
L'entusiasmo della piazza milanese mi ha letteralmente travolta.
Ieri sera insieme al mio amore ho urlato a scuarciagola il nome di Pisapia.
Ho applaudito Fassino, Boeri e Vinicio Capossela.
Da donna, ho esultato quando Lella Costa, Susanna Camusso e Ottavia Piccolo hanno ricordato che le donne il 13 febbraio scorso hanno dato una sferzata notevole e importante al percorso di cambiamento.
Ieri sera ho visto una marea di sorrisi tappezzare i volti dei milanesi, volti speranzosi per un radicale mutamento che trasformi il nostro paese.
Perchè la schiacciante vittoria della sinistra non è altro che questo: è la richiesta di aria nuova, è la volontà del popolo italiano che non vuole più un omuncolo del genere Berlusconi alla guida del proprio Paese. Non abbiamo più bisogno di barzellette, di starlette che passano dal palo della lap dance alla poltrona di deputato e nel peggiore dei casi alla poltrona di ministro; non vogliamo più le cricche che si spartiscono il potere, che si arricchiscono sulle spalle di chi con fatica lavora e non riesce ad arrivare alla fine del mese, non vogliamo più essere derisi da mezzo mondo per colpa della sua (del nano) inettezza, non vogliamo più parlare di Ruby, di Noemi e della D'Addario.
Basta.
E' arrivato il momento.
Lui potrà trincerarsi dietro il suo finto governo fatto di spudorati mercenari, ma per quanto?
Fin quando il giocattolino, troppe volte rotto e incollato, reggerà l'urto degli italiani che non vogliono più essere rappresentati dal Nerone dei nostri tempi?
E' la fine.
E' la sua fine e il nostro inizio!!
