grande e le braccia aperte, è bello vedere che la tua mamma aspetta affacciata al balcone di vederti arrivare, è bello abbracciare la tua nonna è vedere svanita come una bolla di sapone la paura che non ti riconoscesse più...
Minchia quanto sono fortunata! L'amore che ho è unico!!!

E comunque (che se no poi mi dite che son sempre la solita sdolcinata ;-), ma ce lo sapete che tutti mi han detto che mi vedono più bella? Son soddisfazioni eh...
L'ho raccontato al marziano e mi ha detto: "tutto merito mio!".
Del resto è il mio marziano!

venerdì 3 dicembre 2010

Di qua o di là ?

La settimana volge al termine e non si tratta di una settimana qualsiasi, ma della  mia penultima settimana, il che significa che quella che sta facendo capolino è l’ultima settimana… Cioè… uno.. due… tre… cinque…sette… NOVE… Ecco mi restano solo nove giorni…
Ma noooo, ma non di vita, che non sto mica per schiattare….
Mi restano nove giorni di soggiorno in Polentonia…
Cioè, ma vi rendete conto? Due mesi sono passati eh… Due mesi sono due mesi, mica due giorni o due settimane… Uffa… Mi scoccia proprio l’idea, anche se il marziano mi raggiungerà quasi subito (tempo dieci giorni e avrà le sue meritate ferie natalizie),e quindi non avrò manco il tempo di sentire la sua mancanza… Però… Uffa… Io sto bene qui e ancora avevo delle cose da fare… Tipo un altro pochetto di shopping (poco, poco, giuro…),  tipo finire di spiegare pH e pOH alla nipote del marziano impaurita dalla chimica, tipo invitare gli zii del marziano a pranzo, tipo trovare le tende giuste per la sala…
Uno dice… Ma cosa cavolo hai fatto in due mesi? Che ho fatto? Ho studiato come una matta (il 17 ho esami… P A U R A A A), ho dormito pochissimo (colpa dell'amore mio che mi ama troppo), ho lavato, stirato e cucinato (cazzarola se ho cucinato!), mi sono relaxata nei fine settimana girando di casa in casa tra cognate, nipoti e parentame vario, girando per centri commerciali cercando tappeti, tende e copridivani…
Ecco che ho fatto… e i due mesi sono volati… e io ci ho il magone, perché mi sono proprio scocciata di fare la trottolina… Su e giù senza dimora fissa….
Che adesso che mi sono abituata a infilare i miei piedi (sempre freddi) sotto quelli del marziano (sempre caldi), nel lettone, durante la notte, io come faccio?

Certo c’è qualcuno che sta sprizzando gioia da tutti i pori (mia madre), che da due settimane mi dice “Hai fatto la valigia?” Sì come no, già che mi trovavo, non la disfacevo nemmeno quando sono arrivata… Mia madre è sempre la solita non c’è niente da fare…
Comunque l’idea di rituffarmi tra le braccia di nonnina… beh quello mi consola…
Chissà che farà, che dirà appena mi vedrà…
E Anna… e Sabrina… Ho voglia di stringermele forte forte tra le braccia, di sentire le nuove paroline che Sabrina ha imparato, di vedere Anna sorridere dopo che ha pianto tanto per la mia mancanza…. Ma avrei anche voglia, tanta voglia,  di restare qui e continuare a spupazzarmi il marziano…

Cazzarola sono una donna divisa a metà, contesa tra Nord e Sud !!

HELP ME !!


P.S. Buon week end... anzi buon ponte a tutti !!!

venerdì 1 ottobre 2010

Trinacria grida, ma nessuno l'ascolta...

Un anno. E' esattamente passato un anno da quel maledetto
1 Ottobre
che ha distrutto e devastato un territorio e la sua gente.
Trentadue morti e cinque dispersi.
Trentasette persone che non hanno più visto la luce del sole, e oggi, a distanza di un anno, mi chiedo ancora perchè.
E' stato facile puntare il dito contro l'abusivismo...."Costruite le case dove non le dovete costruire..."
Sarei quella che non sono se dicessi che l'abusivismo non c'entra nulla: l'abusivismo c'entra, lo vedo coi miei occhi tutti i santi giorni, ma non è solo quello. E' la totale incuria, è la totale assenza dello Stato che non s'interessa, che non vigila, affinchè la vita di chi abita questo pezzo di terra, non sia una roulette russa.
E oggi? Sapete qual'è la situazione oggi?
Oggi io apro i giornali locali e leggo di un sindaco che dichiara di dover metter mano ai fondi pro-alluvionati, per poter fornire lo scuolabus ai bimbi della propria comunità, perchè soldi non ce ne sono.
Incontro una signora in un negozio e mi dice che nonostante la sua casa sia stata parzialmente danneggiata e lei lì dentro non ha più potuto metterci piede, ha dovuto continuare a pagare la fornitura del gas nonostante tutto. E mi dice: "Perchè a L'Aquila lo Stato ha agito diversamente? Perchè noi siamo stati abbandonati al nostro destino?"
Leggo di una moglie che oggi, col viso scavato dal dolore, ha affidato al mare la foto di suo marito, un marito che non ha più visto dal 1° Ottobre, nè vivo nè morto.
E tutto questo dolore perchè? Forse perchè ci dia la forza per cercare e ottenere una svolta decisiva? Un cambiamento radicale che coivolga tutti, dai semplici cittadini alle autorità politiche?
A un anno di distanza dico NO, perchè NIENTE è stato fatto, NIENTE è cambiato.
E quando dico niente, mi riferisco alla REALE messa in sicurezza dell'intero territorio, un territorio la cui popolazione alla prime goccie d'acqua inizia a sdrotolare rosari  pregando che nessuno ci rimetta le penne.

Sono stati spesi 140 milioni di euro per far fronte alle prime fasi dell'emergenza e ora?
Pare ne servano altri 170 di milioni per ultimare la messa in sicurezza del territorio.
Ultimare? Cioè terminare? Ma perchè la messa in sicurezza è iniziata?
Forse buttare giù i resti delle case sventrate significa mettere il territorio in sicurezza?
E mi tocca pure stare  a sentire un imperatore che nel pieno del suo declino, ormai incapace di discernere, promette la costruzione del Ponte sullo Stretto, per risollevare le sorti di gente che deve lottare quotidianamente, per avere ciò che gli spetterebbe di diritto.

Guardo dalla finestra della mia camera: vedo la montagna e un pezzetto di mare.
Questa è la mia terra. La mia terra che si ribella e che chiede aiuto. Chi l'ascolterà?

lunedì 12 luglio 2010

Da Nord a Sud.... Da Sud a Nord...

A Radio Padania un emerito imbecille è intervenuto in merito ai fatti di Hannover, affermando che....

"Quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare,noi li conosciamo bene i sudisti. Quindi posso capirlo. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze".

Condannare  queste parole sarebbe il minimo che chi ha un pizzico di sale in zucca dovrebbe fare: non c'è un'ideologia politica, non c'è destra e non c'è sinistra che possa servire da paravento per affermazioni del genere. C'è soltanto odio e ignoranza.

Non dovrei essere soltanto io, da meridionale, da ragazza siciliana, da sudista, a ritenermi offesa, ma anche qualsiasi cittadino che capisce il senso della parola rispetto. La mia amica-blogger Artemisia di fronte a uno schifo simile ha reagito in maniera forte e provocatoria (leggi qui), io magari in modo più soft, ma vi assicuro che lo sdegno è il medesimo.

Mi chiedo perchè in una società civile come la nostra (in teoria a quanto pare) debbano ancora esistere pregiudizi del genere. Guardate che siamo sullo stesso livello degli anni in cui in certi locali si esponevano quei cartelli con le famose frasi... VIETATO AI CANI E AI MERIDIONALI... Non c'è tanta differenza il concetto è quello...

Ma veramente c'è gente che pensa che noi meridionali siamo la palla al piede del nostro paese?
Ma veramente c'è gente che crede che noi meridionali sappiamo solo essere mafiosi e disonesti?
Ma veramente c'è gente che crede che noi meridionali non sappiamo cosa significhi lavorare?

Ma questa gente ha così tanto paura delle diversità?
Perchè diversi siamo diversi, sarei una folle a non ammettere che esistono delle enormi diversità culturali tra il Nord Italia  e il Sud Italia: ma essere diverso non significa essere nè meglio nè peggio.

Ad ottobre sono stata in Val Camonica, in un paesino delizioso di nome Borno. Eravamo all'incirca una ventina tra amici e parenti (siciliani e milanesi doc) e dopo aver visitato il paese ci siamo fermati in un ristorante; finito il pranzo ci siamo trattenuti al tavolo  parlando di lavoro. Accanto alla nostra tavolata c'era seduta una famigliola: quello che credo fosse il padre sentendoci parlare e intuendo la provenienza di alcuni di noi (il nostro accento è inconfondibile!) ha pensato bene di regalarci un perla di pensiero che ricorderò finchè campo...

"Nemmeno sanno cosa significa lavorare questi siciliani ... che parlano a fare!"


Queste sono le testuali parole che l'individuo in questione ha detto alla moglie, parole che  abbiamo sentito chiaramente quasi tutti. Secondo voi i siciliani  cosa hanno fatto?
Hanno imbracciato la lupara e lavato l'onta col sangue...certo sono siciliani....
E invece no... i siciliani  hanno fatto finta di nulla, hanno stretto i denti, mandato giù il boccone amaro e insegnato cosa significa essere civili a chi la civiltà crede di possederla solo perchè la vita ha regalato meno difficoltà.
Perchè nascere meridionali non è facile: è tutto in salita, è tutto da conquistare, è tutto da costruire.

Mi dite quando smetteremo di definire le persone, di giudicarle, in base alla loro provenienza, in base al colore della pelle, in base alle preferenze sessuali, in base a cosa mangiano a pranzo, in base a come si vestono, in base a come parlano...
Da Nord a Sud e da Sud a Nord... Siamo diversi, ma siamo persone.. solo persone...

sabato 29 maggio 2010

La carica delle cento e una... rumene

Premessa importantissima al post:
non sono razzista, credo fermamente nell’ integrazione tra individui di culture, usi e costumi differenti…e il mondo è bello perché è vario!
Detto questo, ho bisogno di confrontarmi con voi per cercare di capire cosa c’è alla base di un problemino che si sta abbattendo sul mio paesello di 1800 anime tutte pie, pure e caste…

In principio, quando in una famiglia c’era un anziano/a da curare si facevano i salti mortali per badarci. Raramente sentivo dire “A mastru Ninu u chiuderu n’to spiziu” (Mastro Nino è stato portato in un ospizio); che se per caso qualcuno si lordava di tale onta, il chiacchiericcio paesano era di quelli che duravano mesi e i malcapitati che decisero il confino del suddetto anziano, venivano guardati dall’alto in basso e considerati degli svergognati, gente senza cuore e senza rispetto per chi al mondo li aveva messi.
E’ chiaro che l’atteggiamento della comare pettegola (quasi tutto il paese in pratica) era del tutto fuori luogo, come è chiaro che tempi addietro le gentil donne paesane, quasi tutte casalinghe erano e di tempo per dedicarsi a marito, prole e nonnino di turno ne avevano a disposizione.
Oggi è diverso: anche qui la donna è diventata lavoratrice, sicchè diventa veramente una faticaccia badare alla casa con tutti gli optional annessi e pur'anche al povero genitore che l’alzhaimer ha reso peggio di un bimbo in fasce.
Ecco dunque che la Casa di Cura per anziani non è più vista in maniera negativa: piuttosto è diventata un albergo di lusso dove far soggiornare il genitore acciaccato. Di lusso perché soprattutto, lo saprete di sicuro,occorrono molti dindini.
Tuttavia chi non vuole o non ha la possibilità di sborsare i tanti eurini ha trovato una bella soluzione.

La badante!!!

Giammai di badante italiana si tratta però… La badante deve essere rigorosamente rumena, che le italiane si pigliano 1000 eurini solo per starci la notte col nonnino, mentre la rumena con 500 euri più il vitto e l’alloggio fa tutto: lo lava, lo fa mangiare, gli dà le medicine, lo accompagna in giro se ancora è in grado di camminare, non lo lascia mai un attimo da solo…Tutto per la modica somma di 500 euri al mese (repetita juvant). Se pò fà…
Bene direte voi…dove sta il problema?
Fin qui, vi rispondo io, da nessuna parte, perché ognuno in casa sua è libero di gestirsi come cavolo gli pare e piace….
Il dilagante problema che si è abbatutto sulla mia comunità come le sette piaghe d’Egitto tutte messe insieme, sta nella testa o meglio nei pantaloni di buona parte del genere maschile della suddetta comunità…
Pare che le rumene che bazzicano per le mie parti ci abbiano una carica sessuale di quelle che la Ferilli e l’Arcuri messe assieme possono soltanto sognare….

Sembra che molti mariti di molte sante donne paesane mie, abbiano proprio perso la capa (e pure il resto) per il gentil sesso rumeno: matrimoni praticamente finiti dopo anni di convivenza, corna a tappeto, pseudo case di appuntamento (eh sì alcune arrotondano l’entrata mensile intrattenendo l’ominastro di turno, nel mentre il nonnetto riposa nell’altra camera), mogli che scoperto il tradimento pigliano a bastonate i mariti, conti bancari praticamente prosciugati dall’amante rumena… Un macello insomma!
Ora dico io, ma per gli uominastri del paese mio è così difficile usare quella cosa che comunemente chiamiamo cervello? Per forza con la parte al di sotto della cintola devono ragionare? Ma porca pupazza ma ci vuole tanto a capire che queste qua vogliono soltanto farsi il gruzzoletto e poi via a gambe levate?

Che a dirvela tutta io non ce l’ho mica con le rumene..
Io condanno più la stupidità del masculo ( seee chiamiamolo masculo) che la furbizia della femmina ( non c'è niente da fare noi donne resteremo sempre un gradino più in alto di voi altri dotati di cromosomi XY)!
Eccheccacchio fanno bene loro… Mica ci vuole una laurea per capire certe cose!
(Aaaahhh..laurea…mio tasto dolente….)

domenica 23 maggio 2010

Per non dimenticare...

Dal 23 maggio del 1992 questo giorno non  è più solo il giorno del mio compleanno…
C’è un uomo, c’è una donna.. ci sono 3 agenti che facevano parte di una scorta, tutti meritano di essere ricordati:


Giovanni Falcone,
Francesca Morvillo,
Vito Schifani,
Rocco Dicillo,
Antonio Montinaro.


 
Molte volte la mia terra si è lordata di sangue, molte volte l’aria che respiro è diventata pesante: per lei, solo per lei…Cinque lettere che messe una accanto all’altra sono capaci di segnare il destino di molti uomini …


MAFIA, la parola è questa.



Una parola che uccide.
Una parola che sopprime ogni forma di onestà e di legalità.
Una parola che rende assassini gli uomini.
Una parola che rende schiavo un essere umano.
Una parola che ha reso la Sicilia, la mia Sicilia, terra di violenza.


 Ma se da una parte questo male terribile ci ha sporcati tanto da dover ancora oggi lottare quotidianamente, dall’altro ci sono stati e ci sono Uomini e Donne che hanno reso onore alla mia regione, il vero ONORE quello che la maggior parte dei siciliani merita, non il falso onore mafioso. Tra questi uomini c’è il giudice Giovanni Falcone, che oggi merita di essere ricordato, perché il suo sacrificio non sia vano, perché nessuno dimentichi mai quale sia stato il suo ruolo nella lotta alla mafia, di come le sue capacità e soprattutto  il suo coraggio, hanno fatto si che la gente incominciasse a capire a comprendere che una vita onesta è possibile, che la paura, che l’omertà, altro non sono che terreno fertile per il dilagare del fenomeno mafioso.
 


Per non dimenticare....

mercoledì 21 aprile 2010

Profumi, sapori e colori... la Sicilia nelle vene

Quando un paio di settimane fà ci sono state le elezioni regionali, e leggendo qualche giornale ho scorto che a Brescia un tal giovanotto di nome Renzo Bossi era stato eletto con 13 mila preferenze come consigliere regionale della Lombardia, stupita, un pò come fece Don Abbondio chiedendosi chi fosse  Carneade....mi sono chiesta "Renzo Bossi, chi è costui? Sarà mica il delfino del più duro d'Italia? Sarà mica quel tipo tutto capelli, un pochetto brufoloso, con l'occhio di triglia lessa (  viva sarebbe un complimento troppo esagerato!), quel giovanotto che è stato bocciato più di una volta, una delle quali alla maturità,e che adesso si è iscritto alla facoltà di Economia (mica al CEPU! direttamente in una facoltà estera si è iscritto il pupo....in Italia si ritroverebbe a fare gli esami coi giornalisti dietro eh.. non sia mai che poi lo sconcentrino e lui non possa fare la sua porca figura!)"

Ebbene si il tal Renzo Bossi che ha avuto ben 13 mila ics è il figliuolo di Umberto Bossi. Beh quando seppi dell'incoronazione dell'erede, un sorriso di circostanza mi si stampò sul volto e mi dissi... "Beh se i miei conterranei hanno continuato a sostenere Totò Cuffaro fino alla fine,dimostrando quanto possono essere coglioni i siciliani(concedetemela sta finezza,lo so che detto da una donna fà schifo, ma quando ce vò ce vò!), posso anche accettare che i Bresciani godano a vedersi governare da un pesce lesso... ehm da un giovanotto così..."

Tutto questo fin quando mi è caduto l'occhio su una notiziuola, che come protagonista ha il prossimo tipo vestito di verde, che da uno scranno griderà a uno folla estasiata:
"Ce l'ho duro come mio padre!"... (oddio a momenti mi ribalto dalla sedia...!!!!!!!!!!)


Renzo Bossi : " Mai stato al Sud e ai mondiali non tiferò Italia"



Ora la cosa che vi voglio dire io è questa: che Renzo Bossi non tifi Italia ai prossimi mondiali di calcio, una cippa lippa me ne frega,perchè credo che ci sentiamo fin troppo italiani e soprattutto facilmente italiani, quando si tratta di esultare per quello che alla fine non è nient'altro che un gioco,e che alla fine della fiera, di così glorioso e importante non è che ci dia tanto.
Magari si esultasse allo stesso modo, scendendo per le piazze, suonando le trombe, per un premio Nobel vinto da un italiano, per una scoperta scientifica fatta da ricercatori italiani: giorni fa al San Raffaele di Milano è stata scoperta una molecola che determina i processi infiammatori che stanno alla base dell'insorgenza delle crisi epilettiche... Posso munirmi di megafono e andare a urlare di gioia per le piazze o mi ricoverano in un centro d'igiene mentale?
Uhmm... sento le sirene dell'ambulanza in lontananza...

Dicevo... il fatto che non tifi per l'italia, insomma non mi stranisce più di tanto.

La cosa che un pizzico mi ha urtato (forse perchè sicula sugnu!) è il sottolineare che al Sud non ci abbia mai messo piede;ora la cosa che non ho capito, perchè l'articolo di Vanity Fair io non l'ho letto, ho solo visto qualche notizia riassuntiva sul web, è se l'ha detto nel senso di voler dire:
" Cavoli al Sud non ci sono mai stato, voglio riparare al più presto" oppure
" Io al Sud non ci sono mai stato e me ne vanto"
Chissà perchè a me suona più familiare il secondo pensiero... detto questo...

Caro Renzo ti hanno dato il giocattolino nuovo e sull' onda dell'entusiasmo, pensi di poter dire tutto, senza alcuna conseguenza? Sbagghiu ci fu!(chissà perchè ho voglia di parlare in siciliano!)
Ora senti amme: se io non correrò mai il rischio d'incontrarti mentre vado al Teatro greco di Siracusa per assistere a una tragedia, oppure mentre vado al mare a Lampedusa, figlio di tuo padre bello, mica vado a tagliarmi le vene ... La cazzata la fai tu! Il limite te lo poni tu!
Vorrà dire che in nome di un'ideologia del caiser rinuncerai a moltissime cose...

I caldi sorrisi del nostro sole, non saranno per te...
La nostra aria, fresca e limpida non sarà per te...
I nostri profumi, i nostri sapori non saranno per te...
I nostri colori, la nostra allegria, la nostra solarità, non saranno per te...
Tu camperai lo stesso e altrettanto faremo noi meridionali!

P.S. Oggi,avendo finito prima del previsto in facoltà,ho fatto una cosa che non facevo da tempo: mi sono regalata un giretto in un mercatino vicino casa mia. Sorridevo come una scema persa tra i mille colori delle bancarelle, tra gli schiamazzi dei venditori, tra gli odori di stoffe nuove, di fiori, di mare, di cibi cotti per la strada... Un sapore di vita...una vita che mi scorre nelle vene, perchè io la mia terra la sento dentro: quando cammino, quando parlo, quando aggiungo un mattoncino per il mio futuro...
Sono un minuscolo pezzettino di Sicilia...ecco cosa sono!




lunedì 15 febbraio 2010

Sono cose che capitano... eggià....

Frana di San Fratello, via 2 mila persone
"Fenomeno di dimensioni inimmaginabili"




E' di nuovo "solo"colpa dell'abusivismo?
Sarà mica che lo STATO, non ha mai avuto alcun interesse finora
a fare qualcosa di tangibile per prevenire queste catastrofi?
Dove sono Cip e Ciop, B&B?
(Bertolaso e Berlusconi per chi non avesse capito)
Stiamo aspettando il loro tocco miracoloso...

Ahhh vero Berlusconi ha già pensato a noi siciliani, a noi messinesi...
Un occhio di riguardo ce l'ha già avuto, che scema che sono, che ingrata...
Ecco i suoi regalini...


Disastro a Messina: tagliati i fondi
contro il dissesto idrogeologico


(Finanziaria del 2008)




Messina. Bocciati in Senato gli emendamenti
che prevedevano 100 milioni di euro
per le zone alluvionate.


(1 mese e 15 giorni dopo l'alluvione di Scaletta Zanclea, Giampilieri e non solo...)




GRAZIE !!!!!!!!!


domenica 29 novembre 2009

La ricetta dei veri cannoli siciliani!!




 


Dosi per 10 persone



per la pasta:
300 gr. di farina 00
30 gr. di zucchero
25 gr. di burro
1 bicchiere di Marsala secco
1 pizzico di sale
strutto per friggere

per il ripieno:
300 gr. di ricotta di pecora fresca
150 gr. di zucchero
50 gr. di cioccolato amaro

per decorare:
50 gr. scorze di arancia candite a strisce sottili
Zucchero a velo





Preparazione



Per preparare il  cannolo vero e proprio, anticamente ( non credo che qualcuno faccia ancora così ), una volta preparata la pasta e stesa in cerchi di 10 cm circa di diametro avvolgevano questa intorno a una canna, proprio da qui ha difatti origine il termine "cannolo".Oggi vi basta avere in casa 10 cilindri di metallo lunghi 12 cm e di 3 cm di diametro, leggermente unti d'olio.

Mescolare insieme tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto elastico e omogeneo con il quale formare una palla che dovrà essere coperta con un tovagliolo e lasciata riposare in un luogo fresco per mezz'ora.
Lavorare ancora la pasta per pochi minuti, quindi farla ancora riposare per 30 minuti prima di darle un'ultima impastata e stenderla in una sfoglia molto sottile. Ritagliare la sfoglia in crchi di dieci centimetri di diametro. Arrotolarli sui cilindri, avvolgendoli partendo da un angolo e congiungendoli con quello opposto. Premere bene la pasta e friggere in abbondante strutto. Tassativamente bisogna usare lo strutto e non qualsiasi altro tipo di olio se volete gustare i veri cannoli siciliani !
Tirateli subito fuori non appena la cialda di colre marrone chiaro e metteteli ad asciugare su carta assorbente.
Sfilare i cilindri solo quando la cialda si sarà raffreddata completamente.

Successivamente preparare il ripieno.
Piccola nota: la ricotta deve essere di pecora e possibilmente dovrebbe essere fresca, ma completamente asciutta ( magari la fate riposare un giorno dopo la sua preparazione ). E ricordate che la ricotta è l'ingrediente principale quindi deve essere di ottima qualità !
Per la preparazione del ripieno, unire lo zucchero alla ricotta; mescolare per bene.
Passaggio fondamentale per dare la giusta consistenza alla crema: passate al setaccio la ricotta con lo zucchero aiutandovi con un cucchiaio. Una volta fatta questa operazione unite alla crema le scorze d'arancia, il cioccolato grattugiato (o a gocce). Con l’aiuto di una sacca da pasticcere farcire i cannoli con questo composto e decorarne le estremità con la frutta candita. Spolverizzare i cannoli con zucchero a velo e mangiateli !

giovedì 19 novembre 2009

Non è solo un film, ma storia ... " I Cento Passi "




Un film di impegno civile che si ispira a fatti realmente accaduti


Di Marco Tullio Giordana. Con Luigi Lo Cascio, Luigi Maria Burruano, Lucia Sardo, Paolo Briguglia, Tony Sperandeo.

Alla fine degli anni Sessanta a Cinisi, un piccolo paese siciliano, la mafia domina e controlla la vita quotidiana oltre agli appalti per l'aeroporto di Punta Raisi e il traffico della droga. Il giovane Peppino Impastato entra nel vortice della contestazione piegandola, con originalità, alle esigenze locali. Apre una piccola radio dalla quale fustiga con l'arma dell'ironia i potenti locali fra i quali Zio Tano (Badalamenti). Peppino verrà massacrato facendo passare la sua morte per un suicidio. Se lo si guarda con gli occhiali dell'ideologia I cento passi (che si ispira a fatti realmente accaduti), con la chiusura sulle bandiere rosse e i pugni chiusi del funerale di Impastato, potrebbe sembrare un film di propaganda. In realtà è un film di impegno civile (che non si vergogna di citare il Rosi di Le mani sulla città) che si assume il compito di ricordarci che la lotta a quel complesso fenomeno che passa sotto il nome di mafia non appartiene a una 'parte'.


“Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.” (Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti”)

lunedì 16 novembre 2009

E ora ?

Il 1 Ottobre 2009 a 10 chilometri da casa mia è successo questo:



 

  

 

31 MORTI E 6 DISPERSI



Il presidente del Consiglio arriva in prefettura a Messina dopo aver visto il disastro provocato dal nubifragio e dall'incuria dell'uomo soltanto dall'elicottero. Un modo per non intralciare le operazioni di soccorso tuttora in corso. Passa da un ingresso secondario per evitare i contestatori che lo attendevano. E durante la riunione operativa con Guido Bertolaso e gli amministratori locali, mette in chiaro la strategia per i prossimi mesi: fondi subito, cosi' come immediata deve essere la ricostruzione, sul modello di quella aquilana, anche utilizzando quelle aziende ''che meglio hanno operato in Abruzzo''. Concetti che ribadisce subito dopo in una conferenza stampa. ''Vi saremo vicini con tutti i mezzi - dice - e faremo come a L'Aquila, costruendo nuovi quartieri con strutture abitative e giardini ma anche negozi, per far ripartire il piccolo commercio''. I soldi ''non sono un problema'', quello che e' importante e' che gli enti locali individuino le aree dove edificare. E che si faccia presto. ''Nel tempo necessario - promette ai messinesi - vi daremo le case''. Abitazioni ''di soli tre piani, vivibili - ripete il Cavaliere - con giardini, piante, fiori''. E dentro ogni casa, ''arredata, ci sara' tutto quello che serve per vivere, dai piatti ai frigoriferi. Entrando si potra' stare una settimana senza neanche fare la spesa''. Il ''miracolo'' e' fare tutto cio' ''in pochissimo tempo''. Quanto all'utilizzo del miliardo che verra' stanziato per il rischio idrogeologico, che si aggiungera' ai 20 milioni che ''il prossimo Cdm'' mettera' a disposizione per gli interventi urgenti, e' ovvio che si partira' proprio dal messinese ''dove - sottolinea il premier - il 63% del territorio e' a rischio''.



Il 13 Novembre 2009 è successo questo:


Messina. Bocciati in Senato gli emendamenti che prevedevano 100 milioni di euro per le zone alluvionate.


MESSINA - "Sono sconcertato e offeso dall'atto irresponsabile che governo e maggioranza hanno consumato oggi nell'aula del Senato bocciando i nostri emendamenti sottoscritti anche dai colleghi Finocchiaro e Garraffa per il Pd, dall'Italia dei Valori e dal senatore Pistorio per l'Mpa. Gli emendamenti prevedevano lo stanziamento di 100 milioni di euro per la citta' di Messina e Scaletta Zanclea, al fine di  provvedere ai primi interventi urgenti per le vittime dell'alluvione del 1. ottobre scorso". Lo dice il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia.
"Non ci sono parole - aggiunge - per stigmatizzare un comportamento cosi' irrispettoso per il dolore e per i bisogni della nostra citta'. Nonostante le assicurazioni del governo, non si danno risorse per la tragedia di Messina, ma si ingraziano societa' come la 'Stretto di Messina' chiamate solo a dilapidare risorse pubbliche non prioritarie per il Mezzogiorno e per la Sicilia. E' una vergogna senza fine".    


... senza parole ...