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giovedì 12 gennaio 2012

Leave

La verità è che non voglio partire. Non vorrei prendere quell'aereo e ritornare alla Base.
Vorrei che un aereo lo prendessero mamy, papy e nonna.... e si trasferissero tutti in blocco qui  (che a dir il vero anche mamy lo vorrebbe proprio tanto!).
Purtroppo non si può e mi tocca.
Mi tocca riprendere la valigia.
Mi tocca riempirla di tutte la marea di cose che mi porto dietro ogni volta che parto.
Mi tocca lasciare il marziano per l'ennesima volta.
Mi tocca ritornare a dormire nel mio lettino, nella cameretta viola con le tende viola.

Non ho voglia, non ho nessuna voglia di tutto questo.
Ma domenica sera si vola, si dovrà volare, che le mie cose attendono.

Ritornerò presto però, perchè è qui casa mia.

mercoledì 26 ottobre 2011

Dolore

Oggi era una bella giornata, ero felice, ero carica... Tutti i problemi e i pensieri di questi giorni erano spariti.. 
Ritornavo bella pimpante dall'unversità, dopo aver passato la mattinata chiusa in biblioteca... E poi...
E poi mio papà in lacrime e quelle parole assurde che uscivano dalla sua bocca...

E' successa una cosa bruttissima... una tragedia... M., la figlia di Ale,  non c'è più, è morta stamattina....

E tu, ti chiedi cosa significano quelle parole...
E tu, non riesci, in nessun modo, ad associare la parola morte al viso solare, allegro di M. , una piccola donna di 14 anni...
A 14 anni non si può morire...
A 14 anni quando tuo padre ti chiama per andare a scuola tu devi rispondere, tu devi alzarti , non puoi startene immobile, nel tuo lettino, esanime...
Devi vivere... non puoi andartene....

 Dove sei piccola stella adesso? 

                   

sabato 22 ottobre 2011

Shame and guilt

Sono stanca... gli esami sono alle porte e io sono a pezzi...
Mi prende male ultimamente.
Vado in facoltà e mi sento fuori posto, mi sento inadeguata e incapace.
Avrei soltanto voglia di scappare.
Se penso al mio primo giorno di lezione....  Chimica generale col prof. Guglielmo.
Ero entusiasta, ero ottimista, sapevo quello che volevo e niente mi demoralizzava.
Sembravo un caterpiller: la mia migliore amica, che si era anche lei iscritta alla stessa facoltà, mi guardava meravigliata. "Come ca22o fai a non farti buttare a terra... ci trattano di merda... spiegano pochissimo e dobbiamo fare tutto da sole..."
E io "Qualunque cosa fai nella vita devi lottare, devi insistere e non demordere, devi credere che ce la puoi fare nonostante tutto".
Ro, la mia amica, mollò a febbraio e io continuai. Feci il primo esame e arrivò un bel 27, poi 28 e poi 30 e poi ancora 30 e poi 30  e lode... e poi... e poi il buio...
Il crollo inaspettato e tremendo che ha terribilmente  segnato la mia vita.
E mi guardo oggi. Mi vedo "ancora" seduta alla scrivania, navigare tra testi, appunti, schemi e riassunti e... e mi vergogno.
Provo una vergogna che forse nessuno sa.
Perchè non dovrei essere dove sono adesso, perchè sento il peso di un fallimento, perchè laurearmi con così tanto ritardo ormai per me è solo un fallimento, non  una gioia.
Sto male perchè so di aver distrutto il mio sogno, so che ho fatto tutto io, che è solo colpa mia di nessun altro, e soprattutto la cosa che pù di tutte mi distrugge , è di aver condizionato la vita di chi mi ama più di qualsiasi cosa...
Amore mio... quanto vorrei poter rimediare ai miei errori e regalarti la vita che abbiamo sognato...
Ho voluto io tutto questo.
Sarà il più grande rimpianto della mia vita e per questo mi odio profondamente.

lunedì 20 giugno 2011

Una farfalla dalle ali spezzate

C’era una volta una bimba, una bimba che mangiava patatine e cioccolata fregandosene dei rotolini di ciccia, che allegramente si depositavano sul suo corpo. La ragazzina era piccola e credo fosse normale il suo atteggiamento, perché quando sei una bimba non devi preoccuparti del tuo aspetto esteriore, ma devi semplicemente crescere, sperimentare, giocare e imparare.
Crescendo, quando qualcuno le diceva “Ma perché non mangi di meno?”, i suoi occhi si riempivano di strafottenza, come se la cosa non le interessasse, come se essere rotondetta per lei non fosse un problema.

Ma io quegli occhetti li leggevo. Sapevo cosa celavano.
Sapevo il disagio, il dolore e il dispiacere che nascondevano.
Oggi quella bimba è un’adolescente.
Una ragazzina di 17 anni veramente in gamba: frequenta il liceo classico e ha la media dell’otto, aiuta continuamente la sua mamma facendo i mestieri e cucinando come una cuoca provetta; è corteggiatissima perché i suoi occhi verdi sono accompagnati da un sorriso splendido.
Non le manca niente.
Quasi niente.
Le mancano solo dodici chili.
Dodici chili che segnano il confine tra la vita e la morte, perché V. oggi è una diciassettenne che pesa quanrant'uno chili, è una diciassettenne che in soli venti giorni ha perso sei chili, è una diciassettenne che dovrà ricoverarsi perché i suoi battiti cardiaci sono troppo bassi, perché sviene in continuazione, perché non riesce più a mangiare.

La solita storia che ormai oggi sentiamo continuamente, come un disco rotto che s’inceppa e che resta sempre lì, fermo su uno stesso punto. Lo chiamano il male del nuovo millennio e solo chi ha avuto a che fare, direttamente o indirettamente,  con questa malattia può realmente capire quanto sia un male che ti travolge, che ti comanda, che ti riduce in uno stato di schiavitù mentale, che non ti fa vedere più i colori della vita, un male che ha pochi perchè.

Io mi auguro che ce la faccia.
Io mi auguro che la sua famiglia trovi il modo giusto per starle accanto, per abbracciarla senza soffocarla…
Io mi auguro che ci sia qualcuno accanto a lei che le insegni che prima bisogna “sentirsi” e poi “vedersi”…

Mi auguro che tu ce la possa fare piccola V. , mi auguro che tu possa ritrovare la forza per riparare le tue ali spezzate, per ritornare a volare libera, leggera e felice,  come una farfalla persa tra i mille fiori della vita…

lunedì 30 maggio 2011

Un vaso di terracotta

Qualche mese non avevo voglia di parlarmi.
Oggi lo faccio, oggi mi parlo, perchè quelle metastasi iniziano a far male.

Sono sempre stata lenta nella mia vita, soprattutto quando si è trattato di pensare a me stessa.
"Per il mio bene", non sono state parole molto presenti nel mio vocabolario: mi sono fatta male per tanto tempo, ma con fatica, riscoprendo tutta la voglia di vivere che ho, sono riuscita a riemergere dall'abisso.
Non sono stata mai sola: ho avuto tutto l'amore di questo mondo a farmi da paracadute durante i miei lanci folli.
Soprattutto il suo. L'amore del marziano.
C'è sempre stato, è sempre stato presente: mi ha sostenuta, incoraggiata, desiderata, amata, come io stessa desideravo.
Siamo cresciuti insieme, abbiamo imparato ad amarci a conoscerci, ad accettarci con i nostri limiti e i nostri difetti.
E' stato tutto perfetto, sempre. Fino a poco tempo fa.

Ci siamo comodamente seduti su un'altalena: io e lui. Continuiamo a fare su e giù... Continuiamo a toccare il cielo con un dito, a sentire il paradiso intorno a noi, per poi piombare nell'inferno, nel buio dell'incomprensione, nella paura della diversità.
Qualcosa si è rotto e io guardo quei cocci... Provo a riattaccarli, roverò per sempre a riattaccarli, perchè la mia vita è lui, nonostante gli scazzi, nonostante le paure e i timori.
Io sono così.
Sono fragile, perchè sono un "vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro", perchè se non sono felice non posso farcela, e basta poco per non essere felice, basta non avere più il mio marziano...



...Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono,
scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni
in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile,
privo di senso e irraggiungibile per me,
succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo....

 


martedì 22 febbraio 2011

Gamble

Ahhhhhhh… la gelosia.. è un tarlo che ti consuma, che s’insinua tra i pensieri, che ti fa perdere l’obiettività del pensiero. E’ difficile riuscire ad instaurare un rapporto sano con una persona morbosa, con una persona che controlla ogni tuo passo, che passa al vaglio ogni tuo respiro, ogni singola parola pronunciata. E’ un suicidio, è la fine della libertà di essere  quel che si è.
Il marziano è geloso, non possessivo e morboso per carità, che sotto chiave non mi tiene, però è geloso e certi giorni se ne esce con certe favole che ti lasciano lì a bocca aperta e ti chiedi, ma è così insicuro?
Ma forse è colpa mia? Sono io che non riesco a fargli capire quanto lo amo?
In realtà non sono mai stata una di quelle “cicci, cocco, amorino di qua e amorino di là”, non sono per niente appiccicosa, non è nella mia natura…. E forse risulto distaccata…

Ieri pomeriggio abbiamo discusso furiosamente, perché così dal niente, anzi da cazzate, vengono fuori tutte le sue paure…
 Basta poco, perché perda il lume della ragione, perché veda me in un modo che non corrisponde alla realtà. Alla fine riesco a riportarlo sulla strada giusta, riesco a strappargli un “mi fido di te”, però… però...  Quanto mi fa male tutto questo…. Quante lacrime…

La fiducia è la base dell’amore. Non è una frase fatta, ma una condizione sine qua non. Non esiste rapporto a due se non c’è fiducia e non esiste fiducia “certa”. Nessun mio comportamento può regalare la certezza di un amore eterno, la certezza di assoluta fedeltà, perché il domani è solo incertezza.
E’ una lotteria, è un rischio da correre se si ama… Solo se si ama…

Io amo e da tempo ho deciso di rischiare, vorrei solo essere ricambiata allo stesso modo…
 

giovedì 7 ottobre 2010

Fatemi scendere

Stavo per scrivere un post  frizzante...per dire a tutti  "A PRESTO" , visto che ormai manca pochissimo alla mia partenza, e il tempo è quello che è.
Ero allegra e felice, fino a quando ho aperto i giornali e letto di Sarah Scazzi, la ragazzina quindicenne scomparsa ad Avetrana nell'agosto  scorso.

Sarah non tornerà più a casa sua, Sarah non potrà mai più rivedere la luce del sole, Sarah non potrà mai più riabbracciare la sua mamma, perchè Sarah non c'è più. Un animale, un mostro l'ha portata via, le ha tolto il dono prezioso della vita, e tutto questo per soddisfare un istinto crimale, violento e assassino.
Il mostro non è uno sconosciuto, ma è un uomo che ha visto nascere e crescere, diventare donna, la piccola Sarah. Il mostro è lo zio.
La tormentava da tempo, voleva abusare di lei. Dopo l'ennesimo rifiuto, dopo le minaccie di questa piccola donnina di rivelare tutto, l'ha uccisa. Sì l'ha strangolata e uccisa. E poi violentata. Da morta.

Ha violato quel corpo ormai privo di vita.

Di fronte a tutto questo male non riesco a frenare il senso di vuoto, di paura che mi assale. Sento il corpo invaso da mille brividi all'idea di quello che deve aver subito Sarah, di quello che deve aver provato...
Perchè accade tutto questo? Perchè gli uomini devono essere così crudeli e malvagi?
Come si può... era solo una ragazzina...
Basta, tutta la psicologia di questo mondo a spiegare una violenza simile?

Cosa si meriterebbe quest'uomo capace di compiere un gesto così atroce ed efferato?
Io vorrei che soffrisse... vorrei che patisse tutti i giorni lo stesso dolore che ha inflitto a Sarah e ai suoi cari. La morte no, perchè in certi casi può anche essere un sollievo. Lui deve invece vivere e soffrire.

Maledetto.

E la stessa cosa vale per chi magari sapeva e ha coperto tutto, per chi invece di parlare, di raccontare tutto e  aiutare Sarah ha firmato per la sua condanna a morte. A quanto pare la cugina Sabrina, sapeva delle attenzioni che suo padre aveva verso Sarah.
Una donna... come può una donna.. non capire il dramma di Sarah... In nome di cosa? Forse in nome dell'amore di una figlia verso un padre? Perchè è forse possibile amare un padre di cui conosci le perversioni?


Io questo mondo non lo capisco più... Vorrei scendere perchè ho paura....


Sarah... piccolo angelo... riposa in pace, ovunque tu sia adesso....


P.S. Un bacione a tutti quanti e... a presto!!!

venerdì 1 ottobre 2010

Trinacria grida, ma nessuno l'ascolta...

Un anno. E' esattamente passato un anno da quel maledetto
1 Ottobre
che ha distrutto e devastato un territorio e la sua gente.
Trentadue morti e cinque dispersi.
Trentasette persone che non hanno più visto la luce del sole, e oggi, a distanza di un anno, mi chiedo ancora perchè.
E' stato facile puntare il dito contro l'abusivismo...."Costruite le case dove non le dovete costruire..."
Sarei quella che non sono se dicessi che l'abusivismo non c'entra nulla: l'abusivismo c'entra, lo vedo coi miei occhi tutti i santi giorni, ma non è solo quello. E' la totale incuria, è la totale assenza dello Stato che non s'interessa, che non vigila, affinchè la vita di chi abita questo pezzo di terra, non sia una roulette russa.
E oggi? Sapete qual'è la situazione oggi?
Oggi io apro i giornali locali e leggo di un sindaco che dichiara di dover metter mano ai fondi pro-alluvionati, per poter fornire lo scuolabus ai bimbi della propria comunità, perchè soldi non ce ne sono.
Incontro una signora in un negozio e mi dice che nonostante la sua casa sia stata parzialmente danneggiata e lei lì dentro non ha più potuto metterci piede, ha dovuto continuare a pagare la fornitura del gas nonostante tutto. E mi dice: "Perchè a L'Aquila lo Stato ha agito diversamente? Perchè noi siamo stati abbandonati al nostro destino?"
Leggo di una moglie che oggi, col viso scavato dal dolore, ha affidato al mare la foto di suo marito, un marito che non ha più visto dal 1° Ottobre, nè vivo nè morto.
E tutto questo dolore perchè? Forse perchè ci dia la forza per cercare e ottenere una svolta decisiva? Un cambiamento radicale che coivolga tutti, dai semplici cittadini alle autorità politiche?
A un anno di distanza dico NO, perchè NIENTE è stato fatto, NIENTE è cambiato.
E quando dico niente, mi riferisco alla REALE messa in sicurezza dell'intero territorio, un territorio la cui popolazione alla prime goccie d'acqua inizia a sdrotolare rosari  pregando che nessuno ci rimetta le penne.

Sono stati spesi 140 milioni di euro per far fronte alle prime fasi dell'emergenza e ora?
Pare ne servano altri 170 di milioni per ultimare la messa in sicurezza del territorio.
Ultimare? Cioè terminare? Ma perchè la messa in sicurezza è iniziata?
Forse buttare giù i resti delle case sventrate significa mettere il territorio in sicurezza?
E mi tocca pure stare  a sentire un imperatore che nel pieno del suo declino, ormai incapace di discernere, promette la costruzione del Ponte sullo Stretto, per risollevare le sorti di gente che deve lottare quotidianamente, per avere ciò che gli spetterebbe di diritto.

Guardo dalla finestra della mia camera: vedo la montagna e un pezzetto di mare.
Questa è la mia terra. La mia terra che si ribella e che chiede aiuto. Chi l'ascolterà?

martedì 28 settembre 2010

Go away

Ehmm... che lo masticate per caso l'inglese? Se la risposta e sì allora avete capito.
Se non lo masticate ma direttamente lo vomitate ve lo dico io.
Go away...
Andar via....
Cioè io, la sottoscritta, me medesima... Va.. Parte...
Volevo ancora lasciarvi con la suspance alle stelle dopo il post questo qua, ma qualcuno già lo sa, quindi mò lo dico a tutti: il profumo delle novità è diventato certezza. Una certezza che si è tradotta in una data: 9 ottobre.

Che è sto silenzio? Ma avete capito?
Io parto, faccio la valigia, vado a romper le balle al marziano per due mesi...
Si parte.
Si abbozza una sorta di convivenza insomma.

Mizzica ma sapete che non pensavo mica di sentirmi così ansiosa? Ci ho l'ansia..  una cavolo di ansia che mi fa andare in panico: penso alle cose che devo sistemare qui prima di andare, alle cose che devo necessariamente portare con me (come cavolo faccio a non superare i 20 kg di bagaglio in stiva e gli 8 kg di bagaglio a mano? Mi toccherà fare qualche pacco e spedirlo, perchè a momenti li supero quando parto per 15 giorni, figuratevi adesso... eheheheh).

Anyway... Credo che l'ansia non sia legata a queste cosucce...
La verità è che penso soprattutto  ai miei: non sono stata mai lontano da casa per più di 20 giorni... O cappero... mi viene il magone solo se ci penso... anzi è proprio un nodo in gola... porca trota... Non posso mica far così io eh...
Che la  mia mamma mi sa che mi ha pure sgamata, perchè mi sta ripetendo in continuazione che è felice della mia partenza, che è stanca di vedermi soffrire per la mancanza del marziano, che gli girano le balle quando me ne sto rintanata nel bunker (camera mia :D)...bla bla bla... Uhmm... Tutta sta felicità mi puzza proprio...
La conosco troppo bene e so benissimo cosa accadrà non appena chiuderà la porta ed io sarò dall'altro lato....
E poi nonna... nonnina mia che in questi giorni mi chiama in continuazione, mi vorrebbe sempre lì attaccata a lei, al suo lettuccio.... Sembra quasi che avverta qualcosa nella sua totale incoscienza...

Ma s'adda fà. Io voglio andare, perchè la mia vita è lì. La mia vita è il marziano.

Solo per una cosa NON partirei: mio fratello ha minacciato d'impadronirsi della MIA camera in mia assenza. Penso che passerò dal falegname prima di partire: dovrò prendere delle tavole da inchiodare alla porta della MIA stanza che ovviamente chiuderò a chiave, ma sapete com'è la prudenza non è mai troppa.... :D

domenica 26 settembre 2010

Magari se scrivo passa

Perchè è tutto il santo giorno che mi sento così.

Vuota.
Incapace.
Stupida.
Sola.

Oggi autostima zero.
Perchè in verità sono fragile e non faccio altro che nasconderlo dietro grandi sorrisi.
Perchè mi basta poco per cadere, per dubitare.
Perchè sto male quando non sono capita.
Perchè mi fa rabbia non ricevere quella carezza che mi farebbe stare subito meglio.


Passerà... dovrà passare...




...E' pur sempre bellissima un'emozione
con le cadute e tutto il male

come una musica, come un dolore lascia il suo segno e non si fa scordare
l'anima in ogni sua imperfezione

ti fa cadere e rialzare
seguire logiche senza ragione

prendere e andare nel nome
.
Anche se non trovi le parole
hai girato il mondo dentro a un cuore intero...
Nessuna replica, poco potere

mentre decidi se ti puoi fidare
il tuo momento ti viene a cercare puoi solo credere

forse saltare
come un elastico senza pensare non c'è più tempo forse fa male
...


Aggiornamento ore 21.53: mi sono fatta fuori mezza tavoletta di cioccolato al latte... ORA mi sento meglio !!! Per la serie... "A mali estremi estremi rimedi".

venerdì 28 maggio 2010

Punto e a capo.

Oggi è stata proprio una giornataccia di emme, di quelle che ti verrebbe voglia di cancellarle completamente dal calendario... Di depositarle nel cassetto dell'oblio più assoluto in modo da non averne più traccia.
Possibilità che la cosa possa trovare realizzazione..pari a zero....Quindi...
Mi sono beccata un'altra botta, un'altra delusione, che aumenta il carico dei miei sensi di colpa.
Non mi hanno convalidato degli esami in facoltà. Il che significa nuovi esami da fare...il che significa niente laurea a breve...

Odio quando le cose che capitano a me, devono poi avere delle conseguenze con cui deve farci i conti, anche chi mi sta accanto, chi mi vuol bene e mi ama... E' questa la cosa che mi fa stare più male. I sacrifici li faccio, non mi spaventa nulla, ma chiederli agli altri per me...
No! Non vorrei proprio...

Leggere l'ennesima delusione sui loro volti... Vorrei solo sparire.... Dissolvermi nel niente come una bolla di sapone...

Non serve a niente sentirmi così. Lo so. Ma adesso ho solo voglia di piangere.Ho voglia di urlare e di spaccare mezzo mondo....

Fanculo a me ecco!!!




Adesso la pianto e vedo di fare qualcosa, a tutto c'è una soluzione, devo alzarmi e andare avanti e non perdere la  tenacia, devo insistere a tutti i costi, perchè è quello che voglio.

Io lo voglio. Ho lottato fino adesso per arrivare dove sono arrivata nonostante tutto, devo solo ricordarmi quanto lo voglio, devo solo ricordarmi che le chiacchiere stanno a zero e che quello che contano sono i fatti.

Devo solo ricordarmi che dipende da me solo da me.
Devo stringere i denti e andare avanti.

domenica 18 aprile 2010

Battito...

La lettera che leggerete tra poco l'ho trovata su facebook grazie alla tesora mia Gabri; non saprei dirvi con assoluta certezza, se è stato realmente Raimondo a scrivere queste parole, so solo che mi  hanno colpita tanto, profondamente ...
Voglio appuntarmele quì...

"La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti... è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace."
Raimondo Vianello


Un cuore che ti ha amato non smetterà mai di battere, lo sentirai dentro di te sempre anche oltre la morte...


domenica 28 marzo 2010

Per tutta la vita - Noemi ( video e testo)





Per tutta la vita
Andare avanti
Cercare i tuoi occhi
Negli occhi degl'altri
Far finta di niente
Far finta che oggi
Sia un giorno normale
Un anno che passa
Un anno in salita
Che senso di vuoto
Che brutta ferita

Delusa da te, da me,
Da quello che non ti ho dato
Per tutta la vita
Cercare un appiglio
L'autunno che passa

Ma forse sto meglio
Trovarsi per caso
In un bar del centro e sentirsi speciale
Ma l'amore è distratto,
L'amore è confuso

Tu non arrabbiarti, ma io non ti perdono
Delusa da te, da me,
Da quello che non mi hai dato...mai
Esplode
Il cuore

Distante
Anni luce fuori da me
Sei colpa mia
La gelosia
Infrange tutto e resta niente...
Le solite scuse,
Le solite storie,
Bugie, speranze,
A volte l'amore
Mi guardo allo specchio

Mi trovo diversa
Mi trovo migliore
Un nuovo anno che passa
Un nuovo anno in salita
Che senso di vuoto

Che brutta ferita,
Ferita da te, da me,
Da quello che non c'è stato...mai
Esplode
Il cuore

Distante
Anni luce fuori da me
Sei colpa mia
La gelosia
Infrange tutto e resta niente...qui

Per tutta la vita
andare avanti...
Un anno in salita per me,
per te, per me, per te, per me...
Esplode

Il cuore
Distante
Anni luce fuori da me
Sei colpa mia
La gelosia
Infrange tutto e resta il niente...qui



Mi manca da morire e sto male quando non riusciamo a capirci...
Perchè dev'essere tutto complicato, perchè?
Mi chiedo se sia sia stancato di me... ho paura... 

giovedì 11 febbraio 2010

Stand-by

 

Vivere è lottare. Più passa il tempo e più me ne rendo conto.
E io cerco di farlo sempre col sorriso.. Cerco di accettare le sconfitte di dare un senso anche alla loro presenza nella mia vita.
Perchè tutto ha un senso.

Solo che certi giorni avresti voglia di mandare tutto all'aria, di cancellare tutto e tutti. Di restare in un angolino piccolo piccolo.... per parlare con la tua anima... per capire dove sei arrivato.. chi sei... cosa hai fatto...
Perchè capita di perdersi.
Capita di assorbire troppo da tutto ciò che ci circonda.... di essere saturi e di non aver più spazio per nulla.
E la vita è poter cogliere ogni attimo..ogni secondo... perchè ogni attimo lasciato andare non tornerà più indietro e quello successivo non sarà mai identico al precedente.
Per questo ogni tanto bisogna fermarsi e formattare gli spazzi della nostra anima, in modo che ci sia sempre posto per tutto e tutti, in modo che nulla ci possa sfuggire.

Idealmente lo faccio in riva al mare... Chiudo gli occhi e sento solo il rumore delle onde.... gli odori della natura marina... e quegli spruzzi che arrivano sul mio volto, sul mio corpo e che in qualche modo lavano via tutto ciò che c'è di fastidioso dentro di me...
E' una dolcissima carezza quella del mare...
E' un blu che sa di vita, di speranza, di movimento.

La serenità è dentro di noi, non dobbiamo cercare chissà dove ...
E' come guardiamo le cose, è il senso che diamo a tutto ciò che ci sta intorno. Dobbiamo solo trovare il tempo per starcene nel nostro angolino a contemplare la bellezza che c'è in ognuno di noi. E poi ripartire sarà più facile... sarà più semplice...


domenica 31 gennaio 2010

Libertà di nascere... libertà di morire...

Nel post precedente vi ho detto che non avevo manco l’ombra di una schifosissima ispirazione… Beh mi è ritornata! Esattamente è ritornata venerdi stesso, solo che trovo il tempo per scrivere solo ora…
Però più che di ispirazione si tratta di voglia di urlare lo sdegno e il senso di schifo che ho provato guardando uno pseudo telegiornale ( per la cronaca era Studio Aperto che personalmente chiamo Tele curtigghiu). Mò vi dico…

Me ne stavo alla mia scrivania, con la tele accesa che mi faceva da sottofondo: la mia attenzione viene attirata da un nome: Salvatore Crisafulli... Per spiegarvi meglio la situazione vi riporto un articolo trovato sul web:
[…] Martedì 9 febbraio, in Belgio, in una clinica vicino a Bruxelles, a Salvatore Crisafulli verrà praticata un’iniezione letale. Una scelta sofferta che la famiglia del quarantacinquenne paraplegico catanese, entrato in coma vegetativo nel 2003 in seguito ad un incidente stradale, e risvegliatosi nel 2005 rimanendo un disabile gravissimo, ha preso dopo anni di lotte e sollecitazioni allo Stato Italiano al fine di ottenere un piano ospedaliero personalizzato a casa, che non è mai arrivato.

« Siamo rimasti soli e non possiamo più aiutarlo, perché Salvatore ha bisogno di aiuto 24 ore su 24 . Non possiamo fare altro, ci hanno abbandonati al nostro destino, allora meglio farlo morire: lui è al corrente di questa nostra decisione ed è d’accordo». Sono queste le parole che il fratello Pietro, che già in passato aveva minacciato di staccare la spina degli strumenti che tenevano in vita Salvatore, ha usato per annunciare la scelta presa. […]


Credo che sappiate tutti chi sia Beppino Englaro e chi era Eluana Englaro. Un anno fa prima che si ponesse fine al calvario di questa povera donna, le nostre televisioni erano piene zeppe di interviste e reportage; intere programmazioni da Porta a Porta a Matrix, passando per Annozero, si sono interessate al caso. Ancora una volta potere giuridico e potere politico (quest'ultimo in tandem col potere temporale),si trovano  divisi, spaccati di fronte alle richieste di un povero padre, di dare risposte a un esplicita volontà della figlia condannata a una vita che tale non potrebbe essere definita. Dopo un calvario vero e proprio Eluana il 9 febbraio 2009 trova finalmente la pace e muore in seguito all'avvio del processo di sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata a cui era da 17 anni sottoposta.

Non sto associando il nome di Eluana Englaro e quello di Salvatore Crisafulli, perchè voglio parlare di eutanasia: lo sto facendo solo perchè ascoltando la notizia nella mia mente è affiorato il ricordo di una lettera ... una lettera pubblicata il 2 aprile 2009 da Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore ....

[…] Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che ‘non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE […]

[…]E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. […]

Proprio così, non si è trattato di uno scherzo della mia memoria: ma la stessa persona che chiedeva a Beppino Englaro di non far morire Eluana, oggi dichiara di aver deciso di porre fine alla vita del fratello, perchè non ce la fa più a sostenere la situazione, perchè lasciato solo e abbandonato da parte dello Stato.
Lui non ce la fa più e quindi il fratello deve morire...
No, mi dispiace ma non funziona così!
Se Salvatore Crisafulli avesse, di sua spontanea volontà, deciso di porre fine alla sua esistenza non avrei avuto nulla da obiettare: ritengo che ogni individuo nasca libero e libero debba morire. Ogni essere umano dovrebbe poter disporre della propria vita, senza rendere conto allo Stato (ovviamente fino a quando non fa male al prossimo) e quanto meno alla Chiesa.
Avrei voluto che Pietro Crisafulli chiedesse l'eutanasia per il fratello, perchè non ce la fa più a vederlo in quelle condizioni, perchè Salvatore stesso sofferente chiede di morire, ma non perchè lo Stato non lo aiuta, soprattutto dopo aver puntato il dito contro Englaro in un modo così disdicevole.

Ma quante famiglie vivono un dramma simile? In quali case lo Stato è presente, quando un malato deve essere  curato? Io stessa so cosa significa... ... A casa mia non c'è lo Stato quando nonna deve essere lavata, a casa mia non c'è lo Stato quando nonna deve essere nutrita... Ci siamo io e mia madre.


Io non so più cosa significa uscire con la mia mamma per un gelato, per fare shopping,... perchè nonna da sola non può restare, perchè se esce lei resto io, se esco io resta lei ... ed è così da 5 anni. E anche se è dura, più dura di quanto si possa immaginare, quando entro nella sua camera mi avvicino al suo letto e lei si stringe forte a me e  dice che non mi vuole lasciare, io non sento più il peso del sacrificio, sento solo l'amore che nutre nei miei confronti, vedo solo la gioia di vivere nei suoi occhi  quando scorge me e mia madre accanto a lei.
Mai e poi porrei fine alla sua esistenza perchè lo Stato non mi aiuta... piuttosto morirei io distrutta dalle fatiche...
Lotterei fino alla fine, ma senza sacrificare lei!
Lo farei solo ed esclusivamente nel caso in cui dalla sua bocca uscisse la parola: BASTA ...

Perchè è giusto che sia così, perchè nessuno può decidere della vita altrui, in un senso o nell'altro; che fine ha fatto la legge sul Testamento Biologico ? E certo le priorità del nostro governo sono altre...  Ma ci vuole così tanto a capire che  è un diritto dell'essere umano poter disporre della propria vita?
Personalmente mi sono rivolta a un'associazione l' Exit-italia, ho compilato i miei moduli e spediti a chi di dovere: voglio che qualcuno oltre i miei familiari sappia cosa vorrei nel caso in cui, un giorno dovessi trovarmi in determinate condizioni.

Perchè oltre a pretendere una vita dignitosa, non si può volere una morte dignitosa?


P.S. Ho appena letto che quello dei Crisafulli potrebbe essere un bluff, ovvero una tattica per far si che lo Stato intervenga in loro aiuto: anche se fosse così, mi spiace ma condanno la strumentalizzazione che stanno mettendo in atto della loro situazione a discapito di chi realmente si batte per il riconoscimento del diritto all'eutanasia.E' veramente vergognoso!