Ci sono momenti in cui un abbraccio è tutto quello che vorresti.
E non da parte di "braccia a caso".
C'è un volto, ci sono degli occhietti che stanotte ho sognato. E allora viene a galla quel pizzico di nostalgia, quella mancanza che come vetro acuminato si pianta nella carne e fa male, fa tanto male.
E il pensiero che possa accadere qualcosa mentre tu non ci sei...
E il pensiero che "tranquilla è tutto ok, ha avuto solo qualche giornata no, ma adesso sta meglio.. ." sia soltanto una bugia detta per farmi stare serena...
Vorrei soltanto vederla con i miei occhi, capire che sono le solite esagerazioni di mia madre, controllarle la pressione, i battiti, chiamarla e vedere che mi risponde con il solito sorriso e poi sentire le sue mani che mi afferrano e non mi mollano più.
Vorrei poter aprire una porta e controllare come sta; ma a 1300 km di distanza mica è facile...
Non mi resta che parlare col cuore: nonnina, lo senti che ti dice il mio cuore?
Vero che lo senti?
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lunedì 5 dicembre 2011
mercoledì 8 giugno 2011
Sicily: mode on
Non so perché, ma ogni volta che ritorno a casa, tutto mi sembra più grande: tipo che la mia camera la ricordavo più piccola e pure la cucina. Mia madre con savoir faire mi ha fatto notare che…
“Ma mi prendi per il culo? Tutte le volte che ritorni dici semrpe sta cosa…”
Che cacchio ne so io, perché tutto mi appare più grande…
Mi serve un’analista che spieghi il fatto. O meglio: mi serve l’analista che spieghi a mia madre che non la prendo in giro tutte le volte… Ecco.
Anyway, il titolo del post la dice lunga. Sono a casa. A casa mia. In Sicily.
Il marziano mi manca più dell'aria...
Come sto? (sicuro che stavate per chiedermelo).. Beh a grandi linee sto…
Sto come una trottolina che gira, gira, gira, gira, gira, gira, gira… (prima o poi si fermerà… ) gira, gira, gira, gira… (ma quando si ferma sta caxxo di trottola…) gira, gira, gira… (nel mentre gira io scrivo eh…) gira talmente tanto, che pure con l’aereo, stamane giravo e giravo e giravo su Catania, prima di atterrare, causa traffico aereo alla base militare di Sigonella.
Ad ogni modo trottolina Laila, una volta toccato il suolo siculo, ha pensato bene di spupazzarsi come si deve la sua nonna, la sua nipotina Sabri e soprattutto si è impegnata a non crepare d’infarto dopo aver saputo che la mamma di Sabri con molte probabilità sarà di nuovo mamma, alla tenerissima età di 22, e dico VENTIDUE anni.
Minchia. Non ci sono altre parole. Sono sbiancata quando ho saputo il fatto.
Io, impazzita tren-teen ager, che ancora non ha capito cosa caxxo vuole dalla propria vita, ritrova la bimba che ha cullato, strapazzato e anche scatafasciato (nel senso che era ancora in fasce la piccola) dalle scale, quando ancora era Laila versione bambin-adolescente, no dico, me la ritrovo mamma per la seconda volta in poco più di due anni!!
Ora dico: sono io che rischio di perdere il treno, oppure la mia sorellina putativa ci si è fiondata sopra in largo anticipo? Tipo con un paio d’anni d’anticipo.
Minchia.
Sto scrivendo troppe brutte parole in questo post. Sta diventando un post del caxxo.
Sarà che ho due ore di sonno sulle spalle e certe notizie non riesco a reggerle.
Va boh vado a dormire che è meglio.
P.S. Temo di cascare dal letto stanotte: cercherò il marziano, lo so, e cercando troverò il pavimento duro e freddo. Caxxo. Ahia.
“Ma mi prendi per il culo? Tutte le volte che ritorni dici semrpe sta cosa…”
Che cacchio ne so io, perché tutto mi appare più grande…
Mi serve un’analista che spieghi il fatto. O meglio: mi serve l’analista che spieghi a mia madre che non la prendo in giro tutte le volte… Ecco.
Anyway, il titolo del post la dice lunga. Sono a casa. A casa mia. In Sicily.
Il marziano mi manca più dell'aria...
Come sto? (sicuro che stavate per chiedermelo).. Beh a grandi linee sto…
Sto come una trottolina che gira, gira, gira, gira, gira, gira, gira… (prima o poi si fermerà… ) gira, gira, gira, gira… (ma quando si ferma sta caxxo di trottola…) gira, gira, gira… (nel mentre gira io scrivo eh…) gira talmente tanto, che pure con l’aereo, stamane giravo e giravo e giravo su Catania, prima di atterrare, causa traffico aereo alla base militare di Sigonella.
Ad ogni modo trottolina Laila, una volta toccato il suolo siculo, ha pensato bene di spupazzarsi come si deve la sua nonna, la sua nipotina Sabri e soprattutto si è impegnata a non crepare d’infarto dopo aver saputo che la mamma di Sabri con molte probabilità sarà di nuovo mamma, alla tenerissima età di 22, e dico VENTIDUE anni.Minchia. Non ci sono altre parole. Sono sbiancata quando ho saputo il fatto.
Io, impazzita tren-teen ager, che ancora non ha capito cosa caxxo vuole dalla propria vita, ritrova la bimba che ha cullato, strapazzato e anche scatafasciato (nel senso che era ancora in fasce la piccola) dalle scale, quando ancora era Laila versione bambin-adolescente, no dico, me la ritrovo mamma per la seconda volta in poco più di due anni!!
Ora dico: sono io che rischio di perdere il treno, oppure la mia sorellina putativa ci si è fiondata sopra in largo anticipo? Tipo con un paio d’anni d’anticipo.
Minchia.
Sto scrivendo troppe brutte parole in questo post. Sta diventando un post del caxxo.
Sarà che ho due ore di sonno sulle spalle e certe notizie non riesco a reggerle.
Va boh vado a dormire che è meglio.
P.S. Temo di cascare dal letto stanotte: cercherò il marziano, lo so, e cercando troverò il pavimento duro e freddo. Caxxo. Ahia.
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martedì 14 dicembre 2010
Full
"E’ l’alba, guardo fuori dal finestrino e vedo le luci di una città che a poco a poco si risveglia dopo il riposo notturno.
Un cielo terso, un rosso che a poco a poco cede il passo a un azzurro intenso.
Un azzurro che sospesa in aria, col naso appiccicato al finestrino dell’aereo, ti sembra di vivere…
Una lacrima scivola giù per morire poi su labbra serrate in un sorriso appena accennato. Sì perché alla fine non è il caso di piangere: non è stato l’ultimo bacio, non è stato l’ultimo abbraccio, non è stata l’ultima carezza.
E’ solo un attimo, un momento che passerà, che sarà ricordo tra non molto.
I giorni volano, così come sono volati questi due mesi trascorsi tra le braccia del mio uomo, che tante volte avrei voluto strozzare, ma che altrettante volte avrei voluto amare ancora di più…ma avrò il tempo per farlo, perché c’è una grande distesa davanti a me, è verde, è riccamente colorata come un prato fiorito: è il mio futuro, è la mia vita tutta da vivere."
Laila era sull'aereo quando ha appuntato su un angolino della sua agenda questo pensiero.
Laila adesso picchietta i suoi ditini sulla tastiera del suo pc, seduta alla sua scrivania.
Eh sì sono a casa da mammà e sono ancora in fase di... in fase di... oh non mi viene la parola... Insomma mi sento con un piede di là e uno di quà.. avete capito no?
E' bello ritornare a casa, è bello vedere il tuo papà che all'aeroporto ti accoglie con un sorriso grande grande e le braccia aperte, è bello vedere che la tua mamma aspetta affacciata al balcone di vederti arrivare, è bello abbracciare la tua nonna è vedere svanita come una bolla di sapone la paura che non ti riconoscesse più...
Minchia quanto sono fortunata! L'amore che ho è unico!!!
E comunque (che se no poi mi dite che son sempre la solita sdolcinata ;-), ma ce lo sapete che tutti mi han detto che mi vedono più bella? Son soddisfazioni eh...
L'ho raccontato al marziano e mi ha detto: "tutto merito mio!".
Del resto è il mio marziano!
Un cielo terso, un rosso che a poco a poco cede il passo a un azzurro intenso.
Un azzurro che sospesa in aria, col naso appiccicato al finestrino dell’aereo, ti sembra di vivere…
Una lacrima scivola giù per morire poi su labbra serrate in un sorriso appena accennato. Sì perché alla fine non è il caso di piangere: non è stato l’ultimo bacio, non è stato l’ultimo abbraccio, non è stata l’ultima carezza.
E’ solo un attimo, un momento che passerà, che sarà ricordo tra non molto.
I giorni volano, così come sono volati questi due mesi trascorsi tra le braccia del mio uomo, che tante volte avrei voluto strozzare, ma che altrettante volte avrei voluto amare ancora di più…ma avrò il tempo per farlo, perché c’è una grande distesa davanti a me, è verde, è riccamente colorata come un prato fiorito: è il mio futuro, è la mia vita tutta da vivere."
Laila era sull'aereo quando ha appuntato su un angolino della sua agenda questo pensiero.
Laila adesso picchietta i suoi ditini sulla tastiera del suo pc, seduta alla sua scrivania.
Eh sì sono a casa da mammà e sono ancora in fase di... in fase di... oh non mi viene la parola... Insomma mi sento con un piede di là e uno di quà.. avete capito no?
E' bello ritornare a casa, è bello vedere il tuo papà che all'aeroporto ti accoglie con un sorriso grande grande e le braccia aperte, è bello vedere che la tua mamma aspetta affacciata al balcone di vederti arrivare, è bello abbracciare la tua nonna è vedere svanita come una bolla di sapone la paura che non ti riconoscesse più...
Minchia quanto sono fortunata! L'amore che ho è unico!!!
E comunque (che se no poi mi dite che son sempre la solita sdolcinata ;-), ma ce lo sapete che tutti mi han detto che mi vedono più bella? Son soddisfazioni eh...
L'ho raccontato al marziano e mi ha detto: "tutto merito mio!".
Del resto è il mio marziano!
venerdì 3 dicembre 2010
Di qua o di là ?
Ma noooo, ma non di vita, che non sto mica per schiattare….
Mi restano nove giorni di soggiorno in Polentonia…
Cioè, ma vi rendete conto? Due mesi sono passati eh… Due mesi sono due mesi, mica due giorni o due settimane… Uffa… Mi scoccia proprio l’idea, anche se il marziano mi raggiungerà quasi subito (tempo dieci giorni e avrà le sue meritate ferie natalizie),e quindi non avrò manco il tempo di sentire la sua mancanza… Però… Uffa… Io sto bene qui e ancora avevo delle cose da fare… Tipo un altro pochetto di shopping (poco, poco, giuro…), tipo finire di spiegare pH e pOH alla nipote del marziano impaurita dalla chimica, tipo invitare gli zii del marziano a pranzo, tipo trovare le tende giuste per la sala…
Uno dice… Ma cosa cavolo hai fatto in due mesi? Che ho fatto? Ho studiato come una matta (il 17 ho esami… P A U R A A A), ho dormito pochissimo (colpa dell'amore mio che mi ama troppo), ho lavato, stirato e cucinato (cazzarola se ho cucinato!), mi sono relaxata nei fine settimana girando di casa in casa tra cognate, nipoti e parentame vario, girando per centri commerciali cercando tappeti, tende e copridivani…
Ecco che ho fatto… e i due mesi sono volati… e io ci ho il magone, perché mi sono proprio scocciata di fare la trottolina… Su e giù senza dimora fissa….
Che adesso che mi sono abituata a infilare i miei piedi (sempre freddi) sotto quelli del marziano (sempre caldi), nel lettone, durante la notte, io come faccio?
Certo c’è qualcuno che sta sprizzando gioia da tutti i pori (mia madre), che da due settimane mi dice “Hai fatto la valigia?” Sì come no, già che mi trovavo, non la disfacevo nemmeno quando sono arrivata… Mia madre è sempre la solita non c’è niente da fare…
Comunque l’idea di rituffarmi tra le braccia di nonnina… beh quello mi consola…
Chissà che farà, che dirà appena mi vedrà…
E Anna… e Sabrina… Ho voglia di stringermele forte forte tra le braccia, di sentire le nuove paroline che Sabrina ha imparato, di vedere Anna sorridere dopo che ha pianto tanto per la mia mancanza…. Ma avrei anche voglia, tanta voglia, di restare qui e continuare a spupazzarmi il marziano…
Cazzarola sono una donna divisa a metà, contesa tra Nord e Sud !!
HELP ME !!

P.S. Buon week end... anzi buon ponte a tutti !!!
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martedì 28 settembre 2010
Go away
Se non lo masticate ma direttamente lo vomitate ve lo dico io.
Go away...
Andar via....
Cioè io, la sottoscritta, me medesima... Va.. Parte...
Volevo ancora lasciarvi con la suspance alle stelle dopo il post questo qua, ma qualcuno già lo sa, quindi mò lo dico a tutti: il profumo delle novità è diventato certezza. Una certezza che si è tradotta in una data: 9 ottobre.
Che è sto silenzio? Ma avete capito?
Io parto, faccio la valigia, vado a romper le balle al marziano per due mesi...
Si parte.
Si abbozza una sorta di convivenza insomma.
Mizzica ma sapete che non pensavo mica di sentirmi così ansiosa? Ci ho l'ansia.. una cavolo di ansia che mi fa andare in panico: penso alle cose che devo sistemare qui prima di andare, alle cose che devo necessariamente portare con me (come cavolo faccio a non superare i 20 kg di bagaglio in stiva e gli 8 kg di bagaglio a mano? Mi toccherà fare qualche pacco e spedirlo, perchè a momenti li supero quando parto per 15 giorni, figuratevi adesso... eheheheh).
Anyway... Credo che l'ansia non sia legata a queste cosucce...
La verità è che penso soprattutto ai miei: non sono stata mai lontano da casa per più di 20 giorni... O cappero... mi viene il magone solo se ci penso... anzi è proprio un nodo in gola... porca trota... Non posso mica far così io eh...
Che la mia mamma mi sa che mi ha pure sgamata, perchè mi sta ripetendo in continuazione che è felice della mia partenza, che è stanca di vedermi soffrire per la mancanza del marziano, che gli girano le balle quando me ne sto rintanata nel bunker (camera mia :D)...bla bla bla... Uhmm... Tutta sta felicità mi puzza proprio...
La conosco troppo bene e so benissimo cosa accadrà non appena chiuderà la porta ed io sarò dall'altro lato....
E poi nonna... nonnina mia che in questi giorni mi chiama in continuazione, mi vorrebbe sempre lì attaccata a lei, al suo lettuccio.... Sembra quasi che avverta qualcosa nella sua totale incoscienza...
Ma s'adda fà. Io voglio andare, perchè la mia vita è lì. La mia vita è il marziano.
Solo per una cosa NON partirei: mio fratello ha minacciato d'impadronirsi della MIA camera in mia assenza. Penso che passerò dal falegname prima di partire: dovrò prendere delle tavole da inchiodare alla porta della MIA stanza che ovviamente chiuderò a chiave, ma sapete com'è la prudenza non è mai troppa.... :D
domenica 27 giugno 2010
Fai mali e pentiti... Fai beni e scodditi...
Stasera faccio la babysitter, niente uscita del sabato sera pertanto: ho spedito i miei insieme con gli zii preferiti a farsi una pizza e un giretto. Ma badate che non ci ho una sorellina o un fratellino a cui fare attenzione...
Ci ho una nonnina!!! Il tesoro del cuoricino mio!!!!

C'è sempre stata per me, e le nottate passate con lei nel lettone da piccola non le scordo proprio per niente.....
Mille ricordi, che custodisco gelosamente, che porterò per sempre con me come un grande dono.
Che donna.... Vorrei essere solo la metà di quello che è stata ed è lei!
Ne ha passate di cotte e di crude, liti familiari assurde, un marito non geloso, ma di più, botte... tante botte prese per ca22ate, due figli persi quando ancora erano giovani.... Tanto dolore credetemi e nonostante tutto, lei è sempre stata forte, coraggiosa, sorridente, e soprattutto pronta per dare una mano a chiunque...
Adesso vi racconto un fatto che accadde durante la seconda guerra mondiale, quando da sola con tre figli piccoli (mio nonno era in guerra) portava avanti la famiglia lavorando duramente nei campi e curando con un amore incredibile anche le bestiole che aveva.
Un giorno incontrò nel suo terreno un giovanotto con una bambina....
Signore : mi scusi signora l'intromissione, vengo da Messina in cerca di cibo... Ieri abbiamo mangiato otto fagioli in tre, i soldi non ci mancano ma non servono a niente quando cibo da comprare non ce n'è.... le do quello che vuole ma mi dia qualcosa da poter dare alla mia bambina....
Nonna : io adesso ho da fare, devo portare l'erba agli animali.... Lo vede quel fico? Si arrampichi e prenda pure tutti i frutti che vuole e i soldi li conservi pure.
Molti anni dopo... circa venti o poco più, mia nonna doveva andare in Germania da uno dei suoi figli che si era trasferito li in cerca di fortuna. Arrivata alla stazione non riusciva a trovare un posto sul treno, fino a quando un signore con la tipica divisa da ferroviere si avvicinò a lei e le disse: venga con me.
Mia nonna lo guardò spaesata, ma siccome ha sempre avuto fiducia nel prossimo, lo seguì. Lui la condusse sul treno, la fece entrare in una cabina e le disse: questa è la sua cuccetta.
Lei lo guardava senza capire fino a quando lui : lei non si ricorda di me, ma io sì. Ricordo ancora quei fichi che mi ha donato e che mi hanno permesso di dare sollievo alla mia famiglia....
Ogni volta che terminava di narrarmi la vicenda mi diceva queste parole....
"Fai mali e pentiti...fai beni e scodditi"
(Se fai del male pentitene, se fai del bene dimenticalo.... perchè il bene non lo devi fare perchè deve essere necessariamente ricambiato!)
Ci ho una nonnina!!! Il tesoro del cuoricino mio!!!!

C'è sempre stata per me, e le nottate passate con lei nel lettone da piccola non le scordo proprio per niente.....
Mille ricordi, che custodisco gelosamente, che porterò per sempre con me come un grande dono.
Che donna.... Vorrei essere solo la metà di quello che è stata ed è lei!
Ne ha passate di cotte e di crude, liti familiari assurde, un marito non geloso, ma di più, botte... tante botte prese per ca22ate, due figli persi quando ancora erano giovani.... Tanto dolore credetemi e nonostante tutto, lei è sempre stata forte, coraggiosa, sorridente, e soprattutto pronta per dare una mano a chiunque...
Adesso vi racconto un fatto che accadde durante la seconda guerra mondiale, quando da sola con tre figli piccoli (mio nonno era in guerra) portava avanti la famiglia lavorando duramente nei campi e curando con un amore incredibile anche le bestiole che aveva.
Un giorno incontrò nel suo terreno un giovanotto con una bambina....
Signore : mi scusi signora l'intromissione, vengo da Messina in cerca di cibo... Ieri abbiamo mangiato otto fagioli in tre, i soldi non ci mancano ma non servono a niente quando cibo da comprare non ce n'è.... le do quello che vuole ma mi dia qualcosa da poter dare alla mia bambina....
Nonna : io adesso ho da fare, devo portare l'erba agli animali.... Lo vede quel fico? Si arrampichi e prenda pure tutti i frutti che vuole e i soldi li conservi pure.
Molti anni dopo... circa venti o poco più, mia nonna doveva andare in Germania da uno dei suoi figli che si era trasferito li in cerca di fortuna. Arrivata alla stazione non riusciva a trovare un posto sul treno, fino a quando un signore con la tipica divisa da ferroviere si avvicinò a lei e le disse: venga con me.
Mia nonna lo guardò spaesata, ma siccome ha sempre avuto fiducia nel prossimo, lo seguì. Lui la condusse sul treno, la fece entrare in una cabina e le disse: questa è la sua cuccetta.
Lei lo guardava senza capire fino a quando lui : lei non si ricorda di me, ma io sì. Ricordo ancora quei fichi che mi ha donato e che mi hanno permesso di dare sollievo alla mia famiglia....
Ogni volta che terminava di narrarmi la vicenda mi diceva queste parole....
"Fai mali e pentiti...fai beni e scodditi"
(Se fai del male pentitene, se fai del bene dimenticalo.... perchè il bene non lo devi fare perchè deve essere necessariamente ricambiato!)
domenica 31 gennaio 2010
Libertà di nascere... libertà di morire...
Nel post precedente vi ho detto che non avevo manco l’ombra di una schifosissima ispirazione… Beh mi è ritornata! Esattamente è ritornata venerdi stesso, solo che trovo il tempo per scrivere solo ora…
Però più che di ispirazione si tratta di voglia di urlare lo sdegno e il senso di schifo che ho provato guardando uno pseudo telegiornale ( per la cronaca era Studio Aperto che personalmente chiamo Tele curtigghiu). Mò vi dico…
Me ne stavo alla mia scrivania, con la tele accesa che mi faceva da sottofondo: la mia attenzione viene attirata da un nome: Salvatore Crisafulli... Per spiegarvi meglio la situazione vi riporto un articolo trovato sul web:
[…] Martedì 9 febbraio, in Belgio, in una clinica vicino a Bruxelles, a Salvatore Crisafulli verrà praticata un’iniezione letale. Una scelta sofferta che la famiglia del quarantacinquenne paraplegico catanese, entrato in coma vegetativo nel 2003 in seguito ad un incidente stradale, e risvegliatosi nel 2005 rimanendo un disabile gravissimo, ha preso dopo anni di lotte e sollecitazioni allo Stato Italiano al fine di ottenere un piano ospedaliero personalizzato a casa, che non è mai arrivato.
« Siamo rimasti soli e non possiamo più aiutarlo, perché Salvatore ha bisogno di aiuto 24 ore su 24 . Non possiamo fare altro, ci hanno abbandonati al nostro destino, allora meglio farlo morire: lui è al corrente di questa nostra decisione ed è d’accordo». Sono queste le parole che il fratello Pietro, che già in passato aveva minacciato di staccare la spina degli strumenti che tenevano in vita Salvatore, ha usato per annunciare la scelta presa. […]
Credo che sappiate tutti chi sia Beppino Englaro e chi era Eluana Englaro. Un anno fa prima che si ponesse fine al calvario di questa povera donna, le nostre televisioni erano piene zeppe di interviste e reportage; intere programmazioni da Porta a Porta a Matrix, passando per Annozero, si sono interessate al caso. Ancora una volta potere giuridico e potere politico (quest'ultimo in tandem col potere temporale),si trovano divisi, spaccati di fronte alle richieste di un povero padre, di dare risposte a un esplicita volontà della figlia condannata a una vita che tale non potrebbe essere definita. Dopo un calvario vero e proprio Eluana il 9 febbraio 2009 trova finalmente la pace e muore in seguito all'avvio del processo di sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata a cui era da 17 anni sottoposta.
Non sto associando il nome di Eluana Englaro e quello di Salvatore Crisafulli, perchè voglio parlare di eutanasia: lo sto facendo solo perchè ascoltando la notizia nella mia mente è affiorato il ricordo di una lettera ... una lettera pubblicata il 2 aprile 2009 da Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore ....
[…] Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che ‘non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE […]
[…]E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. […]
Proprio così, non si è trattato di uno scherzo della mia memoria: ma la stessa persona che chiedeva a Beppino Englaro di non far morire Eluana, oggi dichiara di aver deciso di porre fine alla vita del fratello, perchè non ce la fa più a sostenere la situazione, perchè lasciato solo e abbandonato da parte dello Stato.
Lui non ce la fa più e quindi il fratello deve morire...
No, mi dispiace ma non funziona così!
Se Salvatore Crisafulli avesse, di sua spontanea volontà, deciso di porre fine alla sua esistenza non avrei avuto nulla da obiettare: ritengo che ogni individuo nasca libero e libero debba morire. Ogni essere umano dovrebbe poter disporre della propria vita, senza rendere conto allo Stato (ovviamente fino a quando non fa male al prossimo) e quanto meno alla Chiesa.
Avrei voluto che Pietro Crisafulli chiedesse l'eutanasia per il fratello, perchè non ce la fa più a vederlo in quelle condizioni, perchè Salvatore stesso sofferente chiede di morire, ma non perchè lo Stato non lo aiuta, soprattutto dopo aver puntato il dito contro Englaro in un modo così disdicevole.
Ma quante famiglie vivono un dramma simile? In quali case lo Stato è presente, quando un malato deve essere curato? Io stessa so cosa significa... ... A casa mia non c'è lo Stato quando nonna deve essere lavata, a casa mia non c'è lo Stato quando nonna deve essere nutrita... Ci siamo io e mia madre.
Io non so più cosa significa uscire con la mia mamma per un gelato, per fare shopping,... perchè nonna da sola non può restare, perchè se esce lei resto io, se esco io resta lei ... ed è così da 5 anni. E anche se è dura, più dura di quanto si possa immaginare, quando entro nella sua camera mi avvicino al suo letto e lei si stringe forte a me e dice che non mi vuole lasciare, io non sento più il peso del sacrificio, sento solo l'amore che nutre nei miei confronti, vedo solo la gioia di vivere nei suoi occhi quando scorge me e mia madre accanto a lei.
Mai e poi porrei fine alla sua esistenza perchè lo Stato non mi aiuta... piuttosto morirei io distrutta dalle fatiche...
Lotterei fino alla fine, ma senza sacrificare lei!
Lo farei solo ed esclusivamente nel caso in cui dalla sua bocca uscisse la parola: BASTA ...
Perchè è giusto che sia così, perchè nessuno può decidere della vita altrui, in un senso o nell'altro; che fine ha fatto la legge sul Testamento Biologico ? E certo le priorità del nostro governo sono altre... Ma ci vuole così tanto a capire che è un diritto dell'essere umano poter disporre della propria vita?
Personalmente mi sono rivolta a un'associazione l' Exit-italia, ho compilato i miei moduli e spediti a chi di dovere: voglio che qualcuno oltre i miei familiari sappia cosa vorrei nel caso in cui, un giorno dovessi trovarmi in determinate condizioni.
Perchè oltre a pretendere una vita dignitosa, non si può volere una morte dignitosa?
P.S. Ho appena letto che quello dei Crisafulli potrebbe essere un bluff, ovvero una tattica per far si che lo Stato intervenga in loro aiuto: anche se fosse così, mi spiace ma condanno la strumentalizzazione che stanno mettendo in atto della loro situazione a discapito di chi realmente si batte per il riconoscimento del diritto all'eutanasia.E' veramente vergognoso!
Però più che di ispirazione si tratta di voglia di urlare lo sdegno e il senso di schifo che ho provato guardando uno pseudo telegiornale ( per la cronaca era Studio Aperto che personalmente chiamo Tele curtigghiu). Mò vi dico…
Me ne stavo alla mia scrivania, con la tele accesa che mi faceva da sottofondo: la mia attenzione viene attirata da un nome: Salvatore Crisafulli... Per spiegarvi meglio la situazione vi riporto un articolo trovato sul web:
[…] Martedì 9 febbraio, in Belgio, in una clinica vicino a Bruxelles, a Salvatore Crisafulli verrà praticata un’iniezione letale. Una scelta sofferta che la famiglia del quarantacinquenne paraplegico catanese, entrato in coma vegetativo nel 2003 in seguito ad un incidente stradale, e risvegliatosi nel 2005 rimanendo un disabile gravissimo, ha preso dopo anni di lotte e sollecitazioni allo Stato Italiano al fine di ottenere un piano ospedaliero personalizzato a casa, che non è mai arrivato.
« Siamo rimasti soli e non possiamo più aiutarlo, perché Salvatore ha bisogno di aiuto 24 ore su 24 . Non possiamo fare altro, ci hanno abbandonati al nostro destino, allora meglio farlo morire: lui è al corrente di questa nostra decisione ed è d’accordo». Sono queste le parole che il fratello Pietro, che già in passato aveva minacciato di staccare la spina degli strumenti che tenevano in vita Salvatore, ha usato per annunciare la scelta presa. […]

Credo che sappiate tutti chi sia Beppino Englaro e chi era Eluana Englaro. Un anno fa prima che si ponesse fine al calvario di questa povera donna, le nostre televisioni erano piene zeppe di interviste e reportage; intere programmazioni da Porta a Porta a Matrix, passando per Annozero, si sono interessate al caso. Ancora una volta potere giuridico e potere politico (quest'ultimo in tandem col potere temporale),si trovano divisi, spaccati di fronte alle richieste di un povero padre, di dare risposte a un esplicita volontà della figlia condannata a una vita che tale non potrebbe essere definita. Dopo un calvario vero e proprio Eluana il 9 febbraio 2009 trova finalmente la pace e muore in seguito all'avvio del processo di sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata a cui era da 17 anni sottoposta.
Non sto associando il nome di Eluana Englaro e quello di Salvatore Crisafulli, perchè voglio parlare di eutanasia: lo sto facendo solo perchè ascoltando la notizia nella mia mente è affiorato il ricordo di una lettera ... una lettera pubblicata il 2 aprile 2009 da Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore ....
[…] Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che ‘non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE […]
[…]E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. […]
Proprio così, non si è trattato di uno scherzo della mia memoria: ma la stessa persona che chiedeva a Beppino Englaro di non far morire Eluana, oggi dichiara di aver deciso di porre fine alla vita del fratello, perchè non ce la fa più a sostenere la situazione, perchè lasciato solo e abbandonato da parte dello Stato.
Lui non ce la fa più e quindi il fratello deve morire...
No, mi dispiace ma non funziona così!
Se Salvatore Crisafulli avesse, di sua spontanea volontà, deciso di porre fine alla sua esistenza non avrei avuto nulla da obiettare: ritengo che ogni individuo nasca libero e libero debba morire. Ogni essere umano dovrebbe poter disporre della propria vita, senza rendere conto allo Stato (ovviamente fino a quando non fa male al prossimo) e quanto meno alla Chiesa.
Avrei voluto che Pietro Crisafulli chiedesse l'eutanasia per il fratello, perchè non ce la fa più a vederlo in quelle condizioni, perchè Salvatore stesso sofferente chiede di morire, ma non perchè lo Stato non lo aiuta, soprattutto dopo aver puntato il dito contro Englaro in un modo così disdicevole.
Ma quante famiglie vivono un dramma simile? In quali case lo Stato è presente, quando un malato deve essere curato? Io stessa so cosa significa... ... A casa mia non c'è lo Stato quando nonna deve essere lavata, a casa mia non c'è lo Stato quando nonna deve essere nutrita... Ci siamo io e mia madre.

Io non so più cosa significa uscire con la mia mamma per un gelato, per fare shopping,... perchè nonna da sola non può restare, perchè se esce lei resto io, se esco io resta lei ... ed è così da 5 anni. E anche se è dura, più dura di quanto si possa immaginare, quando entro nella sua camera mi avvicino al suo letto e lei si stringe forte a me e dice che non mi vuole lasciare, io non sento più il peso del sacrificio, sento solo l'amore che nutre nei miei confronti, vedo solo la gioia di vivere nei suoi occhi quando scorge me e mia madre accanto a lei.
Mai e poi porrei fine alla sua esistenza perchè lo Stato non mi aiuta... piuttosto morirei io distrutta dalle fatiche...
Lotterei fino alla fine, ma senza sacrificare lei!
Lo farei solo ed esclusivamente nel caso in cui dalla sua bocca uscisse la parola: BASTA ...
Perchè è giusto che sia così, perchè nessuno può decidere della vita altrui, in un senso o nell'altro; che fine ha fatto la legge sul Testamento Biologico ? E certo le priorità del nostro governo sono altre... Ma ci vuole così tanto a capire che è un diritto dell'essere umano poter disporre della propria vita?
Personalmente mi sono rivolta a un'associazione l' Exit-italia, ho compilato i miei moduli e spediti a chi di dovere: voglio che qualcuno oltre i miei familiari sappia cosa vorrei nel caso in cui, un giorno dovessi trovarmi in determinate condizioni.
Perchè oltre a pretendere una vita dignitosa, non si può volere una morte dignitosa?
P.S. Ho appena letto che quello dei Crisafulli potrebbe essere un bluff, ovvero una tattica per far si che lo Stato intervenga in loro aiuto: anche se fosse così, mi spiace ma condanno la strumentalizzazione che stanno mettendo in atto della loro situazione a discapito di chi realmente si batte per il riconoscimento del diritto all'eutanasia.E' veramente vergognoso!
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sabato 7 novembre 2009
Insegnare ad amare
Sei lì ferma quasi immobile nel tuo letto, che ormai non è più un semplice letto, ma una culla, che con le sue barriere ti protegge da ciò che ti potrebbe nuocere. Nonostante tutto, il tuo sorriso non si spegne, i tuoi occhi non smettono mai di brillare come lucine nel buio. Non smetti mai di dirmi che non mi vuoi lasciare, che vuoi continuare a vivere, a lottare.
Tipico della tua natura di donna forte e coraggiosa, che ha affrontato di tutto nella sua lunga vita.Mi tornano in mente le notti nel lettone,io piccolina abbracciata e te, con la luce fioca di un'abtjuor: i tuoi racconti di una vita vissuta, accompagnate da dolci carezze sul mio viso...Non mi raccontavi mai le favole, mi parlavi della tua vita, delle tue esperienze di tutto ciò che ti gravitava intorno, gioie e dolori comprese.
Mi parlavi di una donna che da sola ha allevato i suoi primi tre figli, con l'ansia e l'angoscia di non rivedere più l'uomo che amava, l'uomo che la guerra aveva portato via lontano da casa.Mi parlavi del suo ritorno e della sua tremenda gelosia, che ti ha ha fatto tanto soffrire, che ti ha fatto piangere molto.Hai sofferto tanto, ma non hai mai avuto paura: mi dicevi che il dolore fa parte della vita stessa, che bisogna affrontare tutto con dignità, che tutto deve essere conquistato durante la nostra esistenza, che nulla ci viene regalato.
Nessuno potrà mai capire quanto me, quanto amore emana la tua presenza: anche adesso, che sei in grado di riconoscere solo me e mia madre, che sei in grado di mettere una dietro l'altro poche parole e il più delle volte senza senso,anche adesso inondi il mio cuore di tanto amore. Mi basta sentirti pronunciare il mio nome, mi basta sentire la tua mano che mi stringe forte, che accarezza ancora i miei capelli come facevi quando ero piccola,mi basta guardare i tuoi occhi per sentire quanto bene mi vuoi.
Tu sei l'amore su questa terra nonna; hai donato il tuo cuore a chi ti è stato accanto. Senza alcuna remora hai sempre visto il lato positivo di chiunque, anche di chi ti faceva del male. Mi hai insegnato ad avere rispetto per tutti, a sorridere sempre, a non puntare mai il dito verso il mio prossimo, a non giudicare mai.
So di essere stata fortunata e di esserlo ancora: sentirsi amate come mi sento io è un dono prezioso.
Un giorno non ti vedrò più, non sentirò più il calore dei tuoi abbracci e dei tuoi baci: so per certo che sarà il giorno più triste della mia vita, so per certo che sarà il primo vero grande dolore che colpirà la mia esistenza.
Ma continuerai a vivere per sempre nel mio cuore, nessuno ti porterà mai via da lì. Sentirò la tua presenza intorno a me, mi guiderai come hai fatto fino adesso. Ci sarai per sempre.
Nonna tu mi hai insegnato cosa significa amare e io ti amerò per sempre.

io appena nata e nonna!!
m'mazza ero bruttissimissima....
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